IBM e l’Information On Demand

di Paolo Iasevoli

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Big Blue procede verso l'obiettivo di offrire alle imprese un sistema di data management rapido e flessibile. Dopo l'acquisizone di DataMirror, ora tocca a Princeton Softech

«Le organizzazioni di tutte le dimensioni in ogni parte del mondo affrontano la sfida di gestire un volume sempre maggiore di dati, in particolare per quanto riguarda i requisiti di governance e compliance».

Con queste parole Ambuj Goyal, general manager di IBM Information Management, chiarisce l’obiettivo del progetto Information On Demand, a cui Big Blue sta lavorando alacremente a suon di acquisizioni.

Il puzzle si sta pian piano completando, e inizia a fornire un’idea piuttosto completa del piano di IBM. A Giugno aveva fatto notizia l’acquisizione per 161 milioni di dollari di DataMirror, società specializzata in sistemi per la protezione dei dati.

Oggi è stato invece annunciato l’acquisto di Princeton Softech, che dovrebbe andare in porto entro la fine dell’anno, diventando così la 22esima acquisizione fatta da IBM nell’ambito della strategia “Information on Demand”.

La piccola compagnia del New Jersey (circa 240 dipendenti) è considerata una specialista nell’archiviazione dei dati e nella gestione della privacy, oltre ad essere produttrice di diverse soluzioni aziendali, come software CRM. Inquadrando l’operazione da un punto di vista più ampio, è probabile che IBM impiegherà le competenze di Princeton proprio per coprire l’aspetto legato alla data governance.

L’obiettivo finale è comunque quello di fornire alle imprese un sistema in grado di operare su una moltitudine differente di database (tra cui DB2, Oracle, Sybase and Microsoft SQL Server), e quindi di gestire in maniera rapida ed intuitiva un’enorme quantità di dati.

Si tratta di un settore in forte espansione, che secondo le previsioni di IBM crescerà del 21% nel secondo trimestre del 2007.