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Alternative alla Legge Fornero, le uscite praticabili prima del 2027

di Anna Fabi

2 Settembre 2026 17:59

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Quota 41 per tutti è solo una proposta, l'uscita a 64 anni nel misto è allo studio. Le vie utilizzabili oggi, le scadenze 2026 e il calcolo della decorrenza.

Le alternative alla Legge Fornero tornano al centro del confronto sulla Manovra 2027, mentre il calendario delle uscite anticipate si assottiglia. Il 23 agosto 2026 il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha rilanciato l’ipotesi di una pensione volontaria a 64 anni estesa anche a chi ricade nel sistema misto, con ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Nel frattempo Opzione Donna e Quota 103 non aprono più nuove maturazioni, la Quota 41 per tutti non è mai diventata legge e i requisiti ordinari tornano a salire dal 1° gennaio 2027.

In sintesi:

  • i requisiti per la pensione discendono dall’articolo 24 del D.L. 201/2011 e salgono di un mese nel 2027 e di tre mesi complessivi dal 2028, secondo la Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026;
  • l’APE Sociale scade il 31 dicembre 2026 in base all’articolo 1, comma 162, della Legge 199/2025, prevedendo 63 anni e 5 mesi di età;
  • l’isopensione con anticipo fino a sette anni richiede la risoluzione del rapporto entro il 30 novembre 2026, poi il limite torna a quattro anni;
  • la pensione a 64 anni per il sistema misto è una proposta priva di testo normativo, con anzianità minima e soglia dell’assegno ancora da definire.

La Legge Fornero regola ancora i requisiti ordinari di pensione

Nel 2026 la pensione di vecchiaia richiede 67 anni di età e 20 anni di contributi, mentre la pensione anticipata ordinaria chiede 42 anni e 10 mesi di versamenti per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, a qualsiasi età. Sono i parametri strutturali dell’articolo 24 del D.L. 201/2011, mai sostituiti da una riforma organica.

La Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026 ha recepito l’adeguamento alla speranza di vita per il biennio successivo, in attuazione del decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle finanze del 19 dicembre 2025 e dell’articolo 1, commi da 185 a 190, della Legge 199/2025. I nuovi requisiti pensione dal 2027 salgono di un mese, con la vecchiaia a 67 anni e un mese e l’anticipata a 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Dal 2028 l’incremento complessivo arriva a tre mesi.

L’aumento non si applica a tutti. Restano fuori i lavoratori addetti alle attività gravose dell’Allegato B della Legge 205/2017 con almeno 30 anni di contributi e, fino al 31 dicembre 2028, gli addetti alle lavorazioni usuranti e al lavoro notturno disciplinati dal D.Lgs. 67/2011. Per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico è invece previsto un incremento aggiuntivo, con possibili esclusioni rinviate a un successivo decreto della Presidenza del Consiglio.

Le uscite anticipate utilizzabili nel 2026

Le vie che consentono di lasciare il lavoro prima dei requisiti ordinari appartengono a categorie giuridiche diverse. Alcune sono contenute nella stessa riforma del 2011, altre derivano da leggi successive, altre ancora dalla previdenza complementare o da accordi aziendali. Nessuna di queste sostituisce la Legge Fornero: sono deroghe riservate a platee definite.

Canale di uscita Requisiti 2026 e riferimento normativo
Pensione anticipata contributiva 64 anni di età e 20 anni di contribuzione effettiva per chi ha il primo accredito dal 1° gennaio 1996, con assegno iniziale pari almeno a tre volte l’assegno sociale, ridotto a 2,8 volte per le donne con un figlio e 2,6 volte con due o più figli. Articolo 24, comma 11, del D.L. 201/2011.
APE Sociale 63 anni e 5 mesi con 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi almeno al 74%, 36 anni per gli addetti a mansioni gravose e 32 anni per operai edili, ceramisti e conduttori di impianti per ceramica e terracotta. Indennità fino a 1.500 euro lordi mensili. Proroga all’articolo 1, comma 162, della Legge 199/2025.
Quota 41 precoci 41 anni di contributi con almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni e appartenenza a una delle categorie tutelate. Articolo 1, comma 199, della Legge 232/2016.
Lavori usuranti 35 anni di contributi, 61 anni e 7 mesi di età e quota 97,6 per i dipendenti, con requisiti più alti per gli autonomi. Disciplina del D.Lgs. 67/2011.
RITA Rendita temporanea erogata dal fondo di previdenza complementare fino alla maturazione della vecchiaia, nei casi previsti dall’articolo 11 del D.Lgs. 252/2005.
Isopensione Assegno finanziato dal datore di lavoro per esuberi in aziende con più di 15 dipendenti, previo accordo sindacale. Articolo 4 della Legge 92/2012.

Fra le misure temporanee, l’APE Sociale 2026 è utilizzabile da chi matura i requisiti entro il 31 dicembre. La domanda di certificazione va presentata entro il 31 marzo o entro il 15 luglio per avere ragionevole certezza di accoglimento; le istanze inviate fino al 30 novembre vengono accolte soltanto in presenza di risorse residue secondo il monitoraggio INPS. Opzione Donna e Quota 103 non consentono invece nuove maturazioni nel 2026 e valgono solo per chi aveva già perfezionato il diritto entro i termini delle rispettive discipline.

Isopensione a sette anni con il termine del 30 novembre

La finestra più ampia dell’isopensione si chiude il 30 novembre 2026, data entro cui deve essere risolto il rapporto di lavoro, con prima decorrenza della prestazione al 1° dicembre. Dal 1° gennaio 2027 l’anticipo massimo torna ai quattro anni della formulazione originaria dell’articolo 4 della Legge 92/2012.

La proroga dello scivolo a sette anni fino al 2029 era comparsa nella bozza del decreto Primo Maggio, ma non è entrata nel testo del D.L. 62/2026 e l’emendamento che intendeva reinserirla è stato respinto in Commissione Lavoro alla Camera. La legge di conversione, Legge 25 giugno 2026 n. 112 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026, non contiene la misura. Per le aziende con esuberi programmati è l’unica scadenza del 2026 che chiude in modo definitivo un canale di uscita.

Quota 41 per tutti non è mai entrata nell’ordinamento

La Quota 41 per tutti, aperta alla generalità dei lavoratori indipendentemente dall’età, non esiste nella legislazione vigente. Ne esiste una versione ristretta, riservata ai lavoratori precoci e disciplinata dall’articolo 1, comma 199, della Legge 232/2016, accessibile solo a chi rientra in una delle condizioni personali e lavorative previste.

Nel 2026 la Quota 41 per i lavoratori precoci richiede 41 anni di contribuzione, almeno 12 mesi di lavoro effettivo versati prima dei 19 anni e l’appartenenza a una delle quattro categorie tutelate, ossia disoccupati, invalidi almeno al 74%, caregiver e addetti a mansioni gravose. Dal 2027 il requisito contributivo sale a 41 anni e un mese.

I 41 anni di contributi da soli non aprono invece alcun diritto alla generalità dei lavoratori. Una versione universale della misura richiederebbe una nuova disposizione di legge e le relative coperture finanziarie, che nessun testo ha finora stanziato.

Pensione a 64 anni nel sistema misto, ipotesi in Manovra 2027

La proposta illustrata da Claudio Durigon il 23 agosto 2026 prevede un’uscita volontaria a 64 anni aperta anche a chi possiede contributi anteriori al 1996 e ricade quindi nel sistema misto, in cambio del ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Anzianità minima, soglia dell’importo e altre condizioni non sono state definite. L’ipotesi è diversa dalla pensione anticipata contributiva già prevista dall’articolo 24, comma 11, del D.L. 201/2011, che riguarda soltanto chi ha il primo accredito dal 1° gennaio 1996.

Per chi ha una quota di carriera valorizzata con il metodo retributivo, il ricalcolo contributivo comporta un assegno inferiore, di entità variabile secondo il peso della quota retributiva, le retribuzioni pensionabili e il montante accumulato. Fino all’approvazione di una norma, la misura non produce alcun diritto.

Lo scatto di un mese e l’effetto sulla data di decorrenza

Il mese aggiuntivo dal 2027 non costa un mese di lavoro. Alla maturazione del requisito si somma infatti la finestra mobile di tre mesi prevista per la pensione anticipata ordinaria, così che chi manca il perfezionamento entro il 31 dicembre 2026 vede spostarsi non solo il traguardo contributivo ma anche l’intera decorrenza che ne discende. Lo stesso meccanismo agisce sulla pensione anticipata contributiva, che dal 2027 richiede 64 anni e un mese di età e 20 anni e un mese di contribuzione effettiva, e sulla Quota 41 dei precoci. Età, gestione previdenziale, data del primo versamento e finestre producono decorrenze diverse anche a parità di anzianità.

Il calcolo della pensione e della prima decorrenza utile confronta le formule sui dati del singolo lavoratore e restituisce la data effettiva della prima rata, distinguendo i canali già previsti dalla legge dalle ipotesi affidate alla prossima Manovra.