A partire dal 4 settembre ripartono gli avvisi bonari inviati dall’Agenzia delle Entrate ai contribuenti, informandoli di eventuali anomalie emerse in seguito ai controlli automatizzati e controlli formali delle dichiarazioni reddituali indicando anche gli importi da pagare), nonché gli avvisi sulla liquidazione delle imposte per i redditi assoggettati a tassazione separata.
Dopo la pausa fiscale estiva, dunque, riprendono le comunicazioni di irregolarità e i versamenti della somme dovute ai Fisco, rimasti sospesi dallo scorso 1° agosto.
Avvisi bonari: scadenze di pagamento
Dal 1° agosto al 4 settembre sono stati sospesi gli avvisi bonari per il pagamento delle somme dovute derivanti dai controlli automatizzato e da quelli formali sulle dichiarazioni fiscali, nonché gli avvisi relativi alla liquidazione delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata.
Attraverso gli avvisi bonari il Fisco mette al corrente il contribuente delle verifiche effettuate e delle incongruenze rilevate nella dichiarazione, informandolo anche delle relative imposte non versate in modo corretto.
L’iscrizione a ruolo non viene eseguita se il contribuente paga quanto richiesto entro 60 giorni dalla ricezione dell’avviso (con proroga fino a 90 giorni se la comunicazione di irregolarità è stata inviata all’intermediario) per quelli elaborati dal 1° gennaio 2025 (per quelli precedenti, il termine è di 30 giorni).
Superato questo termine, scatta la cartella esattoriale e si perde il diritto alla riduzione ad un terzo delle sanzioni.
Termini in caso di rateazione
Vale 60 giorni la finestra di tempo per pagare scegliendo il pagamento rateale delle somme dovute: il termine della prima rata è fissato a 60 giorni a partire dal ricevimento della comunicazione.
Fanno eccezione i redditi soggetti a tassazione separata, per i quali si applica il termine di 30 giorni entro i quali si possono fornire chiarimenti all’Agenzia delle Entrate e saldare la prima rata.