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Passaggio generazionale nelle imprese familiari: le 4 leve dei futuri leader

di Barbara Weisz

18 Settembre 2026 12:00

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Deloitte mostra come si preparano i successori italiani, dove investono di più e quali debolezze emergono rispetto alle imprese familiari globali.

Il passaggio generazionale è pianificato nei dettagli da meno della metà delle imprese familiari italiane intervistate da Deloitte Private. La ricerca mostra inoltre una preferenza crescente per la continuità della leadership familiare, mentre sul mercato globale aumenta il ricorso ad amministratori delegati esterni alla proprietà.

In sintesi:

  • il 43% delle 42 imprese familiari italiane intervistate da Deloitte dispone di un piano dettagliato per la successione della leadership familiare e il 52% ne ha uno riferito all’amministratore delegato;
  • il 33% del campione italiano sta affrontando il passaggio di leadership familiare o prevede di affrontarlo nei prossimi dieci anni, secondo Deloitte Private;
  • la quota di CEO esterni alla famiglia scende in Italia dal 24% al 17% nelle prospettive indicate dalle aziende, mentre nel campione globale cresce dal 13% al 26%;
  • la survey globale Deloitte comprende circa 1.600 imprese con almeno 100 milioni di dollari di fatturato nel 2024 e controllo familiare almeno del 51%, mentre il focus italiano si basa su 42 risposte.

Piano di successione nel 43% delle imprese familiari

Nel campione italiano di Deloitte Private, il 43% delle imprese familiari dichiara di avere un piano dettagliato per la successione della leadership familiare, quota che raggiunge il 52% quando la pianificazione riguarda l’amministratore delegato.

Una parte delle aziende che ha già pianificato la successione ritiene necessario intervenire nuovamente: il 45% indica l’esigenza di aggiornare il piano relativo alla leadership familiare e il 24% quello riferito all’amministratore delegato.

La ricerca rileva inoltre che il 33% delle imprese italiane intervistate sta affrontando il ricambio della leadership familiare oppure prevede di affrontarlo entro i prossimi dieci anni. Pianificazione e successione assumono quindi una dimensione attuale per una quota consistente del campione.

CEO esterni in calo in Italia rispetto al campione globale

La scelta dell’amministratore delegato esterno alla famiglia segue direzioni opposte: nelle imprese italiane intervistate la quota scende dal 24% al 17% nelle prospettive future, mentre a livello globale cresce dal 13% al 26%.

Il 10% delle imprese italiane non indica quale soluzione prevede per il futuro. Fra quelle che esprimono una scelta, la continuità familiare mantiene quindi un ruolo più ampio rispetto all’orientamento rilevato sull’intero campione internazionale.

Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader, interpreta questa impostazione come una scelta che richiede un maggiore investimento nella preparazione della nuova generazione, affinché i successori acquisiscano le competenze necessarie prima di assumere la guida aziendale.

Italiani a confronto sulla preparazione dei successori

Le imprese familiari italiane utilizzano più frequentemente del campione globale diverse forme di formazione sul campo dei futuri leader, dall’affiancamento diretto all’attribuzione di responsabilità formali.

Modalità di preparazione Italia e confronto globale
affiancamento diretto alla leadership 52% in Italia, 43% nel campione globale
ruoli formali con responsabilità e valutazione delle performance 50% in Italia, 44% nel campione globale
discussioni formali sulla pianificazione strategica 50% in Italia, 41% nel campione globale
coinvolgimento nei rapporti con fornitori, distributori e partner 50% in Italia, 40% nel campione globale
esperienza lavorativa rilevante fuori dall’azienda familiare 40% in Italia, in linea con la media globale
policy formale che richiede esperienza lavorativa esterna 43% in Italia, 69% nel campione globale

La differenza più ampia riguarda quindi la formalizzazione dell’esperienza esterna. La richiesta di lavorare fuori dall’impresa familiare interessa il 40% del campione italiano, in linea con il dato internazionale, mentre la presenza di una policy aziendale che impone questa esperienza riguarda il 43% delle aziende italiane contro il 69% a livello globale.

AI e nuovi prodotti guidano le priorità della nuova generazione

La nuova generazione delle imprese familiari italiane indica intelligenza artificiale e sviluppo di nuovi prodotti e servizi, entrambi al 55%, tra le principali priorità per la trasformazione futura dell’azienda.

Seguono l’espansione sui mercati esteri, indicata dal 48% degli intervistati, e l’innovazione tecnologica al 36%. La nuova generazione matura intanto esperienza soprattutto attraverso ruoli manageriali, attività legate alla gestione corrente e incarichi connessi alla trasformazione del business, mentre i familiari senior occupano più frequentemente le posizioni di maggiore responsabilità.

Tra le difficoltà percepite dai futuri leader figurano la gestione delle responsabilità e delle pressioni finanziarie, indicata dal 60%, lo sviluppo delle competenze di leadership e management al 55% e l’allineamento all’evoluzione del settore al 48%.

Criticità italiane: strategia, management e preparazione

Nel campione italiano, le principali difficoltà associate alla successione riguardano l’incertezza sulla direzione futura dell’azienda, la resistenza all’ingresso di manager esterni, l’assenza di un piano di successione definito e una preparazione ancora insufficiente della generazione destinata a subentrare.

A livello globale, Deloitte individua invece soprattutto la carenza di successori qualificati e la riluttanza degli attuali leader a cedere il controllo. La diversa composizione delle criticità è coerente con la maggiore preferenza italiana per una successione interna alla famiglia rilevata nella stessa survey.

Le imprese individuali con titolari over 70

La necessità di preparare il ricambio generazionale emerge anche dai dati CNA sulle imprese individuali: a giugno 2025 i titolari con almeno 70 anni erano 314.824, pari al 10,7% del totale, rispetto ai 290.328 e all’8,9% rilevati dieci anni prima.

L’incidenza degli ultrasettantenni raggiunge il 28,3% in agricoltura, il 9,6% nel manifatturiero, l’8,4% nel trasporto e magazzinaggio, il 7,8% nel commercio e il 6,6% nell’alloggio e ristorazione. Nello stesso arco temporale si è ridotta anche la base potenziale dei successori: tra il 2014 e il 2024 CNA rileva oltre 153mila imprese giovanili in meno, con una contrazione del 24%.

Il campione Deloitte e l’universo delle PMI

I risultati Deloitte sul 43% di imprese con un piano di successione vanno riferiti alle aziende effettivamente coinvolte nella survey contenuta nel repor Family business succession planning and the next generation. Il campione internazionale comprende circa 1.600 imprese familiari con almeno 100 milioni di dollari di fatturato nel 2024 e una quota di controllo della famiglia pari almeno al 51%.

Il focus italiano comprende 42 imprese familiari e non costituisce una rilevazione rappresentativa di tutte le PMI italiane.

La pianificazione della leadership riguarda un profilo diverso dal trasferimento giuridico dell’azienda o delle partecipazioni. Tra gli strumenti previsti dall’ordinamento italiano per organizzare anticipatamente la successione imprenditoriale rientra il Patto di famiglia, utilizzabile per il trasferimento dell’azienda o di partecipazioni ai discendenti.