Sentenze Cassazione

La Corte di Cassazione rappresenta, per molti procedimenti, l'ultimo grado di giudizio. In questa sezione del portale trovi tutte le sentenze della Cassazione in materia di lavoro, fisco e non solo. Questa pagina è il modo più semplice per rimanere sempre aggiornato e far sì che tu e la tua impresa siate sempre in regola rispetto le ultime decisioni della Corte.

TFR: esclusi risarcimenti e indennità

Sentenza Non rientrano nel calcolo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) le ferie non godute e le indennità di mancato preavviso. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) può infatti escludere le ferie non godute dal calcolo del TFR, mentre l'indennità di mancato preavviso non dipende più dal rapporto di lavoro oggetto del Trattamento di Fine Rapporto poiché, essendo successiva al licenziamento, si riferisce a un periodo non lavorato. => Trattamento Fine Rapporto (TFR): novità e istruzioni A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza 17248/2015, con la quale ha...

Tredicesima: i permessi 104 non si scalano

Tredicesima I permessi della Legge 104 non incidono sulla tredicesima: lo conferma una sentenza della Corte di Cassazione (la n. 15435/2014). Il caso in esame riguardava una lavoratrice madre di un figlio disabile alla quale il datore di lavoro tratteneva dalla tredicesima mensilità la quota parte relativa alle giornate di assenza per la fruizione dei permessi per l’assistenza a disabili. I giudici hanno però chiarito che i permessi richiesti in virtù della Legge 104 devono essere computati ai fini delle ferie e della tredicesima. => Calcolo contributi, tredicesime e ferie su INPS...

Assenze dal lavoro: legittimo il licenziamento

Licenziamento Attenzione alle assenze strategiche sul lavoro da parte dei propri dipendenti, da oggi il loro posto di lavoro è a rischio: la Corte di Cassazione con la sentenza n.18678/2014 ha reso legittimo il licenziamento in questi casi anche se il lavoratore non ha superato il numero di giornate consentite di allontanamento dal lavoro. => Licenziamento per giustificato motivo Il caso Il caso riguardava un dipendente di una società di materiale edile di Chieti il quale aveva presentato ricorso contro il licenziamento intercorso per via delle sue numerose assenze per malattia...

Studi di Settore: quando l’accertamento è illegittimo

Accertamenti fiscali L’avviso di accertamento da Studi di Settore, per essere fondato, necessita del riscontro di ulteriori prove oltre alla mera difformità tra quanto dichiarato e le medie del settore. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 15633/2014. Dunque è illegittimo l'accertamento che ridetermina i ricavi se questo è giustificato dal mero rilievo dello scostamento dai parametri. Nel caso in esame, anche se il reddito accertato era stato rideterminato al ribasso, per la Cassazione la CTR Campania ha errato nel ritenere fondato il rilievo dell’Ufficio con la sola...

TFR garantito anche senza fallimento: sentenza

Sentenza Cassazione Con la sentenza n. 15369/2014 la Corte di Cassazione civile, sezione lavoro, ha confermato ancora una volta che il TFR viene garantito dal Fondo di garanzia INPS se l’azienda è insolvente, anche senza il fallimento del datore di lavoro. La norma oggetto della sentenza è contenuta nella Legge n. 297 del 1982 che tutela il lavoratore, per il pagamento del Trattamento di fine rapporto maturato dal dipendente in caso di insolvenza del datore di lavoro. => Calcolo TFR: accantonamento e anticipi, la guida Nel caso in cui quest'ultimo non possa essere dichiarato fallito per la esiguità...

Mutui annullabili se troppo gravosi

Mutui Le rate di mutui, finanziamenti e leasing a volte raggiungono cifre proibitive ma nel caso in cui superino un certo limite, arrivando ad un tasso di interesse da usurai, è possibile ottenere l'annullamento. A chiarirlo è stata la sentenza storica della Corte di Cassazione, la n. 350/2013, la quale ha stabilito i seguenti principi: i mutui con tassi da usura possono essere annullati per intero; per calcolare il tasso di usura bisogna considerare tutte le somme addebitate dalla banca e non solo gli interessi pattuiti per contratto. => Mutui: requisiti per il Fondo di Garanzia...

Licenziamento illegittimo per sanzioni discriminatorie

Licenziamento Alla base di un licenziamento non possono esserci principi discriminatori: la Corte di Cassazione (sentenza n. 10834 del 26 maggio 2015) si è occupata del caso di un lavoratore licenziato, a suo dire, in seguito a contestazioni disciplinari discriminatorie e ritorsive. Il lavoratore aveva presentato ricorso presso il Tribunale di Mantova e successivamente presso la Corte d’Appello di Brescia, che riformando la sentenza precedente aveva dichiarato illegittimo il licenziamento e condannato la società a reintegrare il dipendente sul posto di lavoro e a corrispondergli l’importo delle...

Frode fiscale se il fornitore disconosce la fattura

Frode fiscale Il disconoscimento di una fattura dal soggetto che l’ha emessa contribuisce ad avallare una condanna per frode fiscale, nel caso in cui la dichiarazione fraudolenta sia confermata dalla Guardia di Finanza: lo ribadisce la Corte di Cassazione (sentenza n. 16338 del 20 aprile 2015). A ricorrere in Cassazione è stato un imprenditore condannato a 8 mesi di reclusione per “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”. => Accertamento fiscale con rischio di frode Dichiarazione fraudolenta La vicenda prendeva le mosse a partire da...

Pause dal videoterminale, le mansioni alternative

Sentenza Il datore di lavoro può sostituire le pause dal videoterminale, obbligatorie per i dipendenti che trascorrono continuativamente tempo davanti al PC, con mansioni differenti che non prevedano l'uso del computer: lo ha stabilito una sentenza di Cassazione, la numero 2679 dell'11 febbraio 2015, riferita al caso di una dipendente di Telecom Italia. Il punto è il rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro, che prescrivono una pausa di un quarto d'ora ogni 120 minuti (due ore) passati davanti al PC. => Dipendenti al pc: obblighi di legge per i datori di lavoro Sostituire le...

Detrazione IVA: Reverse Charge penalizza i contribuenti

Reverse Charge In caso di violazione dell'obbligo di applicare l'IVA con il meccanismo dell'inversione contabile (Reverse Charge), ovvero in presenza di violazioni formali in contabilità, se queste vengano accertate d'ufficio dopo il termine per l'esercizio del diritto alla detrazione, il contribuente negligente resta debitore dell'imposta. A chiarirlo è stata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14767/2015. In sostanza il Reverse Charge sugli acquisti intracomunitari legittima comunque la detrazione dell’IVA ma il contribuente che intende avvalersi del rimborso dell'imposta sul valore aggiunto...

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