Il conto deposito è un prodotto bancario destinato a remunerare la liquidità, lasciando le somme disponibili oppure vincolandole per un periodo stabilito. Per valutarlo contano il tasso riconosciuto, la durata, le condizioni di svincolo, il trattamento fiscale e il sistema di garanzia. Le migliori offerte di conto deposito variano in base alla durata del vincolo, alla disponibilità delle somme e alle condizioni applicate dalla banca.
In sintesi:
- il conto deposito può essere libero oppure vincolato, con condizioni di prelievo e liquidazione degli interessi stabilite dal contratto;
- per le persone fisiche gli interessi dei depositi bancari sono soggetti alla ritenuta del 26% prevista dall’articolo 3 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66;
- sui conti deposito si applica inoltre l’imposta di bollo proporzionale del 2 per mille annuo, prevista dall’articolo 13, comma 2-ter, della Tariffa allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642, come modificato dall’articolo 1, comma 581, della legge 27 dicembre 2013, n. 147;
- i depositi protetti sono coperti fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca dal sistema di garanzia applicabile all’istituto.
- Il funzionamento del conto deposito
- Le differenze tra conto deposito vincolato o libero
- Interessi del conto deposito: tassi BCE e condizioni bancarie
- Tassazione del conto deposito e calcolo degli interessi netti
- Scala dei vincoli per distribuire scadenze e liquidità
- Conto deposito per liberi professionisti e piccole imprese
- Checklist delle condizioni prima di aprire un conto deposito
- Conto deposito e strumenti alternativi a confronto
- La garanzia sui conti deposito fino a 100.000 euro
Il funzionamento del conto deposito
Il conto deposito consente di versare liquidità presso una banca e maturare interessi secondo il tasso e le condizioni previste dal contratto. A differenza del conto corrente, è destinato principalmente all’accantonamento del risparmio e non alla gestione ordinaria di pagamenti e incassi.
Gli interessi possono essere accreditati alla scadenza del vincolo, con cadenza periodica mensile, trimestrale o annuale oppure, quando il contratto lo prevede, in anticipo. La modalità di liquidazione incide sul risultato economico e va considerata insieme alla durata e alle condizioni di restituzione del capitale.
Le differenze tra conto deposito vincolato o libero
Il conto deposito vincolato richiede di mantenere le somme depositate per una durata prestabilita, mentre il conto libero consente di recuperare il capitale secondo le modalità previste dal contratto. La scelta dipende soprattutto dal tempo per cui la liquidità può essere accantonata e dalla possibilità che serva prima della scadenza.
- il conto deposito vincolato prevede un periodo definito, che può andare da pochi mesi a più anni; in caso di uscita anticipata, se ammessa, il contratto può prevedere la riduzione o la perdita degli interessi maturati;
- il conto deposito libero consente di disporre delle somme senza attendere una scadenza prefissata, secondo i tempi indicati dalla banca, e può riconoscere condizioni economiche differenti rispetto ai prodotti vincolati.
Un vincolo più lungo non garantisce automaticamente un tasso superiore: la remunerazione dipende dal listino della banca, dalla durata, dalle condizioni promozionali e dalle esigenze di raccolta dell’istituto.
Interessi del conto deposito: tassi BCE e condizioni bancarie
Gli interessi riconosciuti sui conti deposito dipendono dalle condizioni del mercato monetario e dalle politiche di raccolta della singola banca. I tassi ufficiali della Banca centrale europea rappresentano uno dei riferimenti del mercato, senza determinare un adeguamento automatico e uniforme delle offerte alla clientela.
Quando il costo del denaro varia, gli istituti possono modificare la remunerazione della nuova raccolta in misura e tempi differenti. Per questo il rapporto tra tassi ufficiali della BCE e interessi dei depositi va interpretato insieme alla durata del prodotto, alla domanda di raccolta della banca e alle condizioni previste per nuovi clienti o nuova liquidità.
I tassi applicati ai nuovi depositi possono quindi cambiare rapidamente quando variano le condizioni monetarie o le politiche di raccolta delle banche. Prima dell’apertura occorre controllare il tasso effettivamente riconosciuto, la durata per cui viene garantito e le eventuali condizioni riservate a nuovi clienti o nuova liquidità.
Tassazione del conto deposito e calcolo degli interessi netti
Per le persone fisiche, gli interessi prodotti da conti e depositi bancari sono soggetti alla ritenuta del 26%, ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66. Al risultato va inoltre sottratta l’imposta di bollo applicabile al deposito.
Su un deposito di 10.000 euro remunerato al 3% lordo annuo, gli interessi lordi sono pari a 300 euro. La ritenuta del 26% vale 78 euro e lascia 222 euro di interessi dopo il prelievo fiscale; considerando anche un bollo annuo del 2 per mille sul capitale, pari a 20 euro nell’esempio, il risultato scende a 202 euro, salvo condizioni contrattuali in cui l’onere del bollo sia sostenuto dalla banca.
Il trattamento è diverso quando gli interessi sono conseguiti nell’esercizio di un’attività d’impresa: per imprenditori individuali, società di persone commerciali e società ed enti commerciali la ritenuta sugli interessi bancari opera a titolo di acconto e il provento concorre alla formazione del reddito d’impresa.
Scala dei vincoli per distribuire scadenze e liquidità
La scala dei vincoli suddivide la somma disponibile tra depositi con scadenze differenti, così da evitare che l’intero capitale diventi disponibile nello stesso momento. La tecnica serve soprattutto a programmare la liquidità e a ridurre la necessità di uno svincolo anticipato.
Con 30.000 euro, per esempio, il capitale può essere suddiviso in quattro tranche uguali:
| Quota del capitale | Scadenza del vincolo |
|---|---|
| 7.500 euro | 3 mesi |
| 7.500 euro | 6 mesi |
| 7.500 euro | 12 mesi |
| 7.500 euro | 24 mesi |
In questo modo una parte del capitale torna disponibile a intervalli successivi. Alla scadenza di ciascuna tranche si può decidere se utilizzare la liquidità oppure sottoscrivere un nuovo vincolo alle condizioni disponibili in quel momento, senza assumere che la durata maggiore offra sempre il tasso più alto.
La stessa impostazione può essere utile a professionisti e imprese che devono coordinare gli accantonamenti con scadenze fiscali e pagamenti programmati, purché le date dei vincoli siano compatibili con il fabbisogno di cassa.
Conto deposito per liberi professionisti e piccole imprese
Per professionisti e piccole imprese, un conto deposito può remunerare liquidità che non serve nell’immediato, a condizione che il prodotto sia disponibile per la relativa tipologia di cliente e che durata e svincolo siano compatibili con le uscite previste.
La soluzione può essere valutata, ad esempio, per somme destinate a versamenti fiscali o altri pagamenti già programmati nei mesi successivi. L’importo da accantonare non può essere stabilito con una percentuale valida per tutti: dipende dai flussi di cassa, dalle scadenze e dal margine di liquidità necessario all’attività.
La tutela dei depositi riguarda anche le società non finanziarie, secondo le condizioni previste dal sistema di garanzia applicabile alla banca. Banca d’Italia include fra i soggetti tutelati persone fisiche e giuridiche e indica una copertura ordinaria fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca.
Checklist delle condizioni prima di aprire un conto deposito
Prima di aprire un conto deposito occorre verficare tasso, durata, disponibilità del capitale, modalità di liquidazione degli interessi e costi previsti dal contratto:
- il tasso applicato e la durata per cui viene riconosciuto;
- la durata dell’eventuale vincolo e le condizioni previste alla scadenza;
- la possibilità di svincolo anticipato e gli effetti sugli interessi maturati;
- la frequenza di accredito degli interessi;
- l’applicazione dell’imposta di bollo e l’eventuale assunzione dell’onere da parte della banca;
- il sistema di garanzia dei depositi applicabile all’istituto;
- le condizioni promozionali legate a nuovi clienti o nuova liquidità e il trattamento previsto al termine della promozione.
Le condizioni correnti dei singoli prodotti vanno controllate sul foglio informativo e confrontate per lo stesso importo e la stessa durata, così da valutare prodotti effettivamente comparabili.
Conto deposito e strumenti alternativi a confronto
Il conto deposito si distingue da BOT, Buoni Fruttiferi Postali e altri strumenti utilizzati per remunerare la liquidità per regime fiscale, garanzie, modalità di rimborso e disponibilità delle somme.
I titoli di Stato e i Buoni Fruttiferi Postali beneficiano di un regime fiscale differente rispetto agli interessi bancari, mentre l’acquisto di titoli negoziabili introduce caratteristiche proprie in termini di prezzo, scadenza e modalità di disinvestimento. Il confronto deve quindi essere effettuato sul risultato netto e sulla disponibilità del capitale, oltre che sul tasso nominale.
Anche i conti correnti remunerati e altri prodotti bancari possono riconoscere interessi sulla liquidità. Prima del confronto è necessario identificare la natura del prodotto, le condizioni applicate e il sistema di garanzia che protegge le somme depositate.
La garanzia sui conti deposito fino a 100.000 euro
I conti deposito coperti da un sistema di garanzia sono tutelati fino a 100.000 euro per ciascun depositante presso la singola banca, considerando complessivamente i depositi detenuti presso lo stesso istituto.
Per le banche aderenti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, la copertura comprende anche i conti di deposito vincolati. In caso di liquidazione coatta amministrativa di una banca aderente, il rimborso dei depositi protetti è previsto entro sette giorni lavorativi. Le banche di credito cooperativo aderiscono invece al proprio sistema di garanzia dei depositanti.
La soglia si applica per depositante e per banca: più rapporti intestati alla stessa persona presso il medesimo istituto si sommano ai fini del limite. Per somme superiori, la parte eccedente non beneficia della copertura ordinaria di 100.000 euro, salvo le specifiche ipotesi di tutela rafforzata previste dalla normativa.