Sentenze Cassazione

La Corte di Cassazione rappresenta, per molti procedimenti, l'ultimo grado di giudizio. In questa sezione del portale trovi tutte le sentenze della Cassazione in materia di lavoro, fisco e non solo. Questa pagina è il modo più semplice per rimanere sempre aggiornato e far sì che tu e la tua impresa siate sempre in regola rispetto le ultime decisioni della Corte.

Premio fedeltà nella cessione di azienda

Premi L'anzianità di lavoro non comporta in automatico il diritto al premio fedeltà, in quanto requisito necessario ma non sufficiente, servono anche le dimissioni volontarie (cfr. sentenza Cassazione n. 6943/2015). In seguito a cessione di ramo d'azienda, ad esempio, se nel CCNL sottoscritto dal nuovo datore di lavoro il premio è subordinato ai ulteriori requisiti - e non solo all'anzianità - allora il dipendente non ha diritto di richiederlo in base al vecchio contratto. => Contratti aziendali: guida ai diritti dei lavoratori Il diritto decade anche anche se il premio era stato...

Ricalcolo TFR e premio di fedeltà, come fare domanda

Sentenza Cassazione Con la Sentenza n. 4090/2017 la Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti sulla legittimità della richiesta dell’ex dipendente di rideterminazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e del premio di fedeltà avanzate in momenti differenti. Il caso Nel caso in esame l'ex dipendente aveva chiesto di riconsiderare nella base di calcolo del TFR anche gli straordinari prestati in maniera continuativa e in un secondo momento aveva chiesto di fare lo stesso anche con il calcolo del premio di fedeltà. L'azienda si era opposta in ragione del fatto che quest'ultima domanda arrivava...

Mutui annullabili se troppo gravosi

Mutui Le rate di mutui, finanziamenti e leasing a volte raggiungono cifre proibitive ma, nel caso in cui superino un certo limite arrivando a un tasso di interesse da usura, è possibile ottenere l'annullamento (cfr. Cassazione n. 350/2013): i mutui con tassi da usura possono essere annullati per intero; per calcolare il tasso di usura bisogna considerare tutte le somme addebitate dalla banca e non solo gli interessi pattuiti per contratto. => Mutui: requisiti per il Fondo di Garanzia Casa Calcolo tasso di usura La soglia dei tassi ufficiali oltre i quali si parla di usura è stata...

Agevolazioni prima casa e cambio residenza

Giustizia Le lungaggini burocratiche non costituiscono motivo sufficiente a giustificare il mancato cambio di residenza entro 18 mesi ai fini del diritto alle agevolazioni prima casa previste per l'acquisto dell'immobile: lo stabilisce la Cassazione (ordinanza 4800/2015), che non ritiene i ritardi nel rilascio di autorizzazioni edilizie causa ostativa predominante rispetto all'obbligo di trasferire la residenza nel Comune di ubicazione dell'abitazione per cui si chiedono le agevolazioni fiscali. In pratica, l'obbligo di rispettare il termine dei 18 mesi prevale e va dunque rispettato. =>...

Professionisti: il parere per email va retribuito

Email Se un a professionista fornisce - anche in via informale - un parere su richiesta di un cliente o potenziale tale, tale prestazione richiede comunque un retribuzione anche se fornita per email, tramite Internet, o senza appuntamento presso lo studio. Anche senza un esplicito accordo preventivo sul compenso. Queste situazioni, infatti, non rappresentano una presunzione di gratuità alla prestazione, anzi: ad esempio l'email è una prova scritta di incarico professionale che, come tale, deve essere retribuito salvo diverso accordo tra le parti. => Compensi professionali: guida,...

Impresa, compensi e premi indeducibili

Fisco Con la sentenza n. 1544/2017 la Corte di Cassazione ha chiarito che ai fini della determinazione del reddito d'impresa devono ritenersi indeducibili i compensi ultracontrattuali e i premi discrezionali erogati nell’ambito di rapporti contrattuali a titolo oneroso (appalti per la gestione dei punti-vendita), rappresentano un indizio di antieconomicità da cui consegue sia l’indeducibilità, ai fini delle imposte sui redditi, sia l’indetraibilità ai fini dell’IVA. Nel caso in esame i giudici supremi hanno confermato la tesi del Fisco, accogliendo il ricorso presentato...

Indennità a forfait per i contratti trasformati

Contratti Si è espressa in tema di conversione in contratto a tempo indeterminato e applicabilità dell’indennità a forfait la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 1552/2017, confermando l'efficacia retroattiva del collegato lavoro (Legge n. 183/2010). In particolare i giudici supremi hanno stabilito che in seguito alla conversione a tempo indeterminato del contratto a termine, il giudice d’appello deve applicare l’indennità a forfait introdotta dal collegato lavoro (art. 32, comma 5 della Legge n. 183/2010, come interpretata autenticamente dall’art. 1, comma 13 della Legge n....

Cessione azienda e demansionamento

Imprenditoria Ancora sentenza della Corte di Cassazione conferma: l'onere della prova del demansionamento grava sul lavoratore. Nel caso specifico la sentenza n. 1778/2017 ha analizzato un caso di modifica delle mansioni in occasione di una cessione di ramo d’azienda. Nella fattispecie, l'assegnazione di diversa attività aveva  riguardato l’intero personale. Tuttavia, per ottenere un risarcimento, è il singolo lavoratore a dover dimostrare l’effettiva presenza dei presupposti di demansionamento, così da ottenere il risarcimento del relativo danno. => Trasferimento d'azienda: quando si...

Spostamenti dipendente, spetta una retribuzione

Flotte aziendali Con la sentenza n. 850/2017 la Corte di Cassazione ha chiarito che i dipendenti che terminano la loro attività in un luogo diverso rispetto a quello in cui la prestazione ha inizio, come avviene tipicamente per i lavoratori con mansioni di autista, hanno diritto alla retribuzione per il tempo relativo allo spostamento presso la sede di lavoro dal luogo denominato "posto di cambio" nel quale il turno venga a cessare. Tale tempo deve essere considerato lavorativo e deve essere retribuito in busta paga, a patto che il luogo in cui inizia il lavoro sia diverso da quello in cui finisce e...

Visite fiscali malattia, sì al licenziamento

Malattia È legittimo il licenziamento per giusta causa del dipendente che risulti ripetutamente assente alle visite fiscali di controllo nonostante l’effettività della malattia. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 64/2017. Nel caso in esame, la Corte di Cassazione ha definito legittimo il licenziamento del dipendente risultato assente per tre volte alle visite fiscali per malattia nel corso di due mesi senza aver comunicato preventivamente l’assenza dal domicilio. Il provvedimento espulsivo è stato definito valido dai giudici supremi nonostante un sanitario...

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