Spam, Italia al decimo posto fra i produttori

di Claudio Mastroianni

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Una classifica di Sophos mette in ordine le dodici nazioni dalle quali parte più posta indesiderata: l'Italia è a pari merito con il Regno Unito, gli Stati Uniti sono primi

L’Italia è fra le prime nazioni colpevoli di produrre e diffondere spam nelle caselle email dei navigatori di tutto il mondo. Lo rivela Sophos, azienda impegnata nel settore della sicurezza IT, all’interno del suo resoconto sulla “sporca dozzina” di paesi legati al fenomeno spam.

A pari merito con il Regno Unito, l’Italia ha totalizzato una quota pari al 2,8% di tutto lo spam rilevato nel corso dello studio. Meglio di lei ha fatto solo l’India con il 2,5% di posta indesiderata rilevata, ma si tratta di un mercato in crescita in cui il settore informatico è in forte espansione.

Il Bel Paese è in buona compagnia: in Europa – rivela Sophos – il numero di computer “infetti” è in crescita, e questo si ripercuote sulla diffusione di minacce informatiche. I paesi europei occupano già metà della speciale classifica stilata dalla compagnia, 6 posti su 12, ma questa cifra sembra essere destinata a salire.

Resta per fortuna inarrivabile la posizione degli Stati Uniti all’interno del gruppo: gli USA si aggiudicano un totale del 19,6%, più del doppio rispetto alla seconda classificata Cina (8,4%). Ma nuovi soggetti si stanno affacciando sul mercato, come dimostra la percentuale di spam prodotto da tutti i paesi fuori classifica: il 35%, rispetto al 30,6% dello scorso trimestre. Quasi il 5% di spam in più, in appena tre mesi.