Il 2026 si sta rivelando un anno di rincari su due fronti che toccano direttamente le tasche di milioni di italiani. Dal 13 marzo sono in vigore i nuovi listini dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sui tabacchi lavorati: aumenti medi tra i 10 e i 12 centesimi a pacchetto di sigarette, terza ondata di rialzi dopo quelli già scattati a gennaio e febbraio. Sul fronte dei carburanti, all’allineamento delle accise tra benzina e gasolio entrato in vigore il 1° gennaio si è aggiunto lo shock della guerra in Iran: il gasolio ha toccato i massimi da oltre tre anni, la benzina sfiora i 2 euro al litro e il governo valuta l’attivazione delle accise mobili.
Sigarette, nuovi listini dal 13 marzo 2026
I rincari del 13 marzo sono il terzo aggiornamento al rialzo dei listini dei tabacchi lavorati nel giro di pochi mesi, dopo quelli applicati a gennaio e febbraio 2026. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato il provvedimento direttoriale con le nuove tariffe, consultabile nella sezione Accise del portale istituzionale ADM. I rincari non sono uniformi ma variano per marca e fascia di prezzo: tra i marchi più diffusi, un pacchetto di MS Classic sale a 5,80 euro, Lucky Strike Original a 5,50 euro, Dunhill Gold a 6,80 euro. Coinvolti anche Marlboro, Merit, Camel, Philip Morris e diversi formati di tabacco trinciato.
L’adeguamento è automatico per tutta la rete di vendita: i rivenditori di generi di monopolio applicano i nuovi prezzi non appena i sistemi informatici dei distributori ufficiali — tra cui Logista — aggiornano i database fiscali.
Rincarano anche sigarette elettroniche e tabacco riscaldato
I rincari del 13 marzo coinvolgono anche i prodotti a tabacco riscaldato — come le ricariche per dispositivi IQOS e Glo — e i liquidi per sigarette elettroniche. Per questi ultimi gli incrementi oscillano tra i 5 e i 10 centesimi per flacone da 10 millilitri, sia per i liquidi contenenti nicotina sia per quelli senza. Il tabacco riscaldato segue un percorso di progressivo avvicinamento fiscale alle sigarette tradizionali: le aliquote per i liquidi con nicotina sono già passate dal 15% del 2024 al 16% nel 2025 fino al 17% dal 2026, con quelle senza nicotina che seguono la stessa traiettoria con un punto percentuale di differenza.
Aumento pluriennale per le accise sui tabacchi, fino al 2028
I rincari in corso non sono episodici. La Legge di Bilancio 2026 ha ridefinito la componente fissa dell’accisa sui tabacchi secondo un calendario triennale preciso: da 29,50 euro ogni mille sigarette si passa a 32,00 euro nel 2026, poi a 35,50 nel 2027 e a 38,50 dal 2028. L’impatto sul prezzo finale di un pacchetto da venti è di 6 centesimi nel 2026 (5 di accisa più 1 di IVA), destinato a salire a 15 centesimi nel 2027 e 22 centesimi nel 2028. Per un fumatore abitudinario che consuma un pacchetto al giorno, la spesa aggiuntiva a regime supererà gli 80 euro l’anno rispetto al 2025.
possibile consultare i listini aggiornati sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Allineamento accise benzina e gasolio, ipotesi di flessibilità
Sul fronte dei carburanti, il 2026 era già partito con una modifica strutturale: dal 1° gennaio l’accisa sulla benzina è stata ridotta di 4,05 centesimi al litro mentre quella sul gasolio è aumentata della stessa misura, allineando entrambe a 672,90 euro ogni mille litri. L’IVA al 22% applicata sulla differenza genera un effetto netto di circa 4,94 centesimi in più al litro sul gasolio. Unica eccezione: il gasolio per autotrazione usato dai mezzi della logistica, escluso dall’aumento.
Il primo gennaio 2026 segnava quindi già un rincaro strutturale per chi guida un’auto o un furgone diesel — la categoria più diffusa nel parco veicoli commerciale italiano. Con il conflitto in Medioriente la situazione è precipitata e i prezzi del carburanti sono schizzati alle stesse. Il governo ha pertanto avviato una valutazione sull’attivazione del meccanismo delle accise mobili, previsto dalla legge di bilancio 2008: lo strumento consente una riduzione temporanea delle imposte sui carburanti quando il prezzo del greggio nei due mesi precedenti supera i 55 euro al barile — soglia già ampiamente superata.
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Guerra in Iran e prezzi alla pompa: uno shock su uno shock
All’allineamento delle accise si è sovrapposto, dall’inizio di marzo 2026, lo shock dei carburanti legato alla guerra in Iran. Il blocco dello Stretto di Hormuz — attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale — ha spinto il Brent sopra i 100 dollari al barile e le quotazioni del gasolio raffinato ai massimi da oltre tre anni. Alla pompa, il gasolio self service ha raggiunto i massimi dal luglio 2022, la benzina sfiora i 2 euro al litro nelle rilevazioni più recenti. Tra il 1° gennaio e il 13 marzo, il gasolio è cresciuto di oltre il 16% rispetto all’avvio dell’anno.
Per chi guida un’auto a gasolio, il pieno costa oggi tra i 4 e i 5 euro in più rispetto a febbraio 2026. Per una famiglia con due auto, secondo le stime del Codacons, l’impatto annuo potrebbe superare i 300 euro se i prezzi si stabilizzassero agli attuali livelli.