Google cambia: più confronto prezzi e meno risultati delle imprese

di Teresa Barone

22 Settembre 2026 10:00

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La ricerca Google cambia per le regole UE: su viaggi, prodotti e attività locali compaiono prima i siti di confronto prezzi e solo dopo i siti delle imprese

La ricerca su Google cambia di nuovo. Per rispettare le direttive UE sulla concorrenza nei mercati digitali, il motore web mette ora in cima ai risultati i siti di prenotazione e di confronto prezzi e mostra i siti delle singole imprese in un blocco separato e con meno informazioni. L’aggiornamento riguarda le ricerche su viaggi, prodotti e attività locali, toccando profondamente le PMI che ricevono clienti e contatti da Google.

In sintesi:

  • le ricerche su Google per hotel, voli, treni e bus a lunga percorrenza, prodotti e attività locali mostrano un blocco per i siti di confronto e un blocco per le imprese;
  • per comparire nel blocco SERP riservato ai siti delle imprese basta che il proprio servizio sia rivolto a clienti europei.

Risultati di ricerca Google: siti di confronto in cima alla pagina

I risultati di ricerca Google hanno dall’8 settembre 2026 un aspetto nuovo nei trenta Paesi dello Spazio economico europeo, Italia compresa. In alto compare un blocco riservato ai siti di prenotazione e di confronto prezzi, in cui ogni sito si apre con un clic e mostra le proprie offerte con foto e prezzi. Sotto compare il blocco dedicato alle imprese che vendono direttamente, come il singolo hotel, la compagnia aerea o il negozio, che si vede solo quando compare anche il primo. L’ordine dei risultati in entrambi i blocchi è deciso dall’algoritmo di Google.

Secondo la documentazione pubblicata da Google Search Central, la nuova pagina riguarda cinque tipi di ricerca:

  • hotel e alloggi, come “hotel a Roma”;
  • voli, come “voli Roma Londra”;
  • treni e bus a lunga percorrenza, come “treno Roma Milano”;
  • prodotti, come “scarpe running uomo”;
  • attività locali, come “ristorante Trastevere” o “idraulico Roma”, aggiunte da Google alla documentazione il 18 settembre, dieci giorni dopo il lancio.

Le altre ricerche, come quelle informative, le notizie o i siti di aziende cercati per nome, mantengono la pagina dei risultati di sempre.

Hotel su Google: otto siti di confronto prima degli alberghi

Il caso più evidente è quello degli alberghi. Cercando “hotel a Roma”, la nuova pagina apre con il blocco “Hotel | Roma”, con date e numero di ospiti, che elenca otto siti di confronto e prenotazione: Bluepillow, Viajes Para Ti, Hotels.com, Reserving, Agoda, Google, Booking.com e Odigeo. Google Hotels compare al sesto posto, in fila con gli altri, senza la posizione di testa che occupava fino a oggi. Sotto l’elenco si trova il blocco “Siti web di hotel”, chiuso per impostazione predefinita: prima di qualsiasi clic, nessun albergo compare con nome e prezzo.

Ricerca Google hotel a Roma: elenco dei siti di confronto prezzi con Google al sesto posto e blocco Siti web di hotel chiuso in fondo

Aprendo la riga di un sito di confronto, per esempio Bluepillow, compaiono una mappa con il prezzo di ogni struttura e un elenco di hotel con foto, categoria e tariffa per le date indicate, seguiti dal pulsante per proseguire sul sito del comparatore, dove si chiude la prenotazione.

Ricerca Google: blocco di un sito di confronto aperto con mappa e prezzi degli hotel di Roma

Aprendo “Siti web di hotel”, le schede degli alberghi mostrano foto, nome, servizi disponibili come Wi-Fi, parcheggio, colazione e animali ammessi, l’indirizzo del sito e il pulsante “Altri dettagli”, senza la tariffa per le date cercate. Il confronto dei prezzi, che l’utente trovava nella mappa di Google, oggi passa dai siti di intermediazione.

Ricerca Google: blocco Siti web di hotel con schede degli alberghi senza prezzo

Multa UE a Google per violazione del Digital Markets Act

L’aggiornamento risponde alla decisione con cui la Commissione europea, il 23 luglio 2026, ha accertato che Google violava il Digital Markets Act mettendo i propri servizi shopping, hotel, trasporti e risultati sportivi davanti a quelli dei concorrenti, e le ha inflitto una multa da 460 milioni di euro. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato una seconda decisione da 430 milioni sulle restrizioni di Google Play, per un totale di 890 milioni.

Il regolamento vieta alle grandi piattaforme, i cosiddetti gatekeeper, di favorire i propri servizi nell’ordine dei risultati e impone criteri trasparenti, equi e non discriminatori. Secondo la decisione della Commissione, Google mostrava i propri servizi in cima alla pagina e con grafica e filtri più ricchi di quelli dei concorrenti, e aveva 60 giorni per porre fine all’infrazione. La contestazione riprende quella del caso Google Shopping, chiuso nel 2024 dalla Corte di giustizia con la conferma della multa da 2,4 miliardi per il trattamento di favore al proprio comparatore di prodotti.

Aggiornamento Google non ancora visibile a tutti

In Italia la nuova pagina dei risultati non compare ancora a tutti. La stessa ricerca “hotel a Roma”, fatta alla stessa ora da due browser diversi, può restituire la nuova versione con i siti di confronto oppure la vecchia mappa di Google con prezzi e date, e Google non ha comunicato i tempi del rilascio. Anche nelle altre categorie la pagina italiana non coincide con quella degli hotel: cercando “voli Roma Londra” compaiono due blocchi con i prezzi, “Opzioni compagnia aerea” con le tariffe dei vettori e sotto “Siti di voli” con i comparatori e la stessa Google Flights.

Cercando “scarpe running uomo” compaiono ancora le schede gratuite dei negozi con il prezzo, che secondo il monitoraggio di Productrise sono sparite a metà settembre da Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Svezia, sostituite da un blocco di siti di confronto. Chi gestisce un’attività può quindi trovare nei risultati una versione diversa da quella che vedono i suoi clienti.

Come comparire nel blocco imprese su Google

Per comparire nel blocco delle imprese, che Google chiama supplier unit, un’attività deve avere un sito rivolto a clienti dello Spazio economico europeo e vendere direttamente il servizio in una delle cinque categorie, compresi i negozi fisici e i servizi come l’idraulico. La documentazione di Google Search Central precisa che non serve inviare dati oltre a quelli che Google legge dal sito, mentre i feed facoltativi, come quelli di Hotel Center per le strutture ricettive, arricchiscono la scheda.

Il confronto tra i due blocchi chiarisce quali strumenti servono a ciascuna impresa:

Requisito Blocco siti di confronto Blocco imprese
Chi può comparire Agenzie di viaggio online, comparatori di prezzi, motori di ricerca di settore e directory approvati da Google Hotel, compagnie di trasporto, negozi, imprese locali e professionisti che vendono direttamente
Accesso Domanda con modulo e approvazione di Google Automatico per i siti idonei, nessuna domanda
Dati richiesti Feed diretti o collegamenti in tempo reale, secondo la categoria Nessun dato oltre alla lettura del sito, feed facoltativi
Quando compare Nelle ricerche su hotel, voli, treni e bus, prodotti e attività locali Solo se compare il blocco dei siti di confronto
Dove porta il click Al sito di confronto o prenotazione Al sito dell’impresa

Per un’impresa la cura del sito diventa quindi la condizione per comparire: pagine leggibili da Google, servizi, foto e dati di contatto aggiornati e coerenti con quelli del profilo aziendale, perché sono le informazioni che la scheda mostra al posto del prezzo.

Google Search per comparatori e portali: come comparire in cima

Un’impresa che gestisce un portale di prenotazione, un comparatore di prezzi o una directory di settore può chiedere di entrare nel blocco in cima alla pagina, che Google chiama unità aggregatori e riserva ai Vertical Search Services, a tre condizioni: approvazione, fornitura dei dati e rispetto degli standard di qualità. La procedura si articola in quattro tappe:

  1. per hotel, voli, treni, bus e attività locali si compila il modulo Google Search Aggregator Features, per i prodotti il modulo di contatto dei servizi di comparazione prezzi (CSS Center);
  2. si dimostra di avere contenuti pertinenti alla categoria di ricerche in cui si vuole comparire;
  3. si inviano i dati nel formato richiesto: Lodging Point of Interest Feed per gli hotel, Local Point of Interest Feed per le attività locali, Transport features API per treni e bus, Partner standard Live API per i voli;
  4. si mantengono prezzi e disponibilità dei feed allineati a quelli della pagina di arrivo, eliminando le offerte scadute.

Google premia le schede con categorie specifiche (per esempio “boutique hotel” al posto di “hotel”), foto originali senza filigrane, valutazioni verificate e titoli descrittivi senza maiuscole o slogan promozionali. I risultati si controllano con Search Console.

Vendita diretta su Google: prezzo più basso e profilo attività

Le imprese più esposte sono quelle che vendono prenotazioni, perché il cliente che vuole confrontare tariffe e disponibilità trova questa funzione nel blocco dei siti di confronto, mentre la scheda dell’impresa ne è priva. Uno dei beneficiari, Booking, è a sua volta designato gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act dal 2024. In base allo stesso regolamento, come ha ricordato la Commissione europea a novembre 2024, gli hotel sono liberi di praticare prezzi e condizioni diversi su ciascun canale di vendita, compreso un prezzo più basso sul proprio sito.

La vendita diretta conserva quindi una leva commerciale anche senza il prezzo mostrato nella scheda. Secondo la ricostruzione di Hospitality Business, le schede alimentate da feed continuano a comparire su Google Maps e su google.com/hotels, e le campagne a pagamento non sono toccate dalla modifica. Per ristoranti, negozi e servizi locali la scheda del profilo dell’attività su Google, completa di orari, servizi e sito web, accompagna la presenza nel blocco delle imprese.

Pro e contro dell’aggiornamento Google per utenti e imprese

Il vantaggio rivendicato dalla Commissione europea è una concorrenza più aperta: i servizi di Google non occupano più la parte alta della pagina per diritto di proprietà, e comparatori, portali di prenotazione e directory possono competere per quello spazio con regole pubblicate e un modulo di accesso. Le imprese che vendono direttamente ottengono un blocco proprio senza dover inviare dati né pagare.

Gli svantaggi li elenca Google, che presenta l’aggiornamento come un peggioramento della ricerca: secondo Nick Fox, vicepresidente senior per Knowledge & Information, le modifiche «peggiorano l’esperienza degli utenti europei» e favoriscono gli intermediari a spese delle imprese locali. L’azienda sostiene che i precedenti adeguamenti al DMA abbiano già tagliato del 30% il traffico gratuito verso le prenotazioni dirette delle imprese europee e prevede un ulteriore calo.

Le cifre provengono da una delle parti in causa e non esistono per ora misurazioni indipendenti dell’effetto sul traffico delle imprese italiane, mentre dalla Commissione europea non risultano ancora valutazioni pubbliche sul nuovo assetto. Per le imprese il dato da seguire nei prossimi mesi è l’andamento dei clic da Google in Search Console, confrontato con quello delle vendite arrivate tramite i siti di intermediazione.