Filosofia della progettazione: dalla teoria alla pratica

Per entrare nel vivo di un progetto è importante partire dall'analisi del contesto: un viaggio teorico-pratico nella percorso di pianificazione e rispondenza a requisiti e vincoli...


Per capire il processo che guida all’attività di Project Management, è interessante rispolverare le vecchie nozioni: partiamo niente di meno che dal Discorso sul Metodo di Cartesio, e in particolare delle quattro regole alla base del ragionamento matematico traslate negli aspetti propri della gestione del progetto e dell’approccio da parte del Project Manager: evidenza, analisi, sintesi ed enumerazione.


L’evidenza consiste nel «non prendere mai nulla per vero… evitare accuratamente la fretta e il pregiudizio… così da escludere ogni possibilità di dubbio».
Chi di noi non si è trovato ad affrontare un progetto, anche in ambito non professionale, ritenendolo semplice o banale? Capita, ad esempio, quando si è già affrontato e risolto un qualcosa di simile.


Cartesio suggerisce di sgombrare la mente dal pregiudizio che potrebbe trarci in inganno. Detto con maggiore chiarezza, affrontare i nuovi progetti tenendo conto sì dell’esperienza acquisita ma senza che questa vada a costituire delle categorie mentali che possano intralciare la nostra valutazione oggettiva. Questo comporta la necessità di analizzare a fondo il contesto anche se già noto, sia per verificare che le condizioni non siano mutate nel frattempo, sia perché ogni progetto fa storia a sé.


L’analisi introduce la modellizzazione unitamente al concetto tutto latino del divide et impera (dividi e domina). È indubbio che qualsiasi progetto, visto nella sua interezza, si presenti con un elevato grado di complessità e inserito in un contesto di realtà ingombrante e che questo possa renderlo apparentemente irrisolvibile con risorse, per loro natura, limitate.


Il testo Cartesiano recita «dividere ognuna delle difficoltà sotto esame nel maggior numero di parti possibile».
Non si può non riconoscere che si sta parlando di WBS (Working Breakdown Structure), ovvero del percorso logico che consente di frazionare un progetto in sottoprogetti, ciascuno più semplice dell’originale. Questa operazione di disgregazione del progetto viene iterata per raggiungere una suddivisione in componenti che io definisco atomiche nel senso greco della parola, ovvero non ulteriormente divisibili.


Questo criterio di suddivisione può essere approcciato da differenti punti di partenza. Non dimentichiamo, infatti, che caratteristica di ogni progetto è il disporre di risorse limitate, siano esse economiche, finanziarie o di altro genere.
Nella suddivisione in componenti si può partire dal budget disponibile, in modo da distribuire le necessità economico/finanziarie sull’intera durata del progetto, oppure dalla disponibilità di risorse per ottenere il massimo della parallelizzazione possibile e conseguire un’ottimizzazione dei tempi, oppure dall’ottenimento di sottoprodotti e servizi intermedi, ciascuno dei quali può essere considerato a sua volta come un prodotto/servizio a pieno titolo, anche se svincolato dagli altri.


Non esiste la ricetta vincente; differenti metodologie, approcci ed esperienze indicano che per ciascun progetto esistono opportune linee guida malleabili in base alle necessità contingenti.