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PNRR, un miliardo per le reti idriche: aperte le domande per il contributo fino al 90%

di Barbara Weisz

8 Maggio 2026 09:00

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Domande dal 6 al 28 maggio 2026 per il bonus idrico imprese: contributi PNRR a fondo perduto fino al 90% per infrastrutture idriche e digitalizzazione.

Invitalia ha aperto le domande per gestori idrici ed enti del settore: un miliardo di euro dal PNRR, erogato interamente sotto forma di contributi a fondo perduto fino al 90% delle spese ammissibili. Le domande si presentano online entro il 28 maggio 2026. Al pari delle altre agevolazioni pubbliche disciplinate dal Codice degli incentivi alle imprese, la procedura di accesso segue una graduatoria di merito, senza un ordine di arrivo delle domande.

Un miliardo di euro dal PNRR per le reti idriche

Il SFNIISSI — Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico — è stato istituito per colmare il deficit di sostenibilità economico-finanziaria che storicamente rallenta gli investimenti nel settore idrico. L’obiettivo è migliorare la bancabilità dei progetti infrastrutturali, rendendoli attrattivi anche per il sistema creditizio privato e compatibili con le scadenze del PNRR.

La misura, istituita dall’articolo 24 del D.L. 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla Legge 20 aprile 2026, n. 50, attua l’Investimento 4.5 della Missione 2, Componente 4 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Invitalia svolge il ruolo di implementing partner e segue tutte le fasi, dalla raccolta delle domande all’erogazione delle risorse, sotto la vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La dotazione complessiva — 1 miliardo di euro a valere sul Fondo Next Generation EU-Italia — comprende anche le spese di gestione dello strumento: la quota effettivamente destinata alle sovvenzioni è calcolata al netto di queste voci.

Soggetti ammessi e requisiti d’accesso al fondo

Possono presentare domanda le imprese e i soggetti pubblici operanti nella gestione delle risorse idriche su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla dimensione aziendale. Tra i requisiti specifici di settore figura la disponibilità di una concessione di derivazione idrica o del riconoscimento formale dell’utenza di prelievo, oppure l’accreditamento come gestori del servizio idrico integrato presso ARERA.

Per gli interventi classificati nell’Allegato IV del D.L. 77/2021 — la cosiddetta Linea 2, con dotazione massima di 300 milioni — possono partecipare anche enti pubblici non economici, a condizione che garantiscano il rispetto dei cronoprogrammi di realizzazione. Le Province autonome di Trento e Bolzano accedono con un affidamento conforme alla normativa vigente.

È ammessa la partecipazione in forma aggregata, attraverso reti o partenariati tra gestori, con l’obiettivo di favorire processi di razionalizzazione del servizio idrico. I requisiti standard comprendono l’iscrizione al Registro delle imprese, la regolarità contributiva e l’assenza di procedure concorsuali liquidatorie.

Interventi finanziabili e quote del contributo

Le agevolazioni sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo a fondo perduto, senza componente di finanziamento agevolato. Le tipologie di intervento ammissibili e le relative percentuali di copertura sono:

  • interventi di efficientamento dell’uso della risorsa idrica, adeguamento e messa in sicurezza strutturale delle infrastrutture e incremento della resilienza delle reti climatica: contributo fino al 90% delle spese ammissibili;
  • riduzione delle perdite idriche tramite digitalizzazione delle reti: contributo fino all’85% delle spese ammissibili.

In entrambi i casi è richiesta una quota minima di cofinanziamento con risorse proprie: il 10% per gli interventi al 90%, il 15% per quelli all’85%. Tra le spese ammissibili rientrano, oltre a lavori e forniture, le spese tecniche direttamente connesse all’intervento: progettazione, verifica e validazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudo tecnico-amministrativo. Tutte le spese devono essere tracciabili, documentate e conformi al Codice dei contratti pubblici e alla normativa PNRR. Per accedere al finanziamento gli interventi devono disporre del CUP e del DOCFAP, il documento di fattibilità economico-finanziaria che attesta la sostenibilità del progetto.

Criteri di valutazione e graduatoria

Le domande non vengono assegnate in base all’ordine cronologico di arrivo: si segue una procedura valutativa comparativa con formazione di graduatoria di merito. Il punteggio massimo attribuibile è 100 punti. La Commissione di valutazione considera quattro macro-criteri: il livello di priorità e strategicità dell’intervento, la maturità progettuale, la sostenibilità economico-finanziaria e ulteriori elementi definiti nell’Avviso pubblico.

In caso di richiesta di chiarimenti o integrazioni documentali, il proponente ha cinque giorni lavorativi per rispondere: il mancato riscontro comporta l’inammissibilità della domanda. Al termine della procedura, la graduatoria delle domande ammissibili viene pubblicata e le sovvenzioni assegnate nei limiti delle risorse disponibili per ciascuna linea.

Accreditamento e invio della domanda

Le domande si presentano esclusivamente in via telematica attraverso la piattaforma SFNIISSI, disponibile sul sito di Invitalia. La fase di accreditamento è attiva dal 29 aprile 2026 e consente di registrare il proponente e indicare un eventuale delegato. Per accedere alla piattaforma sono richiesti SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta d’identità elettronica, oltre a una PEC attiva.

Le domande si trasmettono dalle ore 12:00 del 6 maggio 2026 alle ore 12:00 del 28 maggio 2026.

Le richieste di chiarimento devono essere inviate entro il 19 maggio 2026 tramite i servizi CRM della piattaforma: le risposte saranno pubblicate entro il 22 maggio 2026 sul sito dedicato. Sul portale Invitalia è disponibile un tutorial informativo sulle modalità di compilazione della domanda.