Il bonus trasporti cambia forma dal prossimo anno. Il Piano Sociale per il Clima esaminato dal Consiglio dei ministri sostituisce il vecchio voucher per gli abbonamenti con un conto di mobilità personale fino a 400 euro l’anno, destinato a pendolari, studenti e lavoratori delle famiglie a basso reddito. L’accesso dipende da un punteggio che combina situazione economica, distanza tra casa e luogo di lavoro o di studio, uso pregresso dei mezzi pubblici e auto in famiglia, e l’assegnazione avviene con una graduatoria nazionale al posto del click day, che nelle edizioni precedenti esauriva le risorse in poche ore.
In sintesi:
- il Piano Sociale per il Clima, esaminato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 in attuazione del Regolamento (UE) 2023/955, assegna alla misura “Il mio conto di mobilità” 1,74 miliardi di euro per gli anni dal 2027 al 2032;
- il requisito ISEE è fissato a 20.000 euro e l’indice di vulnerabilità va da 0 a 100 punti, con 35 punti come soglia minima per ottenere il contributo;
- ogni anno sono disponibili fino a 300.000 conti da 400 euro, 350.000 da 200 euro e 1.000.000 da 100 euro;
- l’atto nazionale di attuazione e la Piattaforma della Mobilità Ecosolidale (PMES) sono attesi entro marzo 2027, dopo l’approvazione del Piano da parte della Commissione europea.
- Conto di mobilità da 100 a 400 euro al posto del voucher
- Requisiti ISEE e punteggio di vulnerabilità
- Fasce di importo e titoli disponibili ogni anno
- Importo massimo raggiungibile per fascia ISEE
- Domanda bonus trasporti su piattaforma PMES
- Dal voucher 60 euro al conto di mobilità
- Bonus trasporti 2026: detrazione 19% e benefit aziendale
Conto di mobilità da 100 a 400 euro al posto del voucher
Il conto di mobilità, denominato nel Piano “Il mio conto di mobilità”, è un portafoglio digitale intestato alla singola persona che vale 100, 200 o 400 euro l’anno secondo l’indice di vulnerabilità e che si può usare per 12 mesi dall’emissione. Il credito paga biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale e regionale, su gomma e su ferro, compresi i servizi a chiamata delle aree dove le linee ordinarie non arrivano, e si spende presso più operatori combinando titoli diversi. L’eventuale estensione ad altri servizi, come mobilità condivisa, taxi e NCC, dipende dall’atto nazionale di attuazione.
L’indice si calcola persona per persona sull’ISEE del nucleo: nella stessa famiglia il conto può spettare a tutti i componenti, ad alcuni o a nessuno. Secondo il Piano il credito non concorre al reddito imponibile, non entra nel calcolo dell’ISEE e non è cumulabile con contributi analoghi di Regioni, Province e Comuni.
Requisiti ISEE e punteggio di vulnerabilità
Il conto di mobilità spetta in base all’ISEE del nucleo familiare e a un indice di vulnerabilità su 100 punti che somma situazione economica, distanza tra residenza e luogo di lavoro o di studio, abbonamenti al trasporto pubblico già sottoscritti e assenza di auto in famiglia. La componente economica vale fino a 60 punti, tre volte il massimo riconosciuto alla distanza, e sopra la soglia ISEE esclude dal beneficio qualunque sia il resto del punteggio.
| Condizione | Punti |
|---|---|
| ISEE fino a 10.000 euro | 60 |
| ISEE da 10.001 a 15.000 euro | 45 |
| ISEE da 15.001 a 20.000 euro | 25 |
| ISEE oltre 20.000 euro | esclusione |
| distanza casa-lavoro o casa-studio oltre 30 km | 20 |
| distanza tra 10 e 30 km | 10 |
| distanza entro 10 km | 5 |
| abbonamento mensile o annuale al trasporto pubblico sottoscritto nel periodo precedente | 10 |
| nessuna auto nel nucleo familiare | 10 |
| persona con disabilità certificata, caregiver familiare o persona in trattamento sanitario continuativo con spostamenti frequenti | 100 d’ufficio |
Per disoccupati, inoccupati, lavoratori precari e autonomi senza una sede certificabile, la distanza si misura tra la residenza e il centro della città indicata come destinazione abituale.
Il valore ISEE rilevante è quello rilasciato nel 2027, che per la parte reddituale fotografa i redditi del 2025: con il calcolo ISEE online si stima la fascia del nucleo, e quindi i punti di partenza del richiedente, prima di sommare distanza, abbonamento e auto.
Fasce di importo e titoli disponibili ogni anno
L’importo del conto dipende dalla fascia di punteggio, e il Piano fissa per ciascuna fascia un numero massimo di titoli annui, così che la posizione in graduatoria decide l’assegnazione quando le domande superano le disponibilità.
| Punteggio | Importo annuo e titoli disponibili |
|---|---|
| da 80 a 100 punti | 400 euro, fino a 300.000 titoli |
| da 55 a 79 punti | 200 euro, fino a 350.000 titoli |
| da 35 a 54 punti | 100 euro, fino a 1.000.000 di titoli |
| sotto 35 punti | nessun contributo, salvo scorrimento |
Moltiplicando titoli e importi si ottengono 290 milioni di euro l’anno per 1,65 milioni di conti: su sei annualità, dal 2027 al 2032, i totali coincidono con lo stanziamento di 1,74 miliardi e con i 9,9 milioni di contributi indicati dal Piano. I 9,9 milioni sono quindi conti annuali e corrispondono al massimo a 1,65 milioni di beneficiari per anno, a fronte di una platea potenziale di circa 5,15 milioni di persone in condizione di povertà dei trasporti stimata nel Piano: le risorse coprono circa un potenziale avente diritto su tre.
A parità di fascia conta la posizione in graduatoria: i richiedenti con 100 punti d’ufficio si collocano in testa e concorrono agli stessi titoli da 400 euro degli altri richiedenti con almeno 80 punti.
Importo massimo raggiungibile per fascia ISEE
La fascia ISEE fissa il punteggio minimo e il tetto del contributo: con un ISEE fino a 10.000 euro il richiedente parte già dalla fascia da 200 euro, mentre con un ISEE tra 15.001 e 20.000 euro il conto non supera i 200 euro, salvo i casi con 100 punti d’ufficio.
| Fascia ISEE | Punteggio possibile e contributo |
|---|---|
| fino a 10.000 euro | da 65 a 100 punti, almeno 200 euro e 400 euro da 80 punti |
| da 10.001 a 15.000 euro | da 50 a 85 punti, almeno 100 euro e 400 euro solo con il massimo di tutti i criteri |
| da 15.001 a 20.000 euro | da 30 a 65 punti, nessun contributo sotto i 35 punti e al massimo 200 euro |
| oltre 20.000 euro | esclusione dal conto di mobilità |
I minimi comprendono i 5 punti della distanza più breve, attribuiti a chi indica una destinazione entro 10 km. Le combinazioni che portano al conto da 400 euro cambiano con la fascia ISEE:
- con ISEE fino a 10.000 euro servono 20 punti aggiuntivi, raggiunti con un tragitto oltre 30 km, con un tragitto tra 10 e 30 km più l’abbonamento pregresso o l’assenza di auto, oppure con un tragitto più breve e con entrambe le condizioni;
- con ISEE da 10.001 a 15.000 euro servono tutti i criteri al massimo, cioè tragitto oltre 30 km, abbonamento pregresso e nessuna auto nel nucleo, per un totale di 85 punti;
- con ISEE da 15.001 a 20.000 euro la fascia da 400 euro è fuori portata, i 200 euro richiedono 55 punti e chi percorre meno di 10 km supera la soglia minima solo con almeno una delle due condizioni aggiuntive.
Un lavoratore con ISEE di 13.000 euro, 35 km di tragitto, un abbonamento regionale già sottoscritto e un’auto in famiglia totalizza 75 punti e rientra nella fascia da 200 euro; senza auto nel nucleo salirebbe a 85 punti e al conto da 400 euro. Una studentessa con ISEE di 18.000 euro, sede universitaria a 8 km e nessun abbonamento pregresso arriva a 40 punti e al conto da 100 euro se la famiglia non ha un’auto, mentre con un’auto si ferma a 30 punti ed è esclusa.
Domanda bonus trasporti su piattaforma PMES
La domanda del conto di mobilità non si può ancora presentare: il Piano attende l’approvazione della Commissione europea e le regole di accesso saranno fissate da un atto nazionale di attuazione atteso entro marzo 2027.
Le richieste si presenteranno sulla Piattaforma della Mobilità Ecosolidale, che verifica i requisiti, forma la graduatoria e consente di spendere il credito presso gli operatori aderenti, i quali caricano sulla piattaforma le proprie tariffe agevolate. Se la piattaforma non fosse attiva all’avvio della misura, il Piano prevede una fase transitoria con un codice QR da usare come sconto diretto; per chi non usa strumenti digitali sono previsti sportelli presso centri per l’impiego, CAF e patronati e un numero verde.
Chi rinnova l’abbonamento annuale a inizio 2027 sostiene la spesa prima che il conto sia attivo: nel testo del Piano non compare un rimborso per i titoli acquistati prima dell’attivazione, che l’atto di attuazione potrà disciplinare.
Dal voucher 60 euro al conto di mobilità
Il conto di mobilità sostituisce il voucher da 60 euro delle edizioni 2022 e 2023: al reddito individuale subentra l’ISEE familiare, l’importo sale e si spende su più titoli e operatori nell’arco di un anno, e le risorse si assegnano in graduatoria al posto dello sportello.
Tra fine 2023 e 2024 il sostegno per gli abbonamenti è confluito nella carta Dedicata a te, con una ricarica spendibile in alternativa per carburante o mezzi pubblici; l’edizione 2026-2027 della social card copre solo beni alimentari di prima necessità.
Il bonus era stato introdotto dall’art. 35 del D.L. n. 50/2022 per chi nel 2021 aveva un reddito complessivo fino a 35.000 euro, e prorogato per il 2023 dal D.L. n. 5/2023 con la soglia scesa a 20.000 euro; l’art. 10, comma 2, del D.L. n. 145/2023 ha finanziato le domande di novembre e dicembre 2023. La piattaforma del Ministero del Lavoro è stata dismessa il 1° agosto 2024.
Bonus trasporti 2026: detrazione 19% e benefit aziendale
Nel 2026 non è attivo un bonus trasporti nazionale: per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale sono disponibili la detrazione IRPEF, l’esenzione del rimborso aziendale e le misure regionali.
Ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. i-decies, del TUIR (DPR n. 917/1986), la spesa per abbonamenti dà diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 250 euro l’anno, anche quando è sostenuta per familiari fiscalmente a carico, con un risparmio d’imposta fino a 47,50 euro.
Per le imprese, l’art. 51, comma 2, lett. d-bis, del TUIR esclude dal reddito di lavoro dipendente le somme erogate, rimborsate o pagate direttamente dal datore di lavoro per gli abbonamenti dei dipendenti e dei familiari a carico, se il benefit riguarda la generalità o categorie di lavoratori; la quota rimborsata dall’azienda non è detraibile dal dipendente.
Le misure regionali seguono regole proprie: il Piemonte, per esempio, ha chiuso le domande del proprio bonus TPL da 150 euro per esaurimento delle risorse. Dal 2027 i contributi di Regioni ed enti locali non si potranno sommare al conto di mobilità nazionale.