Transazioni mobili, in Italia con cautela

di Alessandro Vinciarelli

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I pagamenti via telefono cellulare sono sempre più frequenti, ma in Italia la parola d'ordine è ancora prudenza. Fiduciosi gli analisti: entro il 2013 l'-payment coinvolgerà il 25% della popolazione

La diffusione di telefoni cellulari con caratteristiche hardware e software avanzate ha contribuito allo sviluppo delle transazioni mobili, in attesa del consolidamento delle soluzioni contactless.

Gli utenti in mobilità ricorrono spesso al mobile payment, in alternativa al pagamento con carte di credito o debito.

La ricerca dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano – effettuata su un campione di 1500 consumatori e un parco di oltre 200 applicazioni per il pagamento mobile – aiuta a far luce sullo scenario corrente.

Nel corso del 2009 il giro d’affari di questo nuovo mercato è stato di alcune decine di milioni di euro, con una stima ottimistica anche per il prossimo triennio: entro il 2013 gli acquisti via smartphone coinvolgeranno almeno il 25% della popolazione.

L’Italia, anche se sulla carta si dichiara aperta alle potenzialità dei pagamenti e delle prenotazioni tramite cellulare, sembra mantenere una posizione di estrema prudenza, prediligendo i servizi via SMS e le transazioni di piccole somme di denaro. Tra i servizi più richiesti, biglietti per i parcheggi, trasporti, ricariche telefoniche e intrattenimento.

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