Sono stato iscritto ad Inarcassa dal 2000 al 2012 e da allora sono iscritto al FPLD. Se mi licenziassi, aprissi una nuova P.IVA e mi riscrivessi ad Inarcassa, come si calcolerebbe l’onere di riscatto di Laurea e Servizio Militare? Optando per la modalità di calcolo prevista nel comma 4.2.1 del Regolamento Riscatti e Ricongiunzioni di Inarcassa (“L’onere di riscatto dei periodi successivi al 31 dicembre 2012 è pari, per ciascuna annualità riscattata, al prodotto del reddito professionale netto del secondo anno precedente a quello della domanda per l’aliquota minima del contributo soggettivo vigente all’anno della domanda”)? Non avendo reddito professionale nei due anni precedenti, è corretto affermare che l’onere di riscatto per ogni annualità sarà pari al contributo soggettivo minimo previsto per l’anno di presentazione della domanda di riscatto come previsto dal comma 4.2.2?
Sì, con reddito professionale netto pari a zero nel secondo anno precedente la domanda l’onere di riscatto di laurea e servizio militare presso Inarcassa si ferma, per ciascuna annualità, al contributo soggettivo minimo dell’anno di presentazione, pari a 2.785,00 euro per il 2026 e quindi a 13.925 euro per cinque anni di corso legale.
Il comma 4.2.2 che lei cita, però, opera solo dopo aver esercitato l’opzione del comma 4.1.4, perché i suoi anni di studio e di leva sono anteriori al 2013 e il metodo contributivo non le si applica in via diretta.
Dal 1° gennaio 2026, inoltre, chi presenta domanda nei primi due anni di iscrizione paga comunque il contributo minimo soggettivo ordinario, a prescindere dal reddito. L’onere di riscatto al minimo ha un prezzo previdenziale, perché quegli anni finiscono nella quota contributiva della pensione anziché in quella retributiva.
Riscatto Inarcassa fino al 2013
Il Regolamento Riscatti e Ricongiunzione Inarcassa consente di calcolare l’onere con il metodo contributivo pure per i periodi collocati fino al 31 dicembre 2012. Lo stabilisce l’art. 4.1.4, con le modifiche approvate dai Ministeri vigilanti il 17 ottobre 2025 ed efficaci dal 1° gennaio 2026. In base a questa nvità, l’iscritto ha facoltà di avvalersi delle modalità di computo del comma 4.2 anche per il riscatto di periodi fino al 31 dicembre 2012. L’alternativa, disciplinata dall’art. 4.1.1, è la riserva matematica calcolata con i coefficienti delle tabelle da A a E allegate al regolamento.
Essendo lei iscritto a Inarcassa dal 2000, il corso legale di laurea e il servizio militare si collocano necessariamente prima del 2013, quindi il comma 4.2 le diventa accessibile su richiesta e l’opzione va esercitata contestualmente alla domanda.
Onere minimo senza reddito professionale
Con reddito professionale netto pari a zero nel secondo anno precedente la domanda il prodotto previsto dal comma 4.2.1 è nullo e opera il pavimento del comma 4.2.2, pari al contributo soggettivo minimo previsto per l’anno di presentazione. Per il 2026 Inarcassa lo quantifica in 2.785,00 euro, con aliquota del contributo soggettivo al 14,5% sul reddito professionale netto. La sua interpretazione del comma, quindi, è esatta.
Dal 2026 opera anche la niova regola per chi si iscrive alla cassa. Il secondo capoverso del comma 4.2.1 fissa l’onere al contributo minimo soggettivo ordinario dell’anno della domanda per chi la presenta nei primi due anni di iscrizione, indipendentemente dal reddito del secondo anno precedente.
La norma risolve un ostacolo che lei incontrerebbe comunque perché Inarcassa richiede, per i riscatti di laurea e militare, di aver presentato la dichiarazione reddituale del secondo anno antecedente alla domanda, dichiarazione che chi torna alla libera professione dopo tredici anni di FPLD non possiede.
Lei sarebbe un reiscritto con dodici anni di anzianità pregressa ma nel Regolamento non è indicato se in questo caso Inarcassa faccia ripartire il conteggio dei primi due anni dalla nuova iscrizione oppure guardi all’anzianità complessiva: se la faccia confermare per iscritto dall’ente prima di programmare la domanda di riscatto, perché da quella dipende la possibilità di presentarla subito.
Se dovesse attende e maturare un reddito professionale nel secondo anno precedente la domanda, l’onere si calcolerebbe su quello e, con 40.000 euro dichiarati diventerebbero 5.800 euro per annualità e 29.000 euro per cinque anni, contro i 13.925 del costo vase. Un riscatto di laurea Inarcassa presentato tardi costerebbe quindi più del doppio.
Impatto sull’importo della pensione
Il riscatto pagato al minimo comporta tuttavia una maturazione inferiore in termini di assegno di pensione, e la ragione sta nell’art. 6.6 del Regolamento, per cui chi si avvale delle modalità di computo del comma 4.2 vede quei periodi valutati ai fini pensionistici con il metodo contributivo. L’onere versato confluisce nel montante contributivo individuale, è rivalutato fino al pensionamento e poi trasformato in rendita con il coefficiente della sua generazione.
I coefficienti di trasformazione allegati al Regolamento si collocano intorno al 5,2% a 67 anni. Sui 13.925 euro dell’esempio significano circa 730 euro lordi l’anno di pensione in più, calcolati sul solo capitale versato e prima della rivalutazione del montante. In cambio ottiene cinque anni pieni di anzianità contributiva, che valgono per il diritto alla pensione e per la data di decorrenza.
Il vero termine di paragone, per lei, è l’altra opzione. Dodici anni di contribuzione Inarcassa fino al 2012 significano una quota retributiva da tutelare, e il riscatto con riserva matematica alimenta quella quota, determinata assumendo il reddito utilizzato per il calcolo se più elevato della media reddituale pensionabile, a fronte di un costo molto superiore. Quale strada renda di più dipende da età, media reddituale e orizzonte di pensionamento. La domanda di riscatto non è impegnativa, e Inarcassa elabora costo e rendimento in entrambe le modalità e trasmette un prospetto con la stima della pensione futura. Chieda quel prospetto prima di decidere.
Servizio militare con accredito figurativo INPS
Il periodo di leva potrebbe non essere riscattabile presso Inarcassa. Il riscatto è ammesso solo per periodi privi di copertura previdenziale, e l’art. 2.7 impone di dichiarare di non essere stato iscritto, in quel periodo, ad alcuna forma di previdenza obbligatoria. L’INPS accredita il servizio militare come contribuzione figurativa a titolo gratuito, su domanda, a chi è assicurato nell’assicurazione generale obbligatoria con almeno un contributo versato, platea in cui lei rientra come iscritto al FPLD dal 2012.
Prima di qualsiasi calcolo verifichi la sua posizione assicurativa INPS. Se la leva risulta già accreditata, il riscatto del servizio militare presso Inarcassa è precluso. In caso contrario la scelta corre fra un accredito gratuito all’INPS e un onere di 2.785 euro l’anno a Inarcassa, e la valutazione dipende da dove maturerà la parte più consistente del suo assegno, questione che si intreccia con il cumulo dei contributi tra INPS e Inarcassa. Tenga presente inoltre che in caso di periodi concomitanti Inarcassa ne ammette a riscatto uno solo, quindi se la leva si è sovrapposta agli anni di corso i due riscatti non si sommano.
La domanda di riscatto si presenta su Inarcassa On Line
La domanda si invia dall’area riservata Inarcassa On Line, in qualsiasi momento, a condizione di essere iscritti al momento della presentazione. È il motivo per cui la sua ipotesi di riaprire la partita IVA regge, dato che senza reiscrizione la facoltà non esiste. L’iscrizione a Inarcassa è peraltro obbligatoria per i professionisti iscritti all’albo che esercitano attività autonoma.
Alla domanda vanno allegate tre dichiarazioni sostitutive, previste a pena di inammissibilità:
- certificazione con anno di immatricolazione e anni accademici successivi, richiesta dall’art. 2.5;
- l’analoga dichiarazione per il periodo di servizio militare obbligatorio o equiparato, richiesta dall’art. 2.6;
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sull’assenza di riscatti presso altri enti e di copertura obbligatoria nel periodo, richiesta dall’art. 2.7.
Il riscatto del corso di laurea è ammesso per un massimo di cinque anni, comprensivi degli eventuali fuori corso, e può essere esercitato anche parzialmente. Il pagamento avviene in unica soluzione entro centoventi giorni dalla notifica oppure a rate mensili o semestrali, fino al doppio dei mesi o semestri compresi nel periodo riscattato, quindi fino a dieci anni per un riscatto quinquennale. Inarcassa ha deliberato un tasso dell’1,6% per le domande presentate nel 2026, con provvedimento all’esame dei Ministeri vigilanti.
L’onere è integralmente deducibile dal reddito complessivo ai sensi dell’art. 10, comma 1, lettera e) del DPR 917/1986.
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