La Rottamazione-quinquies è aperta anche agli Enti locali, che tuttavia hanno solo la facoltà e non l’obbligo di applicarla introducendo forme di definizione agevolata per i tributi e le entrate di loro competenza, come IMU, TARI, multe.
I Comuni, in base alla normativa, possono applicare la rottamazione approvando un regolamento locale ad hoc, rispettando l’equilibrio di bilancio e fissando un termine di adesione che non sia inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione. Ogni Ente, inoltre, potrà escludere o ridurre interessi e sanzioni, decidere quali tributi includere nella definizione agevolata e quante rate concedere.
Una libera scelta e non un obbligo, dunque. Ma il Ministro Giancarlo Giorgetti esorta comunque i Comuni a sfruttare lo strumento, che potrebbe realmente rappresentare una risorsa per le entrate tributarie:
L’auspicio è anche per andare rapidamente allo smaltimento di quell’immenso magazzino di crediti accertati che sono lì da decenni e continua a implementare. La soluzione in via transattiva con i contribuenti potrebbe aprire una stagione nuova. È lo spirito con cui la Lega ha introdotto questa misura.
Negli anni passati questa stessa opzione si è alla fine rilevata un nulla di fatto. Difficile prevedere un diverso esito anche questa volta.