Focus su Nokia N900, touchphone con Maemo

di Marco Mattioli

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Nuovo Internet Tablet dalla casa finlandese basato sul sistema operativo alternativo, introducendo un modulo telefonico per completare l'operatività

Linux è un sistema operativo libero che si presta ottimamente a modifiche e rivisitazioni, dimostrando una versatilità fuori dal comune. Viene utilizzato infatti non solo per sviluppare progetti personalizzati legati a sistemi desktop, ma anche in ambienti mobili. Nokia ha da alcuni anni dimostrato un interesse particolare per Maemo, piattaforma basata proprio su GNU/Linux, concepita in concomitanza del suo primo Internet Tablet, chiamato N700. L’idea del colosso finlandese fu di realizzare una nuova serie di device portatili che si rivolgesse alle crescenti esigenze di connettività, specialmente  dell’utenza affari.

Venne inoltre reso disponibile un sito dedicato in cui appassionati e programmatori potessero trovare ogni genere di risorsa. Nel tempo, la comunità internazionale ha quindi reso disponibili numerose applicazioni, condizione indispensabile per il successo di progetti di questo tipo. Nokia, da parte sua, ha continuato ad aggiornare gli strumenti di sviluppo, proponendo anche nuovi componenti per restare al passo con l’evoluzione tecnologica.

L’ultimo nato di questa famiglia di device è il modello N900, basato sulla versione 5 di Maemo, che si differenzia principalmente dai modelli precedenti per l’introduzione del modulo telefonico per caratterizzare ulteriormente questo genere di apparecchi. Il form factor è l’ormai consolidato slide e lo scorrimento della parte superiore dell’involucro rivela la presenza di una tastiera QWERTY composta solo da tre righe di tasti, che sembrano però ben sagomati. Lo schermo è probabilmente l’elemento di maggiore interesse, data la sua vocazione web e multimediale.

Il touchscreen è ampio 3,5 pollici e supporta l’elevata risoluzione di 800 x 480 pixel, permettendo di apprezzare il desktop con 4 visualizzazioni personalizzabili e l’uso in modalità orizzontale o verticale. Il processore ARM Cortex-A8 è dotato di accelerazione grafica OpenGL ES 2.0 e può sfruttare la disponibilità di 1 GB di memoria RAM da assegnare ai programmi. Queste sono specifiche che dovrebbero consentire di raggiungere un multitasking effettivo, superando così il  limite di altri palmari, tra i quali vi è anche l’iPhone. In ambiti professionali l’eventualità di eseguire più applicazioni contemporaneamente può ad esempio favorire un incremento di produttività.

La memoria interna è di 32 GB, espandibile con schede micro SD per riuscire a memorizzare un grande volume di dati ed applicazioni. L’operatività è basata sui moduli quadribanda EGSM e HSPA, potendo raggiungere la velocità massima di 10 Mbps in download e di 2 Mbps in upload. Si ha così un’ottima alternativa alla connessione Wi-Fi, non sempre facilmente reperibile. Il dimensionamento è stato ben curato: 110,9 mm in altezza, 59,8 mm in larghezza e 18 mm in spessore.

Quest’ultimo valore risente inevitabilmente della presenza di una tastiera estesa, molto utile però nel caso l’inserimento dati sia preponderante. Una considerazione analoga può essere fatta per il peso, pari a 181 grammi. Sul piano hardware da segnalare anche il ricevitore A-GPS che ben si interfaccia con l’applicazione Ovi Maps (con mappe 3D, satellitari o ibride)  e la fotocamera da 5 MP dotata di ottica Carl Zeiss, autofocus e doppio flash LED. A livello software, il browser, che utilizza la tecnologia Mozilla e supporta Adobe Flash, AJAX e xHTML, dovrebbe fornire un’esperienza di navigazione di assoluto livello in un device mobile.