Sentenze Cassazione

La Corte di Cassazione rappresenta, per molti procedimenti, l'ultimo grado di giudizio. In questa sezione del portale trovi tutte le sentenze della Cassazione in materia di lavoro, fisco e non solo. Questa pagina è il modo più semplice per rimanere sempre aggiornato e far sì che tu e la tua impresa siate sempre in regola rispetto le ultime decisioni della Corte.

Licenziamento illegittimo per sanzioni discriminatorie

Licenziamento Alla base di un licenziamento non possono esserci principi discriminatori: la Corte di Cassazione (sentenza n. 10834 del 26 maggio 2015) si è occupata del caso di un lavoratore licenziato, a suo dire, in seguito a contestazioni disciplinari discriminatorie e ritorsive. Il lavoratore aveva presentato ricorso presso il Tribunale di Mantova e successivamente presso la Corte d’Appello di Brescia, che riformando la sentenza precedente aveva dichiarato illegittimo il licenziamento e condannato la società a reintegrare il dipendente sul posto di lavoro e a corrispondergli l’importo delle...

Frode fiscale se il fornitore disconosce la fattura

Frode fiscale Il disconoscimento di una fattura dal soggetto che l’ha emessa contribuisce ad avallare una condanna per frode fiscale, nel caso in cui la dichiarazione fraudolenta sia confermata dalla Guardia di Finanza: lo ribadisce la Corte di Cassazione (sentenza n. 16338 del 20 aprile 2015). A ricorrere in Cassazione è stato un imprenditore condannato a 8 mesi di reclusione per “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”. => Accertamento fiscale con rischio di frode Dichiarazione fraudolenta La vicenda prendeva le mosse a partire da...

Pause dal videoterminale, le mansioni alternative

Sentenza Il datore di lavoro può sostituire le pause dal videoterminale, obbligatorie per i dipendenti che trascorrono continuativamente tempo davanti al PC, con mansioni differenti che non prevedano l'uso del computer: lo ha stabilito una sentenza di Cassazione, la numero 2679 dell'11 febbraio 2015, riferita al caso di una dipendente di Telecom Italia. Il punto è il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro, che prescrivono una pausa di un quarto d'ora ogni 120 minuti (due ore) passati davanti al PC. => Dipendenti al pc: obblighi di legge per i datori di lavoro Sostituire le...

Detrazione IVA: Reverse Charge penalizza i contribuenti

Reverse Charge In caso di violazione dell'obbligo di applicare l'IVA con il meccanismo dell'inversione contabile (Reverse Charge), ovvero in presenza di violazioni formali in contabilità, se queste vengano accertate d'ufficio dopo il termine per l'esercizio del diritto alla detrazione, il contribuente negligente resta debitore dell'imposta. A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14767/2015. In sostanza il Reverse Charge sugli acquisti intracomunitari legittima comunque la detrazione dell’IVA ma il contribuente che intende avvalersi del rimborso dell'imposta sul valore aggiunto...

Redditometro: basta la capacità di reddito

Redditometro La Corte di Cassazione (sentenza n.7339/2015) ha stabilito che, nei casi di accertamento da Redditometro, ai fini della prova contraria non serve dimostrare la spesa per incrementi patrimoniali: al contribuente basta provare la capacità di reddito. => Redditometro 2015: le novità Accertamento sintetico Il caso riguarda un accertamento sintetico in ambito IRPEF, legato alla capacità di spesa presunta dall’acquisto di tre appartamenti e un'automobile di grossa cilindrata. Secondo la Cassazione, i contribuenti (non obbligati alla tenuta di scritture contabili) non sono...

Reati tributari: confisca al prestanome

Sentenze In caso di reati tributari commessi dalla società, il prestanome ne risponde penalmente e pertanto deve essere considerata legittima la confisca per equivalente dei suoi beni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 36182 depositata il 27 agosto 2014. Nel caso in esame il prestanome svolgeva compiti di natura fiduciaria, consapevole di tenere indenni soggetti terzi da possibili responsabilità legate anche a reati tributari. Per tale motivo il Tribunale gli aveva inflitto una condanna per i reati di associazione per delinquere capeggiata da due commercialisti, concorso...

Licenziamento: come calcolare il risarcimento

Licenziamento Spesso si sente parlare di risarcimento del danno per licenziamento illegittimo, ma come si calcola il suo ammontare, ovvero la retribuzione globale di fatto spettante? A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15066/2015: in generale, in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, il risarcimento deve essere commisurato alla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato, ad eccezione dei compensi di cui non sia certa la percezione e quelli legati a particolari modalità di svolgimento della prestazione ed aventi normalmente carattere...

Niente contributi? Sanzioni cumulabili

Sentemza Cassazione Con la sentenza n. 31378/2015 la Corte di Cassazione, Terza sezione penale, ha stabilito che è lecito cumulare la sanzione civile e la condanna penale in caso di omesso versamento delle ritenute previdenziali. Caso Il caso in esame riguardava un imprenditore bresciano che era stato condannato a sei mesi di reclusione e alla sanzione civile per aver commesso il reato fiscale di omissione dei contributi INPS. => Redditi da Srl? Niente contributi INPS Sentenza Per la Corte di Cassazione in questi casi non è applicabile il principio del ne bis in idem e l’eliminazione di una...

Azienda insolvente: TFR garantito

TFR TFR garantito dall'INPS in caso di cessazione del rapporto di lavoro: il pagamento del TFR maturato dal dipendente è a carico del Fondo di Garanzia anche se non sussiste tecnicamente il fallimento del datore di lavoro ma questi si dimostra insolvente. A chiarirlo per la prima volta è stata la sentenza n.7585 della Corte di Cassazione del del 1° aprile 2011. La Suprema corte ha chiarito che il Fondo di garanzia INPS deve:  «sostituirsi al datore di lavoro in caso di insolvenza del medesimo nel pagamento del trattamento di fine rapporto, di cui all'articolo 2120 del codice civile,...

Obbligo fedeltà e licenziamento: basta la preordinazione

Licenziamento Violare l'obbligo di fedeltà al proprio datore di lavoro costituisce un giustificato motivo di licenziamento del dipendente, a chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14304/2015. => Fedeltà al datore di lavoro? Più che un dovere Nel caso in esame i giudici della Corte di Cassazione hanno stabilito la piena legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che aveva tradito il proprio datore di lavoro con una società che opera nel medesimo settore, ritenendo violato l’obbligo di fedeltà che impone al lavoratore di tenere una condotta...

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