Sentenze Cassazione

La Corte di Cassazione rappresenta, per molti procedimenti, l'ultimo grado di giudizio. In questa sezione del portale trovi tutte le sentenze della Cassazione in materia di lavoro, fisco e non solo. Questa pagina è il modo più semplice per rimanere sempre aggiornato e far sì che tu e la tua impresa siate sempre in regola rispetto le ultime decisioni della Corte.

Matrimonio e licenziamento della lavoratrice

Licenziamento Per tutelare la lavoratrice che si accinge a costituire una famiglia, il Legislatore ha stabilito il divieto di licenziamento nell'anno delle nozze, similmente a quanto spetta alle madri. Il Codice delle Pari Opportunità (DL n. 198/2006, art. 35, Divieto di licenziamento per causa di matrimonio) protegge le dipendenti pubbliche e private - escluse le addette ai servizi familiari e domestici - anche in caso di riorganizzazione aziendale. La norma (definita dall’art. 1, L. n. 7/1963) annulla i licenziamenti consumati nel periodo che intercorre tra il giorno della richiesta delle...

Professionisti: IRAP e gestione studio

Studio professionale È soggetto all'IRAP il professionista che affida la gestione dello studio a terzi, ad esempio una società di servizi. In questi casi risulta irrilevante la mancanza di dipendenti e collaboratori diretti. A precisarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12287/2015. Ancora una sentenza in cui la Cassazione si pronuncia sul tema del presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione dell’IRAP nel caso in cui libero professionista affidi all'esterno la gestione del proprio studio professionale, erogando elevati compensi per prestazioni afferenti l’esercizio della propria...

Omesso versamento ritenute: crisi e assenza di dolo

Giustizia Il reato di omesso versamento di ritenute di cui all’art. 10-bis, D.Lgs. 74/2000 è stato introdotto nell’ordinamento penale tributario con Finanziaria 2005 (art. 1, co. 414, L. 311/2004). Secondo la norma, qualunque sostituto d’imposta che non abbia versato le ritenute attestate dalla propria certificazione per una somma superiore a 50.000 euro calcolata su ciascun periodo d’imposta, entro la scadenza prevista per la dichiarazione annuale di sostituto, è punito con un periodo di reclusione compreso tra 6 mesi e 2 anni. Secondo la Cassazione, neanche l’esistenza di crediti...

Infortunio in itinere: quando il risarcimento?

Infortunio in itinere Niente risarcimento per l’infortunio in itinere subito dal lavoratore che per recarsi a lavoro ha usato la propria automobile, anche se non era necessaria considerata la brevità del tragitto casa-lavoro, da poter percorrere anche a piedi. Questo il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione (sentenza 20 ottobre 2014, n. 22154). => Infortuni sul lavoro: Guida all’assicurazione INAIL Infortunio in itinere L’infortunio in itinere è quello che subisce il lavoratore nel tragitto che deve percorrere necessariamente per recarsi sul luogo del lavoro e viene ricompreso...

IRAP per le imprese commerciali

Snc Con la sentenza n. 10600/2015 la Corte di Cassazione ha confermato che l'attività svolta dalle società commerciali costituisce in ogni caso presupposto d'imposta ai fini IRAP, ai sensi dell’art. 2, D.Lgs n. 446/1997 (Istituzione e disciplina dell'imposta regionale sulle attività produttive). Dunque nel caso in cui si scelga di svolgere un'attività utilizzando uno dei modelli di società non è rilevante la sussistenza o meno di un’autonoma organizzazione, requisito solitamente richiesto per l'applicazione dell'IRAP. => Professionisti autonomi, quando scatta l'IRAP Il...

Pensione e assegno di invalidità: ultime sentenze

Invalidità La Corte di Cassazione si è recentemente espressa in merito agli assegni di invalidità e alle pensioni di invalidità. Assegno di invalidità Con la sentenza n. 12445/2015 la Cassazione ha stabilito che se un lavoratore in sede di giudizio di merito chiede all’INPS che gli venga riconosciuto l’assegno di invalidità, questa prima domanda non permette la successiva estensione della richiesta alla pensione. In sostanza la Cassazione precisato che se da una parte la richiesta della pensione di invalidità all'INPS rappresenta un'implicita richiesta anche di assegno di invalidità,...

Contributi omessi: imprenditore in carcere

Carcere L'imprenditore che, accusato di omissione contributiva, non versa tutte le rate concordate nel piano di rientro con l’INPS è punibile con il carcere e la pena non può essere convertita in pecuniaria. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 24900/2015. => Evasione IRAP senza reato penale Il caso Il caso riguardava un imprenditore milanese condannato, in via definitiva, per aver mancato di versare regolarmente i contributi ai propri dipendenti, per un totale di 3 mila euro. Tale debito era stato rateizzato, ma l'imprenditore aveva mancato di versare alcune...

Indennità di mobilità nelle imprese non industriali

Indennità di mobilità La Corte di Cassazione (sentenza n. 6012 del 25 marzo 2015) si è espressa in merito alla concessione dell’indennità di mobilità ai lavoratori dipendenti, precisando i soggetti che hanno diritto al beneficio e informando sulla normativa che si basa sul settore produttivo aziendale. => Riforma Ammortizzatori Sociali in Gazzetta Ufficiale Indennità di mobilità Il caso riguarda, nello specifico, cinque lavoratori che si erano rivolti al Tribunale di Catania per chiedere all’INPS l’indennità di mobilità in seguito al licenziamento per la riduzione dei posti di lavoro...

Licenziamento per assenze ingiustificate

Licenziamento La Corte di Cassazione spiega in quali casi il licenziamento è illegittimo se il datore di lavoro non riesce a dimostrare, nella loro materialità, le assenze ingiustificate del lavoratore: l’onere della prova sulla sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo è infatti a carico dell'azienda, mentre al dipendente spetta la possibilità di giustificare il proprio comportamento o le connessioni a cause non legate alla propria volontà (Sentenza 7108/2014). Nel caso esaminato, l’azienda aveva fatto ricorso alla Cassazione lamentando la violazione dell’art. 5, L. 604/1966...

Professionisti con più attività: applicazione Studi di Settore

Studi di Settore, il decreto sulle modifiche e i modelli delle Entrate Sono frequenti i casi di professionisti che svolgono doppia o tripla attività, incorrendo talvolta in incongruenze con gli studi di settore tali da far scattare un accertamento. A chiarire nuovamente la corretta applicazione degli Studi in queste circostanze è una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 3943/2014), in riferimento al caso di un avvocato con attività stagionali di giudice tributario e di educatore in un convitto. => Professionisti con doppio lavoro soggetti a Studi di Settore Richiamando la Sentenza 26635/2009, la Cassazione ha innanzitutto rilevato che...

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