Overland, sulla via della seta senza piloti

di Barbara Weisz

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Parte domani da Milano diretta a Shanghai la spedizione con i veicoli di Vislab, per il trasporto merci senza guidatore. 13mila km a energia pulita

Il viaggio parte domani, da Piazza del Duomo a Milano, ma l’avventura è iniziata molto tempo prima. I ricercatori del VisLab, spin off dell’università di Parma nato nel 1990, lavorano sulla guida automatica da oltre 15 anni. E dai loro laboratori sono usciti i prototipi che domani, appunto, partono per un viaggio di 13mila chilometri dall’Italia alla Cina alimentati integralmente ad enargia elettrica e, soprattutto, senza conducente.

Le macchine robottizzate a energia pulita sono la nuova sfida della carovana di Overland, giunta alla tredicesima spedizione. Emblematico l’itinerario, da Milano, sede della prossima esposizione universale, a Shanghai, la città che ospita attualmente l’Expo e dove l’arrivo è previsto fra tre mesi.

Il progetto si chiama VIAC, che significa, VisLab Intercontinental Autonomous Challenge. Domani, a tagliare il nastro di partenza, ci sarà il sindaco di Milano, Letizia Moratti. Overland, come molti sanno anche grazie alla copertura televisiva, è un progetto nato nel 1995 su iniziativa di Beppe Tenti con l’ambizione di riscoprire il pianeta e che nelle prime undici spedizioni ha coperto 252mila chilometri, sei volte la cirocnferenza terrestre, in oltre 1100 giorni attraverso 107 paesi.

La dodicesima spedizione, in Africa, recentemente conclusa, ha compiuto altri 50mila chilometri in 30 paesi. E ora parte la nuova avventura, con i mezzi elettrici sulla via della seta, che al gusto del viaggio unisce quello della scoperta scientifica e dell’innovazine tecnologica grazie al progetto dell’Università di Parma, finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca di Bruxelles.

I 13mila chilometri di viaggio saranno una tappa intermedia del progetto che ha come obiettivo finale la guida completamente automatica dei veicoli e si concluderà nel 2013. Si tratta, in parole molto semplici, di un test, da cui gli studiosi potranno ricavare preziose informazioni sulla fattibilità.

Il coordinatore del progetto, Alberto Broggi, spiega che durante il percorso i veicoli registreranno tutti i dati, grazie a sette telecamere, sei laserscanner, GPS, IMU, e odometria completa, creando «un database unico a livello mondiale che ci permetterà di ripercorrere virtualmente tutto il percorso svariate volte». L’esperienza «su un percorso così lungo ed estremo ci permetterà di validare i sistemi che sviluppiamo sia dal punto di vista del software (dovremo affrontare situazioni e scenari stradali diversissimi) che dal punto di vista hardware (i sistemi saranno messi sotto stress continuo per tre mesi, in situazioni stradali e ambientali estreme)».

I veicoli si alimentano interamente da fonti rinnovabili: la guida automatica è autonoma dal punto di vista energetico, alimentata da un pannello solare sul tetto dei veicolo. Si tratta quindi di una mobilità sostenibile, e con notevolissime implicazioni strategiche dal punto di vista industriale. Qualche esempio: le macchine, di dimensioni ridotte, potranno essere utilizzate per la movimentazione merci nell’ultimo milgio in ambito urbano. Le tecnologie potranno essere utilizzate su altri tipi di veicoli, in agricoltura, per la movimentazione della terra, nelle costruzioni.

«Sono particolarmente orgoglioso che Erc abbia selezionato il mio progetto», conclude Broggi, perchè offre «la possibilità di spingere la nostra ricerca verso argomenti che normalmente le aziende del settore tendono a non affrontare in quanto non offrono un’applicazione a breve termine. Questo ci avvantaggerà notevolmente nel prossimo futuro, quando le aziende di veicoli svilupperanno l’interesse diretto» alle macchine automatiche.

Nella spedizione, che si fermerà in molte città lungo il tragitto, verranno sperimentati due veicoli: uno tecnologicamente più avanzato, al servizio degli esperimenti scientifici, l’altro più conservativo, per la fase di sfruttamento industriale.