Sentenze Cassazione

La Corte di Cassazione rappresenta, per molti procedimenti, l'ultimo grado di giudizio. In questa sezione del portale trovi tutte le sentenze della Cassazione in materia di lavoro, fisco e non solo. Questa pagina è il modo più semplice per rimanere sempre aggiornato e far sì che tu e la tua impresa siate sempre in regola rispetto le ultime decisioni della Corte.

Revoca bonus prima casa

Prima casa Per l'acquisto di una abitazione come prima casa la normativa vigente prevede alcune agevolazioni, che possono essere revocate in caso di non sussistenza dei requisiti richiesti. Qualora le cause che abbiano portato alla revoca del bonus prima casa siano non imputabili all’acquirente, però, a pagare in solido è anche il venditore. È quanto chiarito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 24400/2016. => Agevolazioni acquisto prima casa: i casi di nullità La controversia riguardava l'impugnazione di una cartella esattoriale che ingiungeva il pagamento di un preteso credito...

Infortunio apprendista senza tutor

Sicurezza sul lavoro In caso di infortunio dell'apprendista, deve essere ritenuto colpevole il responsabile di servizio e prevenzione rischi sul lavoro (RSPP) e il datore di lavoro, se al momento dell'incidente l'apprendista era stato lasciato solo a svolgere la propria mansione senza il controllo del suo tutor, inviato a svolgere incarichi esterni alla sede abituale di lavoro. È quanto si evince dal caso analizzato dalla Corte di Cassazione con la Sentenza n. 50749/2016 riguardante un lavoratore apprendista minorenne che, lasciato da solo, mentre era alla guida di un carrello elevatore, nel compiere una...

Sicurezza lavoro: obblighi e responsabilità

Formazione sicurezza La Cassazione ha più volte affrontato il tema della responsabilità penale del datore di lavoro in caso di violazione degli obblighi di informazione, formazione e addestramento dei dipendenti, compromettendone la tutela della sicurezza sul lavoro (ultima delle quali: sentenza n. 10023/2015). Una prima sentenza del 23 aprile 2013 condannava il legale rappresentante di un’impresa per aver violato i dettami del DLgs 81/2008 omettendo di: installare i servizi igienici in un cantiere per la ristrutturazione di un edificio; redigere il piano operativo di sicurezza; adempiere agli...

Il dubbio normativo cancella le sanzioni fiscali

Spese di rappresentanza In presenza di incertezza normativa, le sanzioni fiscali non sono dovute da parte del contribuente. Tuttavia, in caso di contrasti  tra Risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e dottrina normativa, secondo la Cassazione, l’obbligo di versare le sanzioni emesse a seguito di avviso di accertamento può continuare a sussistere. La divergenza di vedute, infatti, non basta a configurare l’obiettiva incertezza normativa.  (cfr. sentenza n. 24588/2015). => Causa di forza maggiore, niente sanzioni per tributi in ritardo La Corte ricorda che: “In tema di sanzioni...

Mancata sicurezza sul lavoro, no al bonus assunzioni

Sicurezza sul lavoro Al datore di lavoro che non garantisca ai propri lavoratori i livelli minimi di sicurezza sui luoghi di lavoro, previsti dalla normativa vigente, non possono essere riconosciuti i bonus assunzioni, anche in presenza dei requisiti richiesti dalla legge. A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23989/2016, spiegando che il bonus assunzioni non spetta al datore di lavoro che non rispetta le norme sulla sicurezza e salute dei lavoratori a prescindere dall’entità della sanzione in quanto, si legge nella sentenza, appare: "conforme alla ratio di coniugare la politica...

Congedi lavoro: quando serve il permesso?

Licenziamento Il licenziamento in caso di assenze ingiustificate per permessi fruiti dal dipendente senza consenso del datore di lavoro è legittimo (Cassazione . sentenza n. 2803/2015). In sostanza, il congedo dal lavoro può essere fruito solo con il benestare dell'azienda, tranne alcune eccezioni e solo per gravi motivi (i tre giorni di permesso retribuiti che spettano di diritto ogni anno ai lavoratori subordinati). => Permessi e congedi: cosa prevedono i contratti di lavoro Congedo automatico Il congedo scatta in modo automatico solo in caso di decesso o di infermità grave e documentata...

Patto di non concorrenza nullo se blindato

Giustizia Il Patto di non concorrenza può limitare l'iniziativa imprenditoriale dopo le dimissioni ma non il diritto di offrire sul mercato le proprie competenze: con questa motivazione, la Suprema Corte  stabilisce che, se la clausola è in contrasto con il principio della libera iniziativa economica di cui all'articolo 41 della Costituzione, allora il patto è nullo (sentenza n. 24159 del 12 novembre 2014). => Iatto di non concorrenza fra impresa e lavoratore Clausole blindate Nel caso in oggetto, le dimissioni di un dirigente erano state accompagnate da un patto triennale, con impegno...

Licenziamento per assenze strategiche

Licenziamento Tale giurisprudenza, tuttavia, non trova applicazione quando le assenze per malattia avvengono per un numero esiguo di giorni e si reiterano troppo di frequente, soprattutto se costantemente agganciate ai giorni di riposo, a danno della prestazione lavorativa e dell'azienda stessa. La Cassazione (sentenza n. 18678 del 4 settembre 2014) ha infatti confermato la legittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore che si comporta in questo modo. => Quando si configura il licenziamento per giusta causa Le ripetute assenze “a macchia di leopardo”,...

Affitti impresa, sì al canone crescente

Locazioni Con la sentenza 22909/2016 la Corte di Cassazione ha chiarito che sulla base del principio generale della libera determinazione convenzionale del canone di locazione per gli immobili destinati ad uso non abitativo, deve ritenersi legittima la clausola in cui venga pattuita la determinazione del canone in misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo nell'arco del rapporto. Il caso in esame riguardava un contenzioso sorto tra un locatore e una società che aveva sottoscritto un contratto di locazione ad uso diverso da quello abitativo ed era stata poi condannata dal...

Redditometro sempre più rigido

Redditometro Nei casi di accertamento da Redditometro, serve dimostrare la spesa per incrementi patrimoniali: al contribuente non basta più provare la mera capacità di reddito. In pratica, se si riceve un avviso di accertamento, non è più sufficiente poter dimostrare di essere entrati in possesso di redditi esenti o già assoggettati a ritenuta alla fonte ma si deve anche spiegare come sono stati poi utilizzati tali redditi per le proprie spese. Dunque, poter dimostrare da dove arrivano i soldi non è più sufficiente a superare la presunzione di reddito non dichiarato. Cosa è successo?...

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