Sostenibilità PMI, da oggi in vigore il nuovo standard volontario UE

di Redazione PMI.it

24 Settembre 2026 08:42

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Il Voluntary Standard sostituisce il vecchio VSME e limita le richieste ESG di filiera; EFRAG prepara anche nuovi template e tassonomie XBRL.

In vigore il nuovo standard volontario UE per la rendicontazione di sostenibilità delle imprese escluse dagli obblighi CSRD. Il nuovo quadro aggiorna il precedente VSME e si affianca alla digitalizzazione dei report ESG: EFRAG ha infatti pubblicato anche la nuova tassonomia XBRL degli ESRS, che prepara la futura marcatura elettronica dei dati di sostenibilità.

I nuovi ESRS obbligatori seguono invece un calendario differente: il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 entrerà in vigore il 10 novembre 2026 e si applicherà agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.

In sintesi:

  • il Regolamento delegato (UE) 2026/1560 entra in vigore il 24 settembre e introduce il principio volontario di rendicontazione per le imprese fuori dagli obblighi CSRD;
  • dal 2027 il nuovo standard stabilisce anche il limite alle informazioni ESG che le imprese soggette a CSRD possono chiedere ai partner della propria catena del valore con non più di 1.000 dipendenti;
  • EFRAG ha aperto fino all’11 novembre la consultazione sulla nuova tassonomia XBRL degli ESRS, destinata a costituire la base del futuro reporting digitale obbligatorio;
  • il Regolamento delegato (UE) 2026/1563 sui nuovi ESRS entra in vigore il 10 novembre 2026 e si applica agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027; EFRAG ha inoltre aperto fino all’11 novembre la consultazione sulla nuova tassonomia XBRL.

Standard volontario di sostenibilità per le PMI

Il principio volontario di rendicontazione di sostenibilità previsto dal Regolamento delegato (UE) 2026/1560 può essere utilizzato dalle imprese che non sono soggette agli obblighi CSRD. Il modello nasce dal precedente VSME elaborato da EFRAG e offre un riferimento comune per rispondere alle richieste di informazioni ESG provenienti da clienti, banche, investitori e imprese capofiliera.

Il regolamento individua tre finalità: fornire dati alle imprese soggette a rendicontazione obbligatoria, rispondere alle esigenze informative di banche e investitori e sostenere la gestione aziendale delle questioni ambientali e sociali. Per le PMI, il vantaggio consiste quindi nella possibilità di utilizzare un set standardizzato di informazioni ESG al posto di questionari differenti richiesti dalle singole controparti.

Il testo ufficiale del Regolamento delegato (UE) 2026/1560 sostituisce la fase transitoria basata sulla raccomandazione europea sul VSME e rende il principio volontario parte del nuovo quadro normativo UE.

Un limite alle richieste ESG per la catena di fornitura

Dal 2027 il nuovo standard stabilisce un tetto alle informazioni di sostenibilità richieste lungo la catena del valore. Le imprese obbligate alla rendicontazione CSRD non potranno chiedere ai partner con un massimo di 1.000 dipendenti informazioni ulteriori rispetto ai datapoint individuati dal regolamento.

La disposizione interessa direttamente molte piccole e medie imprese che, pur essendo escluse dalla rendicontazione obbligatoria, ricevono richieste ESG da grandi clienti e gruppi industriali. Lo standard volontario diventa così il riferimento europeo anche per organizzare lo scambio di informazioni nella supply chain.

Nuovi ESRS dal 10 novembre, standard volontario dal 24 settembre

Mentre gli ESRS (in vigore dal 10 novembre 2026 per gli esercizi o dal 1° gennaio 2027) disciplinano la rendicontazione delle imprese soggette alla CSRD, il nuovo standard volontario (in vigore dal 24 sette,bre 2026) è destinato alle imprese escluse dall’obbligo ma che scelgono di comunicare dati di sostenibilità o che devono rispondere alle richieste della propria filiera.

Impresa Standard
impresa soggetta alla CSRD rendicontazione secondo gli ESRS; dal 2027 si applicano gli standard rivisti
impresa esclusa dall’obbligo CSRD può utilizzare il principio volontario previsto dal Regolamento delegato (UE) 2026/1560
impresa fino a 1.000 dipendenti nella catena del valore dal 2027 beneficia del limite alle richieste di dati ESG previsto dal principio volontario
PMI che prepara volontariamente il report può utilizzare gli strumenti digitali EFRAG derivati dal VSME, in aggiornamento al nuovo standard

Per l’inquadramento generale dei criteri ESG, il nuovo assetto separa quindi la rendicontazione obbligatoria delle imprese soggette alla CSRD dalla comunicazione volontaria delle aziende che ne sono escluse.

XBRL per la rendicontazione ESG in formato digitale

La nuova tassonomia XBRL degli ESRS pubblicata da EFRAG traduce i datapoint della rendicontazione di sostenibilità in elementi strutturati e leggibili dai sistemi informatici. La tassonomia riflette gli ESRS rivisti nel 2026 e permette di associare a ciascuna informazione i relativi attributi necessari alla rappresentazione digitale.

La tassonomia è ancora in consultazione e non introduce oggi un nuovo adempimento di marcatura. La futura obbligatorietà dipenderà dalle norme tecniche elaborate da ESMA e dalla successiva modifica del Regolamento delegato (UE) 2019/815 sul formato elettronico unico europeo ESEF.

EFRAG raccoglie osservazioni sulla tassonomia XBRL degli ESRS prima della versione definitiva destinata a ESMA e Commissione europea.

Template digitale e converter XBRL per le PMI

Per le PMI EFRAG ha già sviluppato un Digital Template e una tassonomia XBRL collegati al precedente VSME, insieme a un converter che trasforma il modello compilato in un report digitale leggibile sia dalle persone sia dai sistemi informatici.

Il template include controlli di coerenza, calcoli automatici, menu guidati e collegamenti alle informative dello standard. Il converter consente invece di produrre un report Inline XBRL validato senza costruire manualmente la marcatura dei singoli dati.

EFRAG sta aggiornando questi strumenti per allinearli al nuovo principio volontario adottato nel 2026. La pubblicazione delle versioni aggiornate del template, della tassonomia XBRL e del converter è prevista nel quarto trimestre dell’anno.

Ad ESAP i dati societari europei

La digitalizzazione dei report prepara anche l’integrazione delle informazioni finanziarie e di sostenibilità nel sistema ESAP, il punto unico europeo di accesso ai dati societari. ESMA ha avviato la raccolta delle prime informazioni nel luglio 2026 e la piattaforma pubblica dovrà essere disponibile entro luglio 2027.

L’avvio di ESAP procede per fasi e la pubblicazione della tassonomia XBRL degli ESRS non rende immediatamente consultabili tutti i report ESG attraverso il portale. L’obiettivo europeo è creare nel tempo un sistema nel quale dati standardizzati e leggibili dalle macchine possano essere ricercati, confrontati e riutilizzati da investitori, imprese e autorità.