Comprare casa in Italia: investimenti frenati da oneri e burocrazia

di Teresa Barone

10 Dicembre 2025 11:03

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Il quadro fiscale nazionale e la complessa burocrazia frenano gli investimenti immobiliari in Italia promossi dagli acquirenti esteri.

Burocrazia e tasse stanno diventando il principale ostacolo per gli acquirenti internazionali che desiderano acquistare casa in Italia. A frenare gli investimenti immobiliari dei potenziali compratori è soprattutto la fiscalità: secondo i dati resi noti dal portale Gate-away.com, l’82% di questi ultimi ignora i cambiamenti normativi che impattano direttamente sulla spesa.

I potenziali acquirenti internazionali si localizzano soprattutto nei Paesi anglosassoni ed europei, ma sono gli Stati Uniti (30,46%) che guidano la classifica, seguiti da Germania (11,09%) e Regno Unito (9,60%).

Secondo l’analisi, da un lato l’Italia rappresenta un mercato attrattivo per la qualità della vita ritenuta superiore, dall’altro la complessità del quadro fiscale e gli eccessivi oneri burocratici contribuiscono causa frequente di abbandono della trattativa. A pesare è soprattutto la scarsa o nulla conoscenza delle procedure d’acquisto e delle normative che riguardano il settore immobiliare italiano e la fiscalità dei residenti stranieri che spostano la residenza o che comprano casa per metterla in affitto.

Ammonta all’81,95% la percentuale di coloro che ignora il probabile aumento della “flat tax per gli stranieri super ricchi” che spostano la residenza, mentre le tasse ordinarie e le regole sugli affitti brevi non sembrano invece incidere più di tanto sulla decisione di acquistare in Italia, sebbene una quota significativa (31,13%) non sia a conoscenza degli adempimenti connessi.