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5G, al via la gara per la banda 26 GHz bassa ad alta capacità

di Anna Fabi

28 Agosto 2026 11:43

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La frequenza 24,25-26,5 GHz offre alta capacità e bassa latenza per FWA, industria connessa e servizi digitali nelle aree ad alta densità di traffico.

Il MIMIT ha avviato la procedura per assegnare la banda 26 GHz bassa, porzione di spettro destinata a rafforzare le reti 5G ad alta capacità, il Fixed Wireless Access e le applicazioni industriali che richiedono grandi volumi di dati in aree circoscritte. Per imprese e operatori, con il nuovo bando si aprono opportunità di impiego dei 26 GHz in stabilimenti, poli logistici, reti FWA e infrastrutture digitali ad alta densità.

In sintesi:

  • il bando è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 98 del 26 agosto 2026, secondo la disciplina fissata dalla delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025;
  • la gara assegna frequenze tra 24,25 e 26,5 GHz attraverso lotti nazionali e territoriali destinati a reti wireless a banda ultra-larga;
  • il disciplinare stabilisce requisiti di accesso, limiti all’accumulo di spettro e riserve per alcune categorie di operatori;
  • i diritti d’uso hanno durata pluriennale, obblighi di utilizzo frequenze e di investimento nei territori assegnati;
  • la banda 26 GHz offre capacità elevata su distanze contenute, caratteristica adatta a FWA, siti industriali e aree con forte concentrazione di traffico;
  • per le imprese, l’utilità dipende da tipo di sede, copertura richiesta, quantità di dati e densità dei dispositivi connessi, con vantaggi maggiori negli ambienti produttivi e logistici ad alta intensità digitale.

Gara per la banda 26 GHz bassa, lotti e frequenze disponibili

La gara indetta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy assegna diritti d’uso delle frequenze nella banda 24,25-26,5 GHz su base nazionale e regionale. La procedura deriva dalla delibera AGCOM n. 232/25/CONS del 7 ottobre 2025 e dal Decreto ministeriale del 4 maggio 2026 e riguarda blocchi destinati allo sviluppo di reti wireless a banda ultra-larga, applicazioni 5G e servizi Fixed Wireless Access.

Il bando mette a disposizione cinque lotti nazionali da 200 MHz nominali ciascuno, denominati da L3 a L7, e due serie di lotti con estensione regionale, anch’essi da 200 MHz. Ciascuna serie regionale comprende 19 Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, per un totale di 42 lotti territoriali. Nel complesso, la procedura consente quindi l’assegnazione di sette blocchi da 200 MHz nominali.

Lotti con riserve per operatori prioritari

Il Disciplinare prevede lotti riservati agli operatori prioritari per favorire l’accesso allo spettro senza concentrare tutte le risorse sugli operatori già maggiormente dotati di frequenze. I lotti nazionali L3 e L4 sono riservati agli operatori prioritari di livello nazionale, mentre i lotti regionali da L1.1 a L1.21 sono destinati agli operatori prioritari di livello regionale. Gli altri lotti possono essere assegnati anche ad altri operatori e nuovi entranti.

Sono inoltre previsti limiti all’accumulo di frequenze. Chi ottiene uno o più lotti nazionali, oppure possiede già diritti nazionali nella banda 26 GHz alta, non può aggiudicarsi lotti regionali. Su base regionale ogni partecipante può ottenere diritti in un massimo di sei Regioni e comunque entro il 30% della popolazione nazionale, con un limite di 400 MHz per singola Regione. Per i lotti nazionali il tetto è di 400 MHz nella nuova gara e di 600 MHz considerando anche le frequenze eventualmente già possedute nella banda 26 GHz alta.

Chi può partecipare alla gara per le frequenze 26 GHz

La partecipazione è aperta ai soggetti dotati di idoneità tecnica e commerciale per utilizzare le frequenze e fornire i relativi servizi. Il Disciplinare ammette società di capitali, Gruppi Europei di Interesse Economico, Raggruppamenti Temporanei di Imprese, consorzi e società consortili. Le forme aggregate che non siano già società di capitali devono impegnarsi ad assumere tale forma prima del rilascio dei diritti d’uso.

Al momento del rilascio, la società deve disporre di un capitale sociale interamente versato almeno pari al 10% degli investimenti complessivi previsti per rispettare gli obblighi minimi di utilizzo delle frequenze. Sono richieste anche affidabilità finanziaria, competenze tecniche, indicazione dei servizi e delle tecnologie che si intendono utilizzare e impegno alla realizzazione degli investimenti dichiarati.

Domande di partecipazione e offerte economiche

Per la procedura avviata nel 2026, le domande di partecipazione devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC, con firma digitale e la documentazione prevista dal Disciplinare, dalle ore 9:00 del 23 settembre alle ore 23:59:59 del 25 settembre 2026. Il MIMIT comunica l’ammissione o l’esclusione entro i dieci giorni successivi al termine per la presentazione delle domande.

Gli operatori ammessi possono successivamente presentare le offerte economiche iniziali, sempre tramite PEC e con firma digitale, dalle ore 9:00 del 2 novembre alle ore 23:59:59 del 4 novembre 2026. Qualora la domanda pervenga oltre i termini fissati oppure risulti priva della documentazione richiesta, è prevista l’esclusione dalla procedura.

Prezzi minimi dei lotti nazionali e regionali

Il bando stabilisce un prezzo minimo di riserva differenziato in base all’estensione geografica. Per ciascun lotto nazionale da 200 MHz la base è pari a 25.726.212 euro. Per i lotti regionali il valore varia in funzione del territorio e della popolazione interessata, da 53.465 euro per la Valle d’Aosta a 4.397.959 euro per la Lombardia.

Lotto da 200 MHz Prezzo minimo
nazionale 25.726.212 euro
Lombardia 4.397.959 euro
Lazio 2.491.957 euro
Campania 2.428.984 euro
Veneto 2.120.780 euro
Sicilia 2.082.254 euro
Emilia-Romagna 1.955.770 euro
Piemonte 1.857.714 euro
Puglia 1.685.268 euro
Toscana 1.597.347 euro

Per partecipare è inoltre previsto un contributo alla Fondazione Ugo Bordoni, incaricata dal MIMIT del supporto alla procedura: 500 euro oltre IVA per chi concorre ai lotti regionali e 10mila euro oltre IVA per i lotti nazionali. Gli aggiudicatari devono successivamente corrispondere il 2,5% dell’offerta aggiudicataria, secondo le condizioni fissate dal Disciplinare.

Diritti d’uso dal 2029 e obbligo di utilizzare le frequenze

I diritti d’uso decorrono dal 1° gennaio 2029 e hanno una durata iniziale di 15 anni. Il Disciplinare prevede una possibile proroga di cinque anni e, alle condizioni stabilite dalla normativa applicabile, un rinnovo per un massimo di ulteriori dieci anni.

L’assegnazione comporta anche obblighi di investimento. Entro 36 mesi dalla disponibilità delle frequenze, gli aggiudicatari devono installare la rete radio a banda larga o ultra-larga e utilizzare le frequenze in tutte le province comprese nell’area geografica del proprio diritto d’uso. Il servizio può essere offerto direttamente al pubblico e alle imprese oppure attraverso accesso wholesale, roaming, condivisione della rete e network slicing.

Frequenze assegnate con utilizzo condiviso

I diritti messi a gara sono individuali ma non esclusivi: l’utilizzo della banda avviene secondo un modello di condivisione che deve garantire la protezione dei sistemi già presenti e delle utilizzazioni nelle bande adiacenti. Il disciplinare stabilisce inoltre che i lotti sono assegnati inizialmente come blocchi generici e che la collocazione definitiva delle frequenze viene determinata al termine della procedura.

Questa impostazione amplia l’accesso alla banda mantenendo compatibili reti mobili, collegamenti fissi e servizi già autorizzati. È anche uno degli elementi che distingue la nuova assegnazione della banda 26 GHz bassa dalla gara italiana del 2018 per la porzione superiore dello spettro a 26 GHz.

Banda 26 GHz bassa tra 24,25 e 26,5 GHz

La banda 26 GHz bassa identifica l’intervallo di frequenze compreso tra 24,25 e 26,5 GHz, armonizzato a livello europeo per sistemi terrestri a banda larga wireless. L’aggettivo “bassa” distingue questa porzione dalla banda 26 GHz alta, compresa tra 26,5 e 27,5 GHz e già assegnata in Italia nel 2018. Nel quadro della Strategia italiana per la Banda Ultra Larga, le frequenze a 26 GHz affiancano le bande più basse impiegate per coperture territoriali estese.

Le frequenze intorno ai 26 GHz appartengono alle cosiddette onde millimetriche o mmWave. La disponibilità di porzioni ampie di spettro permette di trasportare molti dati nello stesso momento e di servire concentrazioni elevate di utenti o dispositivi. La propagazione radio copre distanze più contenute rispetto alle frequenze inferiori e risente maggiormente di ostacoli, edifici e geometria del collegamento, richiedendo una progettazione più fitta dei siti radio.

Capacità elevata su aree più circoscritte

Il principale valore tecnico dei 26 GHz è la capacità trasmissiva molto elevata disponibile in celle e collegamenti di dimensioni contenute. In condizioni di rete adeguate, l’ampiezza di banda può sostenere velocità multi-gigabit e numerosi flussi simultanei, qualità utili nei luoghi dove si concentra molto traffico dati, come stabilimenti, magazzini, hub di trasporto, centri commerciali, fiere e impianti con numerosi dispositivi connessi.

La bassa latenza del 5G dipende dall’intera architettura di rete, quindi dalla rete radio, dal core, dalla collocazione delle applicazioni e dall’eventuale edge computing. La banda a 26 GHz mette a disposizione molta capacità radio e può contribuire a servizi con tempi di risposta ridotti; le prestazioni effettive derivano dalla combinazione di tutte queste componenti.

FWA e industria tra gli impieghi più adatti

Il Fixed Wireless Access è uno degli impieghi indicati espressamente da MIMIT e AGCOM per la banda 26 GHz bassa. La soluzione utilizza la rete radio per raggiungere una sede fissa e può offrire banda ultra-larga dove la posa dell’ultimo tratto in fibra presenta costi o tempi elevati. La fibra svolge spesso il ruolo di trasporto fino ai siti radio, mentre il tratto finale raggiunge l’utente tramite collegamento wireless.

Negli ambienti produttivi, la capacità disponibile in spazi delimitati può sostenere flussi video ad alta definizione, sistemi di visione artificiale, realtà aumentata per assistenza e manutenzione, robotica connessa e trasferimenti intensivi di dati nei progetti di smart manufacturing e fabbrica connessa. L’utilità cresce quando molti dispositivi generano traffico contemporaneamente nello stesso sito e quando la rete è progettata per garantire continuità del servizio.

700 MHz, 3,6 GHz e 26 GHz coprono esigenze diverse

Le tre bande pioniere europee del 5G svolgono funzioni complementari. La Commissione europea associa i 700 MHz alla copertura territoriale ampia, i 3,6 GHz a un equilibrio tra capacità e portata e i 26 GHz alla capacità molto elevata nelle aree dense.

Banda Copertura Capacità Impiego prevalente
700 MHz molto ampia più contenuta copertura geografica, aree rurali e mobilità
3,6 GHz intermedia elevata reti 5G urbane e servizi mobili ad alte prestazioni
26 GHz locale molto elevata FWA, aree dense e applicazioni industriali ad alto traffico

Per questo una rete 5G moderna utilizza più frequenze con ruoli differenti. Le bande inferiori forniscono continuità geografica, quelle intermedie combinano copertura e capacità, mentre i 26 GHz aggiungono risorse nei luoghi dove la domanda di traffico è concentrata.

La banda 26 GHz nei progetti aziendali

Per un’impresa, la scelta dei 26 GHz dipende dal tipo di sede, dall’area da coprire, dalla visibilità radio, dal numero di dispositivi contemporanei e dalla quantità di dati da trasportare. La stessa frequenza può avere un valore molto diverso in uno stabilimento compatto, in un ufficio tradizionale o in una rete distribuita su molti chilometri.

Scenario aziendale Esigenza Adeguatezza dei 26 GHz Motivazione
stabilimento con robot, telecamere e sistemi di visione molto traffico in un’area delimitata alta la capacità elevata può servire molti flussi contemporanei
magazzino o hub logistico ad alta densità dispositivi e video connessi nello stesso sito alta la rete può concentrare risorse radio dove si genera il traffico
sede aziendale raggiunta con difficoltà dalla fibra accesso fisso a banda ultra-larga alta in presenza di un collegamento radio adatto il FWA può coprire il tratto finale senza posa capillare del cavo
ufficio con cloud, videoconferenze e traffico ordinario connettività stabile con carichi moderati da valutare la scelta dipende dall’offerta FWA disponibile e dai requisiti di servizio
rete distribuita su un territorio molto ampio copertura continua e mobilità bassa le frequenze inferiori offrono una propagazione più favorevole

Nella valutazione di una connessione Internet business, la velocità nominale rappresenta solo una delle variabili. Per un accesso FWA aziendale servono anche copertura reale della sede, capacità in upload, livelli di servizio, ridondanza, tempi di ripristino e caratteristiche dell’infrastruttura dell’operatore.

La struttura italiana dei diritti d’uso

Il disciplinare MIMIT distingue l’ampiezza complessiva dell’intervallo dalla quota di spettro assegnabile con la procedura. La banda 24,25-26,5 GHz misura 2,25 GHz e comprende una porzione iniziale di 50 MHz utilizzata come banda di guardia e undici blocchi nominali da 200 MHz. I blocchi assegnabili sono B1, B2, B3, B4, B7, B8 e B9, pari a 1,4 GHz nominali complessivi; le porzioni 25,109-25,445 GHz e 26,117-26,5 GHz sono utilizzate dal Ministero della Difesa.

I sette blocchi possono essere organizzati in lotti nazionali e regionali. Il disciplinare prevede fino a cinque lotti nazionali da 200 MHz e fino a due posizioni da 200 MHz assegnabili su base regionale, articolate in 42 lotti territoriali che corrispondono a 19 Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano per ciascuna delle due posizioni frequenziali. I diritti sono individuali, condivisi e soggetti alle regole di protezione degli utilizzi esistenti previste dal disciplinare e dai relativi allegati.

I diritti d’uso decorrono dal 1° gennaio 2029 e durano 15 anni, con possibilità di proroga per cinque anni e, alle condizioni previste dalla disciplina vigente, di un successivo rinnovo. Il disciplinare impone inoltre agli aggiudicatari di installare la rete e utilizzare le frequenze nelle province comprese nell’area geografica del diritto entro 36 mesi dalla disponibilità delle frequenze. L’impiego tecnico segue la decisione di esecuzione (UE) 2019/784, modificata dalla decisione (UE) 2020/590, oltre al Piano nazionale di ripartizione delle frequenze.