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Banda larghissima italiana a prezzo moderato

di Alessandro Longo

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Il prezzo della banda larghissima italiana? Sarà moderato. Uno sguardo alle offerte attuali e alle prospettive a breve e medio termine.

Sembra proprio che non costerà poi tanto, in Italia, la banda larghissima di primo livello, quella che gli operatori offriranno con circa 30-50 Megabit in download e 3-10 Megabit in upload. Buone notizie per le PMI, insomma.

Previsione facile guardando alle prime offerte dei concorrenti e ai vari annunci di AgCom (Autorità garante delle comunicazioni) a loro favore.

I primi indizi sui prezzi, invece, non è che fossero tanto positivi.

Telecom Italia ha prezzato la propria fibra 30/3 (Vdsl2: fibra fino agli armadi stradali soltanto) circa 15 euro al mese più cara dell’Adsl.

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«Telecom si è posto così nella fascia alta dei prezzi banda larghissima, in Europa. Ma era una mossa ovvia: doveva partire alto per poi eventualmente scendere, man mano che cambia la concorrenza e mutano le condizioni regolamentari», spiega Cristoforo Morandini, di Between-Osservatorio Banda Larga.

Più di recente però è arrivata la Vdsl2 di Fastweb, che sta cominciando a cablare le prime città, Brescia, Livorno, Monza, Pisa, Varese e Verona (con una rete che si somma a quella sua storica fiber to the home).

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E ha deciso di applicare alla Vdsl 20/10 Megabit un prezzo di 5 euro al mese superiore rispetto all’Adsl. Tutti gli studi confermano che 5 euro al mese è il premium price minimo che un utente è disposto a pagare e anche la soglia minima da cui un operatore può pensare di ritornare nell’investimento sulla fibra.

Non solo: Vodafone e Wind hanno annunciato offerte a 45 euro al mese, fibra nelle case a 100/20 e 100/10 Megabit rispettivamente, a Milano. Vodafone le ha già lanciate, Wind lo farà a giugno. E’ un prezzo di appena 10 euro al mese in più rispetto all’Adsl, per una banda larghissima di secondo livello.

Certo, probabilmente in città diverse da Milano – meno infrastrutturate e con meno concorrenza – costerà di più, ma è comunque è una mossa significativa.

Infine, Agcom: ha annunciato che di anno in anno spingerà in basso i prezzi a cui i concorrenti possono usare la nuova rete Telecom per offrire a loro volta banda larghissima Vdsl2. Già nel corso di quest’anno premerà, con le proprie delibere, perché i prezzi Telecom 2013 all’ingrosso siano inferiori a quelli 2012.

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Insomma, è probabile che le offerte dei concorrenti costeranno tutte 5-10 euro al mese in più dell’Adsl e certo meno di quelle Telecom. In Italia del resto sarà difficile trovare anche utenti disposti a pagare 5 euro al mese in più. Persino tra le aziende, di questi tempi, c’è chi si farà bastare un’Adsl.

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