Cd o non cd? Ovvero: perché il SaaS è meglio del software tradizionale

di Paolo Iasevoli

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Perché comprare un software su cd quando sul Web è possibile usare lo stesso software gratuitamente?

Stiamo parlando dei SaaS, ovvero Software-as-a-Service, i programmi saliti alla ribalta con la rivoluzione del Web 2.0 e resi sempre più potenti dalle meraviglie del linguaggio di programmazione Ajax.

Cosa sono? Dovremmo saperlo benissimo, considerando quanto se ne parla: come dice il nome, questa tipologia di applicazioni si usa proprio come un servizio, direttamente dal browser.

Questo significa che, a differenza dei tradizionali cd-rom, non c’è bisogno di installare il programma né di aggiornarlo. Per non parlare della preoccupazioni relative alla sicurezza, completamente demandate “in outsourcing” al datacenter remoto sul quale gira il software.

Insomma, non siete a rischio virus se usate Google Doc, a meno che i virus non colpiscano direttamente il cervellone centrale di Big G. Che, converrete con me, sarà  sicuramente più protetto di qualsiasi computer della vostra azienda.

A ciò aggiungiamo un altro particolare non trascurabile: la maggior parte di questi software è gratuita. E anche quando si tratta di soluzioni a pagamento, la loro natura “on-demand” consente alle imprese di pagare solo quanto consumano. Una flessibilità  notevole che riesce ad adattarsi sia al numero di utilizzatori che al tempo di utilizzo del software, proprio come se fosse l’abbonamento a un servizio (appunto).

Quindi perché continuare a comprare software on-cd quando sul Web c’è un’offerta ampissima (e in costante crescita) di SAAS? Vorrei conoscere il vostro parere, io intanto segnalo giusto qualche parola-chiave per quanto riguarda gli aspetti negativi: privacy, backup, lavoro offline.