Infrastrutture, cosa fare entro il 2010, l’esempio del Ministero della Giustizia

di Noemi Ricci

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Con le linee strategiche pubblicate per il triennio 2008-2010 il CNIPA chiede alle PPAA di razionalizzare le proprie infrastrutture IT e fornisce anche un sostegno diretto a iniziative pilota

Si è voluto accentrare, riunire all’interno dei cosiddetti distretti di corte di appello (che corrispondono più o meno alle regioni italiane) i servizi informativi principali, questo per ridurre i costi di gestione e la complessità gestionale (migliore governance).

La distrettualizzazione e il consolidamento che si deve applicare ha tante declinazioni, dal punto di vista fisico, bisogna far migrare le macchine dalle sale periferiche (circondariali) a quella distrettuali. Ovvero è necessario scrivere applicazioni che siano adeguate e funzionali non a livello di singolo ufficio ma a livello di distretto, questo è un punto importante perché molte delle applicazioni che girano nel Ministero della Giustizia sono legacy, create a livello amatoriale, oppure per iniziativa di procuratori o presidenti di tribunali all’avanguardia.

Queste applicazioni sono vecchie applicazioni degli anni ’90 nate per lavorare su server collocati sulle lan dell’edificio, sono macchine che non possono funzionare su sistemi su rete geografica perché anche provvisti di banda infinita sono sensibili alla latenza.

Insieme a quello fisico è necessario un consolidamento logico che preveda l’uso di tecniche di virtualizzazione. Le tecniche di virtualizzazione devono essere molteplici perché occorre una virtualizzare sia lato server, quindi creare macchine virtuali che sostituiscano i server fisici, ma si può pensare anche a virtualizzare lato client, che può consentire di ovviare al problema delle applicazioni legacy sensibili alla latenza, avvicinando i client ai server.

Tra le principali problematiche vi è la scelta del sito, complicata dalla presenza dei comuni, attualmente le sale server del Ministero della Giustizia sono del tipo “in house”, cioè gestiti e manutenuti dal Ministero, anche se in realtà secondo una legge del 91 sono di proprietà dei comuni.

Secondo l’opinione di Francesco Baldoni, l’amministrazione della giustizia potrebbe trarre giovamento ad accedere a server farm esterne, sale server già pronte presenti in tutta Italia con molti requisiti, soprattutto in termini di sicurezza, ma ci si deve scontrare con l’avversione di molti dirigenti degli uffici nel far migrare la propria base di dati in una sala esterna.

Un altro problema di fondamentale importanza risiede nella ricerca dei finanziamenti e nella scelta di affidarsi alle Amministrazioni locali o a sponsor esterni.

In questo è venuto incontro il CNIPA con un progetto e uno studio di fattibilità di sulle sale server distrettuali,l’iniziativa rientra nel protocollo di intesa tra il Ministro per le riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione e il Ministro della Giustizia per la realizzazione di interventi di digitalizzazione, evoluzione e integrazione dei sistemi informativi dell’Amministrazione della Giustizia. Il progetto è stato dunque finanziato dal CNIPA e affidato ad un gruppo di lavoro con partecipazione congiunta di personale CNIPA e Ministero della Giustizia e con il supporto della società americana Booz Allen Hamilton.

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