Le funzioni di intelligenza artificiale nelle ricerche Google finiscono sotto osservazione UE. Gli AI Overviews, che sintetizzano le risposte direttamente nella pagina dei risultati, sono stati segnalati da Agcom alla Commissione UE su richiesta della Fieg. Gli editori italiani denunciano così un effetto distorsivo e diretto sul traffico dei siti di news, con meno accessi ai contenuti originali e maggiore permanenza degli utenti dentro l’ecosistema Google.
- AI nelle ricerche Google, la segnalazione Agcom
- Editori italiani contro Google AI per il calo del traffico
- AI Overviews abusa dei contenuti editoriali?
- Diritto d’autore e accordi con gli editori
- Opt-out e rischio di perdere visibilità su Google
- Indagine antitrust UE già aperta su Google
- Come può intervenire la UE
- DSA, DMA e pluralismo dell’informazione
AI nelle ricerche Google, la segnalazione Agcom
La segnalazione Agcom inviata a Bruxelles riguarda il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle ricerche Google. Le nuove modalità di risposta, tra cui gli AI Overviews, presentano sintesi automatiche che riducono il bisogno di cliccare sui risultati tradizionali. Secondo gli editori italiani questo meccanismo incide troppo sul traffico organico verso i siti editoriali, che perdono click e di conseguenza introiti.
Editori italiani contro Google AI per il calo del traffico
Per la Fieg, il punto riguarda il rapporto tra piattaforme e contenuti giornalistici. Le risposte generate dall’AI di Google utilizzano anche informazioni tratte da articoli di stampa, ma vengono rielaborate direttamente nella pagina di ricerca. In questo modo, una parte del traffico verso i siti di news rischia di essere assorbita dal motore di ricerca.
AI Overviews abusa dei contenuti editoriali?
Gli AI Overviews di Google aggregano contenuti provenienti da più fonti per costruire una risposta sintetica. Il tema sollevato dagli editori riguarda la visibilità delle fonti e la possibilità di riconoscere un ritorno economico per l’utilizzo dei contenuti. La presenza di queste sintesi nelle ricerche web modifica infatti il modo in cui gli utenti accedono alle informazioni e penalizza gli autori dei contenuti originari che “regalano” traffico al motore di ricerca che li ha rielaborati.
Diritto d’autore e accordi con gli editori
Il caso tocca anche il diritto d’autore e il diritto connesso degli editori previsto dalla normativa europea sul copyright nel mercato unico digitale. Negli ultimi anni Google ha siglato accordi di licenza con numerose testate per l’utilizzo dei contenuti editoriali in servizi come News Showcase, ma l’arrivo delle risposte AI apre una questione diversa: non si tratta più solo di anteprime, link o brevi estratti, bensì di sintesi generate nella pagina di ricerca partendo anche da contenuti giornalistici.
Opt-out e rischio di perdere visibilità su Google
Uno dei nodi più delicati riguarda la reale libertà degli editori di sottrarre i propri contenuti all’uso nei sistemi AI. La contestazione è che un eventuale opt-out possa tradursi in minore visibilità nelle ricerche tradizionali, rendendo di fatto impraticabile la scelta per chi dipende dal traffico Google. In questa lettura, il problema non riguarda solo la remunerazione dei contenuti, ma anche la posizione dominante della piattaforma nel mercato della ricerca online.
Indagine antitrust UE già aperta su Google
La segnalazione italiana si inserisce in un dossier europeo già avviato. La Commissione UE ha aperto un’indagine antitrust sull’uso dei contenuti online da parte di Google per finalità di intelligenza artificiale, mentre gli editori europei hanno rafforzato il fronte con un reclamo specifico su AI Overviews e AI Mode. Il tema riguarda il possibile abuso di posizione dominante e l’imposizione di condizioni non equilibrate a editori che non possono rinunciare alla visibilità nel motore di ricerca.
Come può intervenire la UE
L’evoluzione dei risultati sintetici, sempre più presenti nelle SERP, incide sul modello di distribuzione delle notizie online e sulla capacità dei siti editoriali di intercettare traffico e ricavi.
La questione è stata portata all’attenzione delle istituzioni europee competenti in materia di concorrenza e piattaforme digitali. L’obiettivo è valutare se l’uso dell’AI nelle ricerche Google possa alterare gli equilibri tra motori di ricerca ed editori, anche alla luce delle norme già in vigore sul mercato digitale.
DSA, DMA e pluralismo dell’informazione
Il dossier non si esaurisce nel copyright. Il Digital Services Act chiama in causa la trasparenza delle piattaforme, i rischi sistemici e il ruolo dei coordinatori nazionali dei servizi digitali, funzione che in Italia spetta ad Agcom. Il Digital Markets Act entra invece nel terreno dei gatekeeper, cioè dei grandi operatori che controllano l’accesso ai mercati digitali. Per gli editori, il rischio è che l’AI trasformi Google da porta d’ingresso verso le fonti a luogo in cui l’informazione viene consumata senza raggiungere chi la produce.