L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la documentazione operativa ufficiale per gestire il nuovo abbinamento tra strumenti di pagamento elettronico e registratori telematici (POS-RT). Il pacchetto informativo, che comprende la guida, il manuale, le FAQ e i suggerimenti per chi gestisce più punti vendita, fornisce le istruzioni per mettersi in regola con l’obbligo POS connesso alla cassa dal 2026, disinnescando il rischio di sanzioni sui corrispettivi.
Come si attiva il collegamento logico POS-Cassa
Il sistema richiede un collegamento esclusivamente informatico e non fisico. La registrazione della modalità di pagamento (contanti, ticket, elettronico) continuerà ad avvenire tramite le funzioni già in uso sulla cassa, senza necessità di aggiornamenti hardware. L’adempimento consiste in una comunicazione da effettuare all’interno della nuova funzionalità “Gestione collegamenti” sul portale web “Fatture e Corrispettivi”.
Per completare l’associazione telematica, occorre distinguere gli strumenti utilizzati:
- per i dispositivi fisici (inclusi i terminali tradizionali e i SoftPos su smartphone), l’esercente deve comunicare il terminal ID unitamente ai dati dell’operatore finanziario (Acquirer);
- per i POS virtuali (sistemi per autorizzare pagamenti online), è sufficiente indicare il codice fiscale e la denominazione dell’Acquirer;
- per i Server RT che gestiscono punti cassa multipli, i POS vanno abbinati unicamente alle matricole dei server e non alle singole postazioni;
- per chi emette scontrini tramite la procedura web “Documento Commerciale online”, l’associazione del POS va effettuata direttamente all’interno dell’applicativo stesso.
Soggetti esclusi e regole per attività miste
Il vademecum delimita l’ambito di applicazione dell’obbligo, che decade qualora tutti i corrispettivi vengano certificati esclusivamente tramite fattura. Sono escluse dal collegamento telematico anche le operazioni relative a distributori automatici (vending machine), vendita di carburante, ricarica di veicoli elettrici e la vendita di generi di monopolio, pur se pagate con moneta elettronica.
Per le attività che gestiscono incassi promiscui, la regola impone che se lo stesso POS viene utilizzato sia per operazioni esonerate sia per vendite soggette a scontrino, il collegamento rimane obbligatorio. Solo nel caso in cui un terminale sia dedicato in via esclusiva alle operazioni esonerate, l’esercente può dichiararlo come tale in piattaforma, a condizione che non venga mai impiegato per incassi soggetti a certificazione commerciale ordinaria.
Calendario scadenze e regole a regime
La finestra di prima applicazione si apre nei primi giorni di marzo 2026 e fa riferimento ai dispositivi attivi nel mese di gennaio 2026. L’Agenzia delle Entrate pubblicherà un avviso di disponibilità della procedura, dal quale decorreranno i 45 giorni di tempo concessi a esercenti e intermediari delegati per ultimare la trasmissione.
A regime, per i POS attivati da febbraio in poi o per le variazioni successive, la comunicazione dovrà essere effettuata in una specifica finestra: tra il sesto e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’evento. A titolo esemplificativo, i nuovi collegamenti o le dismissioni intervenute nel corso del mese di aprile 2026 dovranno essere registrati telematicamente nel periodo compreso tra il 6 e il 30 giugno 2026.
Scarica il manuale operativo con i passaggi per la procedura web e le FAQ dell’Agenzia delle Entrate.