Direct Costing con i grafici a pila di Excel

di Corrado Del Buono

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Come sfruttare i grafici "a pila" per evidenziare in modo visuale i contributi al risultato economico di esercizio della produzione.

Il Direct Costing è un sistema di calcolo della contabilità industriale che consente di determinare come viene a formarsi il risultato economico di esercizio senza una arbitraria ripartizione dei costi comuni e generali tra le diverse linee di prodotto; esso evidenzia, pertanto, dei risultati economici parziali di ogni produzione (i margini di contribuzione di primo e secondo livello) per arrivare successivamente a determinare il risultato economico complessivo sottraendo i costi fissi comuni dalla somma dei margini di contribuzione. Nonostante il massiccio utilizzo di questo metodo di calcolo nelle aziende, spesso il prospetto quantitativo non viene coadiuvato da una rappresentazione grafica dei risultati in quanto la loro realizzazione presenta alcune difficoltà operative. In questo tutorial, proponiamo un modello che consente la creazione automatica di un grafico a seguito dell’inserimento dei dati nel prospetto di sintesi del Direct Costing.

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Creare il prospetto di sintesi

Per realizzare un grafico che illustri i dati occorre creare dapprima il prospetto di sintesi; quest’ultimo non presenta particolari difficoltà in quanto si affida a semplici formule che richiamano operazioni algebriche. Il prospetto realizzato prevede l’utilizzo di tre linee di prodotto ma è possibile, ovviamente, personalizzarlo a seconda delle esigenze aziendali.

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Nella seconda e terza riga vanno riportati rispettivamente i ricavi di vendita e i costi variabili relativi ai tre prodotti (A, B e C).

Il Margine di contribuzione di primo livello (inserito nella riga 4) viene calcolato per differenza tra i ricavi di vendita e i costi variabili di ogni singolo prodotto.

Nella quinta riga vengono inseriti i costi fissi specifici, ovvero costi oggettivamente imputabili alle diverse linee di prodotto mentre, nella sesta, viene calcolato il margine di contribuzione di secondo livello relativo ai tre prodotti come differenza tra il MDC di primo livello e i costi fissi imputabili ad ogni linea di prodotto (specifici, appunto).

Nelle celle dell’intervallo E2:E6 vengono calcolati, attraverso la funzione SOMMA, i totali relativi ai tre prodotti. I costi fissi comuni e generali vengono inseriti nella cella E7 ed, infine, nella cella E8 viene calcolato il risultato economico complessivo sottraendo questi ultimi alla sommatoria dei margini di contribuzione di secondo livello (cella E5).

Scelta del grafico

Per illustrare graficamente il Direct Costing possiamo utilizzare un istogramma in pila (simile a quello rappresentato in figura) che riporti, per ogni linea di prodotto, i Costi variabili, i Costi fissi specifici ed il Margine di contribuzione di secondo livello; in questo modo la pila, che è data dalla sommatoria dei tre valori, rappresenta i ricavi di vendita del singolo prodotto.

=> Breve panoramica dei grafici di Excel

Il tipo di grafico scelto fornisce numerose informazioni utili; osservando il grafico riportato in figura (che si riferisce ai dati inseriti nel prospetto di sintesi precedente) possiamo, ad esempio, ricavarne che il prodotto B è quello più venduto (l’altezza della pila è maggiore degli altri prodotti) ma il meno “redditizio” in quanto contribuisce in misura minore alla formazione del reddito di esercizio a causa dell’eccessiva presenza di costi variabili e fissi specifici.

Diversamente, il prodotto C, nonostante sia il prodotto meno venduto dall’azienda, contribuisce fortemente al risultato economico finale in quanto presenta il margine di contribuzione di secondo livello più alto; il prodotto A, infine, evidenzia un buon risultato in termini di contribuzione che scaturisce principalmente da costi fissi specifici abbastanza contenuti.

Dalla “lettura” del grafico è possibile, inoltre, avanzare delle proposte di tipo strategico; con riferimento alla linea Prodotto B, ad esempio, ci si dovrebbe interrogare se sussistono le condizioni per abbattere i costi fissi specifici nel medio periodo (attraverso, ad esempio, l’acquisto di impianti più efficienti) o per migliorare il margine di contribuzione intervenendo, ad esempio, su un aggiustamento verso l’alto del prezzo di vendita unitario del prodotto; con riferimento al Prodotto C, ad esempio, si potrebbe pensare di mettere in atto strategie di marketing per accrescere le vendite visto che tale linea di prodotto partecipa in maniera importante a determinare il risultato economico complessivo dell’azienda.

Creazione del grafico

Per la realizzazione del grafico è necessario creare le serie di dati “manualmente”; pertanto utilizziamo la procedura di Creazione guidata grafico senza selezionare i dati del prospetto e scegliamo Istogramma a pila come tipo di grafico nella prima schermata della finestra omonima. Nel passaggio 2 di 4 della finestra Creazione guidata grafico (Dati di origine) selezioniamo la scheda Serie ed aggiungiamo le tre serie di dati.

=> Creare un grafico in un documento di Word

Utilizziamo il pulsante Aggiungi ed associamo, aiutandoci con i pulsanti di collegamento con il foglio di calcolo, la cella A3 alla casella Nome, l’intervallo B3:D3 alla casella Valori e l’intervallo B1:D1 (il nome delle tre linee di prodotto) alla casella Etichette asse categorie. Ripetiamo la procedura per creare le altre due serie di dati (Costi fissi specifici e Margine di contribuzione di secondo livello) e completiamo la procedura guidata inserendo gli altri elementi (titolo del grafico, legenda, etc.) e posizionando il grafico all’interno dello stesso foglio di calcolo che contiene il prospetto dati.

Come personalizzare il modello

Il modello è stato predisposto per una stampa della pagina orientata orizzontalmente ed il grafico è stato “ancorato” alla larghezza della tabella dati in maniera che si adatti a successivi inserimenti di colonne nel prospetto (far fare in modo che il grafico si adatti alla larghezza di un prospetto dati è sufficiente ridimensionarlo tenendo premuto il tasto ALT). Poiché le diverse serie di dati che costituiscono le pile dell’istogramma fanno riferimento alle celle contenute nell’intervallo B:D, è sufficiente inserire ulteriori colonne all’interno di tale intervallo del prospetto per fare in modo che il grafico visualizzi automaticamente una nuova pila di dati.

Allo stesso modo, se eliminiamo una linea di prodotti interna all’intervallo di riferimento delle serie di dati (nel nostro caso la colonna C), il grafico verrà aggiornato automaticamente. Nel caso di inserimento di ulteriori colonne, infine, si renderà necessario trascrivere (o copiare per trascinamento) le formule relative ai due margini di contribuzione per la nuova linea di prodotto.