Comprare casa a 300 euro al mq, i comuni italiani più economici

di Teresa Barone

21 Luglio 2026 09:30

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Prezzi delle case da 331 euro al metro quadro e canoni sotto i 5 euro, dove il mattone è ancora accessibile e quanto costa un'abitazione di 90 metri quadri

Comprare casa a Mosso, in provincia di Biella, costa 331 euro al metro quadro. È il valore più basso d’Italia e vale meno di un quinto della media nazionale, che nel secondo trimestre 2026 si attesta a 1.903 euro al metro quadro secondo l’ultimo studio di idealista sul mercato immobiliare. Mentre i canoni di locazione toccano il record storico di 15,4 euro al metro quadro, la geografia dei prezzi delle case continua a disegnare due Italie che si allontanano.

In sintesi:

  • il comune più economico d’Italia per l’acquisto è Mosso, in provincia di Biella, con 331 euro al metro quadro contro una media nazionale di 1.903 euro (idealista, II trimestre 2026);
  • solo tre comuni italiani scendono sotto la soglia dei 400 euro al metro quadro, e due sono siciliani;
  • il canone medio nazionale di locazione ha raggiunto 15,4 euro al metro quadro, con una crescita del 5,5% su base annua;
  • il capoluogo più economico per affittare casa è Caltanissetta, con 4,7 euro al metro quadro;
  • un’abitazione di 90 metri quadri a Mosso vale circa 29.800 euro, ai quali si aggiungono imposte e spese notarili.

I tre comuni italiani sotto i 400 euro al metro quadro

Sono soltanto tre i comuni italiani dove il prezzo medio delle case in vendita scende sotto i 400 euro al metro quadro: Mosso in provincia di Biella (331 euro), Mussomeli in provincia di Caltanissetta (363 euro) e Grammichele in provincia di Catania (382 euro). La Sicilia occupa due gradini del podio e piazza tre centri nelle prime quattro posizioni, con Partanna (Trapani) a 415 euro al metro quadro.

Le occasioni non mancano in Puglia, dove il Salento monopolizza la graduatoria regionale, e in alcune province del Nord e del Centro come Mantova (Sermide e Felonica), Rieti (Borgorose) e Grosseto (Castell’Azzara). Questa la classifica dei 25 comuni più economici per comprare casa:

  1. Mosso (provincia di Biella, Piemonte), 331 euro al metro quadro;
  2. Mussomeli (provincia di Caltanissetta, Sicilia), 363 euro al metro quadro;
  3. Grammichele (provincia di Catania, Sicilia), 382 euro al metro quadro;
  4. Partanna (provincia di Trapani, Sicilia), 415 euro al metro quadro;
  5. Sermide e Felonica (provincia di Mantova, Lombardia), 468 euro al metro quadro;
  6. Borgorose (provincia di Rieti, Lazio), 472 euro al metro quadro;
  7. Salice Salentino (provincia di Lecce, Puglia), 473 euro al metro quadro;
  8. Cerda (provincia di Palermo, Sicilia), 476 euro al metro quadro;
  9. Castell’Azzara (provincia di Grosseto, Toscana), 479 euro al metro quadro;
  10. San Donaci (provincia di Brindisi, Puglia), 486 euro al metro quadro;
  11. Collepasso (provincia di Lecce, Puglia), 486 euro al metro quadro;
  12. Macomer (provincia di Nuoro, Sardegna), 487 euro al metro quadro;
  13. San Giovanni in Fiore (provincia di Cosenza, Calabria), 490 euro al metro quadro;
  14. Petralia Soprana (provincia di Palermo, Sicilia), 502 euro al metro quadro;
  15. Melissano (provincia di Lecce, Puglia), 503 euro al metro quadro;
  16. Grassano (provincia di Matera, Basilicata), 504 euro al metro quadro;
  17. Paesana (provincia di Cuneo, Piemonte), 510 euro al metro quadro;
  18. Viola (provincia di Cuneo, Piemonte), 513 euro al metro quadro;
  19. Cianciana (provincia di Agrigento, Sicilia), 515 euro al metro quadro;
  20. Comiso (provincia di Ragusa, Sicilia), 523 euro al metro quadro;
  21. Sambuca di Sicilia (provincia di Agrigento, Sicilia), 525 euro al metro quadro;
  22. Capistrello (provincia dell’Aquila, Abruzzo), 526 euro al metro quadro;
  23. Favara (provincia di Agrigento, Sicilia), 527 euro al metro quadro;
  24. Sanfront (provincia di Cuneo, Piemonte), 528 euro al metro quadro;
  25. Ceva (provincia di Cuneo, Piemonte), 536 euro al metro quadro.

Il divario con le medie regionali arriva all’81%

Lo scarto più ampio tra il prezzo del comune e la media regionale riguarda Castell’Azzara rispetto alla Toscana e Sermide e Felonica rispetto alla Lombardia, entrambi all’81% in meno. Segue Borgorose, che rispetto alla media del Lazio segna un −79%.

Il divario si assottiglia dove il mercato regionale parte già da valori bassi: San Giovanni in Fiore rispetto alla Calabria si ferma a un −47%, mentre Comiso, Sambuca di Sicilia e Favara si collocano al 49% sotto la media siciliana. Il dato racconta due fenomeni diversi. Nel primo caso il borgo a basso costo è un’enclave dentro una regione cara, e la distanza dal mercato regionale misura l’isolamento infrastrutturale. Nel secondo l’intera regione è a basso costo, e il comune ne è semplicemente il punto più estremo.

Quanto costa un’abitazione di 90 metri quadri nei comuni più economici

Applicando i prezzi al metro quadro rilevati da idealista a un taglio medio di 90 metri quadri, il prezzo richiesto per un’abitazione nei primi dieci comuni della classifica va da circa 29.800 a circa 43.800 euro. È l’ordine di grandezza di un’automobile di media cilindrata.

Comune (prezzo al metro quadro) Prezzo richiesto per 90 mq
Mosso (331 euro) 29.790 euro
Mussomeli (363 euro) 32.670 euro
Grammichele (382 euro) 34.380 euro
Partanna (415 euro) 37.350 euro
Sermide e Felonica (468 euro) 42.120 euro
Borgorose (472 euro) 42.480 euro
Salice Salentino (473 euro) 42.570 euro
Cerda (476 euro) 42.840 euro
Castell’Azzara (479 euro) 43.110 euro
Macomer (487 euro) 43.830 euro

Il calcolo va letto come prezzo richiesto dal venditore, non come somma finale sborsata dall’acquirente. Su questa fascia di valori la differenza tra le due grandezze incide in proporzione molto più che sui mercati urbani.

Le imposte cambiano il conto dell’acquisto low cost

Chi compra da un privato paga l’imposta di registro del 2% sul valore catastale con i benefici prima casa e del 9% senza, oltre a 50 euro di imposta ipotecaria e 50 di catastale. La base imponibile si ottiene con il meccanismo del prezzo-valore, moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente 110 nel caso della prima casa e per 120 negli altri casi, come indicato dalla guida dell’Agenzia delle Entrate sulle imposte sull’acquisto di una casa.

C’è però una soglia che ribalta i calcoli proprio sugli immobili di questa fascia. L’imposta di registro proporzionale, sia al 2% sia al 9%, non può mai scendere sotto i 1.000 euro. Con l’agevolazione prima casa il minimo scatta ogni volta che il valore catastale è inferiore a 50.000 euro, una condizione ordinaria negli immobili dei borghi in classifica. Il risultato è che l’agevolazione prima casa produce qui un beneficio nullo o quasi, mentre il carico complessivo tra imposte, notaio e visure pesa in percentuale molto più che su un acquisto da 250.000 euro in città.

A questo si aggiunge la voce che nessuna classifica misura, ovvero lo stato dell’immobile. Nei comuni con i prezzi più bassi lo stock in vendita è in larga parte edilizia storica da recuperare, dove il costo di ristrutturazione supera con facilità il prezzo di acquisto. Il budget realistico di chi compra a 35.000 euro va costruito su questa somma, non sul prezzo dell’annuncio.

Dove costa meno affittare casa in Italia

Sul fronte delle locazioni il comune più economico d’Italia è Caltanissetta, con un canone medio di 4,7 euro al metro quadro, seguita da Vibo Valentia (5,9 euro) e da Avezzano, in provincia dell’Aquila (6,1 euro). Il confronto con la media nazionale, salita a 15,4 euro al metro quadro nel secondo trimestre 2026, misura la distanza tra le aree ad alta tensione abitativa e il resto del Paese.

Questa la classifica dei 25 comuni con i canoni di affitto più bassi, con il risparmio calcolato sulla media della rispettiva regione:

  1. Caltanissetta (Sicilia), canone medio 4,7 euro al metro quadro, risparmio del 46% sulla media regionale di 8,8 euro;
  2. Vibo Valentia (Calabria), canone medio 5,9 euro al metro quadro, risparmio del 36% sulla media regionale di 9,2 euro;
  3. Avezzano (Abruzzo, provincia dell’Aquila), canone medio 6,1 euro al metro quadro, risparmio del 34% sulla media regionale di 9,2 euro;
  4. Marsala (Sicilia, provincia di Trapani), canone medio 6,2 euro al metro quadro, risparmio del 29% sulla media regionale di 8,8 euro;
  5. Ragusa (Sicilia), canone medio 6,2 euro al metro quadro, risparmio del 29% sulla media regionale di 8,8 euro;
  6. Spoleto (Umbria, provincia di Perugia), canone medio 6,4 euro al metro quadro, risparmio del 26% sulla media regionale di 8,6 euro;
  7. Alcamo (Sicilia, provincia di Trapani), canone medio 6,4 euro al metro quadro, risparmio del 27% sulla media regionale di 8,8 euro;
  8. Taranto (Puglia), canone medio 6,5 euro al metro quadro, risparmio del 34% sulla media regionale di 9,8 euro;
  9. Sciacca (Sicilia, provincia di Agrigento), canone medio 6,6 euro al metro quadro, risparmio del 25% sulla media regionale di 8,8 euro;
  10. Potenza (Basilicata), canone medio 6,6 euro al metro quadro, risparmio del 15% sulla media regionale di 7,8 euro;
  11. Reggio Calabria (Calabria), canone medio 6,6 euro al metro quadro, risparmio del 28% sulla media regionale di 9,2 euro;
  12. Novi Ligure (Piemonte, provincia di Alessandria), canone medio 6,6 euro al metro quadro, risparmio del 39% sulla media regionale di 10,9 euro;
  13. Casale Monferrato (Piemonte, provincia di Alessandria), canone medio 6,7 euro al metro quadro, risparmio del 39% sulla media regionale di 10,9 euro;
  14. Biella (Piemonte), canone medio 6,9 euro al metro quadro, risparmio del 37% sulla media regionale di 10,9 euro;
  15. Rende (Calabria, provincia di Cosenza), canone medio 6,9 euro al metro quadro, risparmio del 25% sulla media regionale di 9,2 euro;
  16. Cosenza (Calabria), canone medio 6,9 euro al metro quadro, risparmio del 25% sulla media regionale di 9,2 euro;
  17. Mondovì (Piemonte, provincia di Cuneo), canone medio 7,0 euro al metro quadro, risparmio del 36% sulla media regionale di 10,9 euro;
  18. Foggia (Puglia), canone medio 7,0 euro al metro quadro, risparmio del 29% sulla media regionale di 9,8 euro;
  19. Mazara del Vallo (Sicilia, provincia di Trapani), canone medio 7,1 euro al metro quadro, risparmio del 19% sulla media regionale di 8,8 euro;
  20. Chieti (Abruzzo), canone medio 7,1 euro al metro quadro, risparmio del 23% sulla media regionale di 9,2 euro;
  21. Alessandria (Piemonte), canone medio 7,1 euro al metro quadro, risparmio del 35% sulla media regionale di 10,9 euro;
  22. Macerata (Marche), canone medio 7,2 euro al metro quadro, risparmio del 26% sulla media regionale di 9,8 euro;
  23. Cassino (Lazio, provincia di Frosinone), canone medio 7,3 euro al metro quadro, risparmio del 57% sulla media regionale di 17,2 euro;
  24. Benevento (Campania), canone medio 7,3 euro al metro quadro, risparmio del 35% sulla media regionale di 11,4 euro;
  25. Asti (Piemonte), canone medio 7,5 euro al metro quadro, risparmio del 32% sulla media regionale di 10,9 euro.

Il caso più eloquente è Cassino, unico comune del Lazio in classifica, dove il canone vale il 57% in meno della media regionale. È l’effetto statistico di Roma, che da sola trascina la media del Lazio a 17,2 euro al metro quadro e rende irriconoscibile il mercato del resto della regione.

Prezzi degli annunci e valori reali di compravendita

I valori della classifica sono prezzi di offerta, cioè le richieste dei venditori pubblicate sul portale, elaborate come mediana degli annunci validi di ciascun mercato. Non sono i prezzi dei rogiti, che si conoscono solo a compravendita conclusa e che nei mercati poco liquidi si discostano dalle richieste iniziali in misura anche ampia.

La distinzione conta soprattutto nei piccoli comuni, dove il numero di annunci è ridotto e un singolo immobile fuori scala può spostare la mediana. Per i valori effettivi di compravendita il riferimento resta l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che rileva gli atti registrati. Chi guarda al mattone come impiego di capitale, invece, trova le indicazioni utili nell’analisi su dove investire in immobili, dove i rendimenti da locazione seguono logiche opposte a quelle dell’accessibilità.