Timbri digitali per il documento cartaceo

di Andrea Spiezia

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Il documento elettronico si diffonde rapidamente in molte strutture pubbliche. Ma spesso si rende necessario il passaggio dal formato elettronico a quello cartaceo. Intervengono i timbri digitali

Supporta gli standard industriali di uscita sequenziale in modo da definire pagine di codice internazionale e speciali schemi di codifica. PDF417 è usato per codificare file di dati contenenti fino a 2.000 caratteri con densità di 70/80 caratteri per cm quadro. Applicazioni di enorme interesse nei settori trasporti, spedizioni e nel campo della prevenzione sanitaria.

Bidimensionali a matrice: MaxiCode è una simbologia bidimensionale a matrice che contiene un numero fisso di moduli esagonali scuri e chiari. MaxiCode possiede, al centro del simbolo, un pattern definito bulls eye finder. Il simbolo è di una dimensione fissa ed è necessario un dispositivo a lettura bidimensionale, come ad esempio una telecamera CCD, per leggere questa simbologia. MaxiCode è stato creato con una capacità di correzione a due livelli, selezionabili. Supporta gli standard industriali di uscita sequenziale in modo da definire pagine di codice internazionale e speciali schemi di codifica. MaxiCode viene usato per codificare informazioni specifiche relative a indirizzi e clienti su pacchi in spedizione scannerizzati a velocità elevata su nastri trasportatori.

Per realizzare il processo descritto è chiaramente necessario l’uso di una stampante e di uno scanner, ma questi sono dispositivi già normalmente usati dalle aziende e dai privati, e il loro costo ? comunque non elevato ? può essere considerato un investimento per ottenere un grado di sicurezza sui documenti cartacei molto superiore a quello attuale. Più complesso è il problema dell’interoperabilità. Il meccanismo descritto funziona solo se tutti i soggetti coinvolti dispongono della stessa tecnologia o di tecnologie compatibili tra loro. Tuttavia, sono oggi presenti sul mercato numerose tecnologie e formati di timbri digitali alternativi tra loro e ci vorrà del tempo prima che si arrivi ad uno standard de facto.

Questa soluzione non deve essere vista in controtendenza rispetto al processo di dematerializzazione dei documenti nella Pubblica Amministrazione, ma anzi propedeutico ad esso. Infatti questo tipo di soluzioni consente di procedere alla dematerializzazione con gradualità, tenendo conto che gli investimenti necessari alla transizione dal supporto cartaceo a quello elettronico costituiscono spesso un vincolo economico molto forte a tale transizione. Si deve insomma essere realisti e tener conto che non tutte le amministrazioni, e i cittadini, sono immediatamente in grado di adottare sistemi di gestione della documentazione completamente digitali.