La ricchezza funzionale alla base del successo degli smartphone

di Patrizia Godi

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Le più recenti indagini concordano nel dimostrare che gli utenti preferiscono i telefoni "intelligenti" a quelli tradizionali in virtù delle più ampie opportunità di impiego. Solo il 3% li sceglie per fare un uso prettamente business

Mentre le vendite dei tradizionali telefoni cellulari arrancano un po’, quelle degli smartphone procedono a gonfie vele. Ma cosa ha contribuito a instaurare questa tendenza? In altra parole, quali sono gli aspetti che fanno prediligere uno smartphone a un cellulare? Ma non solo. Quale tipologia di consumatore usa gli smartphone?

A queste domande ha tentato di dare una risposta la società di ricerca Crowd Science attraverso l’indagine “Smartphone Usage and Brand Study” che è stata svolta tra i mesi di maggio e giugno scorsi e che ha coinvolto un campione di persone di età superiore ai 14 anni a livello mondiale, con una sostanziale contributo di utenti statunitensi (erano circa il 50%).

All’interno di questo campione, il 40% era già possessore di smartphone mentre il restante 60% usava un tradizionale telefono cellulare ma stava valutando la possibilità di acquistare uno smartphone.

Dall’indagine emerge che l’aspetto che fa scegliere lo smartphone è la sua capacità di navigare in Internet: infatti, l’80% degli intervistati ha dichiarato di usarlo proprio per l’accesso online. Il 74% ha affermato di apprezzare molto la fotocamera integrata e il 73% la possibilità di gestire la posta elettronica. Se poi si fa un’analisi in base al brand, si nota che questi tre elementi hanno raccolto un consenso ancora più ampio presso gli utenti dell’iPhone di Apple, che erano il 13% del campione (il 9% dei rispondenti possedeva un BlackBerry).

A una certa distanza, nella classifica dei più frequenti usi dello smartphone, seguono il player Mp3 (50%), il collegamento WiFi (46%) e la connettività Bluetooth e Usb (entrambe al 37%). Questa classifica di preferenze fa intuire che lo smartphone accompagni l’utente sia nella vita lavorativa sia in quella privata: lo ha infatti confermato il 71% del campione. Mentre solo il 3% degli intervistati ha detto di usare lo smartphone solo per scopi business.

Dall’indagine di Crowd Science sembra emergere che la vasta dotazione funzionale degli smartphone (unita a proposte sempre più accattivante da parte dei carriere telefonici) sia il fattore che li fa preferire ai telefoni cellulari. Questo aspetto è confermato da un studio, condotto da J.D. Power and Associates negli Stati Uniti, che ha evidenziato come gli utenti siano alla ricerca di dispositivi sempre più ricchi di funzioni: addirittura c’è chi vorrebbe che fossero in grado di localizzare in tempo reale amici e componenti della famiglia (37%), che fungessero da chiave elettronica per entrare in casa o aprire e avviare l’automobile (27%), che consentissero di monitorare da remoto la propria abitazione (27%) e che potessero sostituire carta d’identità o passaporto (21%).

Dal lato business, invece, le funzioni più apprezzate sono state la presenza di un Gps (37%), il WiFi (25%) e le chiamate con attivazione vocale (15%). In sostanza, gli utenti sembrano dire “di funzioni più ce n’è, meglio è”. E questo è probabilmente l’elemento che avvantaggia maggiormente gli smartphone rispetto ai cellulari, perché la loro architettura li rende decisamente più versatili.

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