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La nuova rete Telecom, un piano moderato

di Alessandro Longo

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Il nuovo piano 2014-2016 di Telecom Italia presentato agli investitori: spinta sulle nuove reti in fibra, banda ultra larga fissa e 4G.

Accelerare sulle nuove reti fisse e mobili raggranellando soldi da ogni dove. Cercando di fare molto, con poco: con pragmatismo e senza slanci, che sarebbero del resto poco praticabili in queste condizioni. Possiamo riassumere così un giudizio sul nuovo piano Telecom Italia, presentato giovedì sera agli investitori, per il 2014-2016.

Fibra: la copertura

C’è una buona notizia, non inganniamoci: «Telecom Italia sta puntando più che può sulle nuove reti in fibra, che nel 2016 arriveranno a una copertura buona, sebbene in ritardo rispetto agli altri grandi Paesi europei», nota Cristoforo Morandini, di Between-Osservatorio Banda Larga.Tema cruciale per lo sviluppo dell’economia italiana. E non solo perché – cosa ormai scontata per gli esperti – le infrastrutture sono il volano necessario per ogni progresso dei servizi digitali (delle aziende e delle pubbliche amministrazioni; nel segno soprattutto del Cloud e del Mobile).

Ma anche perché lo sviluppo della rete Telecom Italia coincide con quello della rete italiana tout court.

Vediamo la seguente tabella, che ho stilato con l’aiuto di Telecom e di Fastweb. Riguarda la copertura in fibra ottica (almeno 30 Megabit) sulla popolazione (milioni di persone).

FASTWEB Telecom Italia Copertura nazionale
2013 3.8 4.0 4.0
2014 5.5 6.5 6.5
2015 8.5/9.0 8.5/9.0

Banda Larga: le offerte

Telecom ha cominciato a mettere la Vdsl2 30 Megabit nelle case già raggiunte da fibra di Fastweb, il quale a sua volta sta coprendo con Vdsl2 zone già interessate dai piani Telecom. Insomma c’è una sovrapposizione quasi totale delle due coperture, da qui al 2015, quindi nel prevedibile futuro la copertura nazionale in fibra Telecom coinciderà con quella dell’Italia. E dopo?

Il Piano Telecom

Per ora si sa quanto detto dall’operatore giovedì: investirà 1,8 miliardi di euro 2014-2016 in banda ultra larga fissa per raggiungere il 50% della popolazione (12,4 milioni di case). Nuovi investimenti possibili grazie all’emissione di un bond da 1,3 miliardi di euro, alla vendita delle torri, dei multiplex e di Tim Argentina. Telecom si sta concentrando sugli obiettivi con tutte le armi che ha, liberandosi del liberabile. Punta quindi sulle nuove reti in Italia e in Brasile perché è qui che vede i soli spiragli per il futuro dell’azienda.

Nota bene, c’è un asterisco nel piano presentato da Telecom: quella quota del 50% la raggiungerà anche grazie ai fondi pubblici (quelli già stanziati dalle Regioni e quelli in arrivo con la programmazione europea 2014-2020). Insomma, è tutto quanto possiamo aspettarci: per andare oltre il 50% dobbiamo sperare in un surplus di fondi europei, nell’intervento dello Stato nelle zone a fallimento di mercato oppure in un rilancio del piano fibra Metroweb (per ora bloccato a Milano).

Telecom  ha detto giovedì anche che coprirà l’80% della popolazione con il 4G, nel 2016, investendo 900 milioni di euro. Bene, anche se per ora questa tecnologia non dà velocità reali paragonabili alla fibra. La coperta è corta, da molti punti di vista. Ma è quello che abbiamo al momento e, almeno, da parte di Telecom è indubbio l’intento di spingere quanto più possibile nella direzione delle nuove reti.