Web 2.0… i manager italiani sono scettici

di Giuseppina Di Martino

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I manager nazionali si dicono poco convinti dei benefici che gli strumenti di social media possano portare alle proprie società

I manager italiani sono scettici nei confronti degli strumenti web 2.0. È quanto è emerso da una recente ricerca di Cohn & Wolfe, realizzata con il supporto tecnico di Lightspeed Research, condotta su oltre 200 utenti e consumatori online di età compresa fra i 18 e i 54 anni e su più di 80 marketing manager e communication manager di aziende operanti in Italia.

Secondo i dati raccolti, circa l’80% dei consumatori intervistati ritiene necessaria una presenza attiva e coinvolgente in social network e blog delle aziende italiane attraverso lo sviluppo di nuove modalità di interazione con i propri clienti e non solo con la creazione di “profili” intesi come vetrine statiche.

Il punto di vista dei manager è, invece, diametralmente opposto: meno del 40% dei responsabili aziendali si aspetta di incrementare le vendite attraverso il web 2.0 e ha dichiarato di prevedere a breve termine programmi di comunicazione che includano il Social Web.

Le modalità di comunicazione online prevalente rimane il sito aziendale. Quello che emerge è tanto, forse troppo, scetticismo nei confronti della rete e forti dubbi sulla capacità del networking di portare benefici in termini di margini alle proprie aziende.

In circa l’80% dei casi, ad oggi, le iniziative sul Web assorbono ancora meno del 25% degli investimenti in marketing e comunicazione. La divergenza di vedute tra manager e utenti si spiega esaminando le diverse aspettative riguardo le potenzialità del Web 2.0.:

  • i primi vedono la presenza delle imprese nei social media come un modo per diffondere e rafforzare il proprio marchio e la propria corporate reputation;
  • i secondi vedono la presenza delle imprese nei social media come opportunità per le stesse di coinvolgere i loro consumatori, anche attraverso promozioni e sconti.

È sicuramente giunto il momento per le aziende di sfruttare le nuove possibilità offerte dal Web 2.0, anche se con una buona dose di cautela, per fare marketing e per impostare una propria strategia di comunicazione se non vogliono deludere i propri consumatori.