Arriva un momento nella vita di una piccola impresa in cui la delega non è più una scelta e diventa una condizione necessaria per poter crescere. È sicuramente una delle fasi più ambite dall’imprenditore ed è anche una delle più delicate.
Il primo passo: la delega illusoria
A un certo punto si iniziano ad assumere persone, a distribuire responsabilità, a creare funzioni diverse e a strutturare l’attività. Ed è proprio qui che spesso si commette un errore: si comincia a delegare e si confonde la delega con l’assegnazione di compiti, si assume una persona, le si affidano alcune attività e si pensa che il problema sia risolto.
Delegare, però, significa molto più che “far fare ad altri ciò che prima faceva il titolare”: significa costruire un’organizzazione nella quale le persone sappiano cosa devono fare, a chi rispondono, quali responsabilità hanno e, soprattutto, siano in grado di prendere decisioni e lavorare senza avere continuamente bisogno del titolare.
Quando questo non accade, il risultato è quasi paradossale: l’impresa cresce, il numero dei dipendenti aumenta, ma l’imprenditore non diventa più libero, anzi. Diventa il responsabile HR della propria azienda, pagando un prezzo molto pesante.
Il secondo passo: il prezzo
Spesso il titolare si accorge di quanto sia stata costosa quella delega non formalizzata quando è già troppo tardi. Per ogni conflitto, per ogni dipendente problematico, per ogni assenza, per ogni errore e per ogni dubbio è lui che viene interpellato: in sostanza, niente funziona senza di lui. Il che sembra quasi assurdo: l’imprenditore ha costruito un’azienda per essere libero di farla crescere e finisce per diventare il dipendente più impegnato della propria organizzazione.
Il prezzo non si paga soltanto in termini di tempo: turnover, errori, conflitti, inefficienze, persone sbagliate, decisioni rimandate, dipendenza da singoli collaboratori e opportunità di crescita che non vengono colte sono tutti sintomi di un sistema al collasso.
Il terzo passo: la soluzione sbagliata
C’è, però, un errore che è peggiore della delega costruita male. Quando l’imprenditore arriva allo stremo, la risposta che spesso riceve è: “Devi assumere di più” oppure “Devi stare più attento a chi fai entrare”.
Ebbene, queste risposte guardano al sintomo, non alla causa. Mettere in pratica questi consigli significherebbe ritrovarsi in una situazione ancora peggiore: sarebbe come pretendere di spegnere un incendio con altra benzina.
La vera soluzione: la strategia
La vera domanda da porsi è un’altra: “Perché questa azienda è arrivata a dipendere così tanto dal titolare?”. Da lì bisogna capire cosa non è stato definito, quali responsabilità non sono chiare, quali ruoli mancano, quali comportamenti vengono tollerati, perché alcune persone diventano indispensabili, perché ogni decisione torna sempre sulla scrivania dell’imprenditore e, soprattutto, che cosa dell’organizzazione attuale non è più adeguato al livello che l’azienda ha raggiunto.
È qui che la gestione del personale smette di essere una questione puramente amministrativa e diventa una questione organizzativa e strategica.
Delegare significa progettare un sistema che possa funzionare ogni giorno senza l’imprenditore e che abbia bisogno di lui per sapere dove andare, altrimenti sarà sempre l’imprenditore a continuare a pagare il prezzo della sua stessa crescita.