Il Governo si prepara a presentare il Disegno di Legge di Bilancio 2026, con l’approvazione prevista per venerdì 17 ottobre in Consiglio dei Ministri. Nel frattempo, il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) per il triennio 2026-2028 è già stato illustrato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e trasmesso alla Commissione Europea e al Parlamento.
Le linee fondamentali della Manovra economica sono state intanto illustrate e, con un valore complessivo di circa 18 miliardi di euro per il prossimo anno, mirano a sostenere famiglie e imprese, promuovendo al contempo la sostenibilità dei conti pubblici. Mentre su alcuni punti c’è ormai l’ufficialità piena (a partire dal taglio IRPEF sul secondo scaglione, che scende al 33%), su altri interventi la partita non è ancora chiusa.
Poche le anticipazioni fornite ad esempio in materia di Rottamazione quinquies. La misura, finalizzata a ridurre l’elevato ammontare dei debiti fiscali, in base alle dichiarazioni ufficiali di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Economia troverà posto in Legge di Bilancio 2026 ma nella forma di “iniziative di pacificazione fiscale” rivolte ai contribuenti.
Pacificazione fiscale in Manovra 2026
Il Consiglio dei Ministri del 14 ottobre ha delineato le linee guida della Legge di Bilancio 2026 e, tra le misure annunciate, spicca l’intenzione di introdurre interventi di pacificazione fiscale, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale per i contribuenti in difficoltà.
La nuova Definizione Agevolata – qualunque formula sarà adottata alla fine – quasi certamente non sarà comunque generalizzata ma prevedibilmente mirata a distinguere tra crediti effettivamente esigibili e quelli ormai inesigibili. L’obiettivo è alleggerire il magazzino debiti che ha superato quota 1.300 miliardi di euro, semplificando e regolarizzando i rapporti con l’Amministrazione finanziaria.
Inoltre, in base alle dichiarazioni di diversi esponenti di Governo la nuova Rottamazione dovrebbe riguardare il 2023 ed escludere i contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi. Potrebbe quindi voler significare un restringimento del perimetro ai debiti emersi dalle dichiarazioni reddituali, sanabili in maniera agevolata. La nuova rottamazione delle cartelle esattoriali sarebbe quindi “selettiva” e destinata ai contribuenti che hanno dichiarato ma che non hanno versato le imposte dovute.
Da Rottamazione quinquies a sanatoria selettiva
L’ipotesi in discussione prevede una rateizzazione fino a 108 mesi, con un piano di pagamento che potrebbe variare in base all’importo del debito. Inoltre, si valuta l’introduzione di una rata minima, fissata a 50 euro, per ridurre i tempi di versamento per le cartelle con importi più contenuti.Esclusioni e criteri di accesso
Per evitare effetti premiali verso i debitori seriali, l’accesso alla misura sarà quasi certamente limitato. Sono in fase di valutazione criteri stringenti per determinare chi potrà beneficiare della rottamazione, escludendo (come anticipato sopra) coloro che non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi.
Ma sono tutte speculazioni: per avere certezze bisogna attendere la presentazione del disegno di legge della Manovra, atteso per venerdì 16 ottobre.