Lo stato della carta d’identità digitale in Italia

di Redazione PMI.it

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Cos'è e come funziona la carta d'identità elettronica? Un approfondimento degli aspetti tecnici del nuovo documento, la cui fase di sperimentazione finirà nel 2009

A che punto siamo

La Carta di Identità Elettronica, vista dal Ministero dell’Interno come una carta dei diritti del cittadino, potrà esserlo anche per i cittadini stranieri. Potrà infatti essere affiancata al Permesso di Soggiorno Elettronico (PSE), consentendo anche ai cittadini non italiani di usufruire degli stessi servizi telematici resi disponibili dalle Pubbliche Amministrazioni. Intanto slitta al 31 dicembre 2008 la data a decorrere dalla quale non sarà più consentito l’accesso ai servizi erogati in rete dalle Pubbliche Amministrazioni con strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi (Codice dell’amministrazione digitale, articolo 4, comma 27).

A contestare il progetto italiano della CIE promosso dal Ministro Stanca, è già intervenuto qualche tempo fa la Free Software Foundation Europe, in quanto l’utilizzo della carta sarebbe vincolato dal possesso di programmi proprietari resi disponibili unicamente su piattaforme Windows di Microsoft. L’istallazione sui computer di un prodotto software è necessario per l’interfacciamento con la carta stessa da parte di enti pubblici e cittadini privati. Per il momento però sembrano disponibili solo moduli per il sistema operativo della Microsoft, mentre non sussistono particolari informazioni riguardo alla portabilità su altre piattaforme.

La Free Software Foundation Europe non ritiene accettabile ne che l’accesso a dei servizi pubblici sia reso disponibile solo ad un determinato tipo di utenti, proprietari di un certo sistema operativo, ne tantomeno che gli enti pubblici, in prospettiva, siano così vincolati ad usare solo software Microsoft. Chiede quindi che la distribuzione del programma avvenga come software libero, pubblicando le specifiche di interfacciamento per soluzioni alternative a Windows.

Tra le maggiori criticità riscontrate dal progetto ci sono l’organizzazione e i costi di un progetto che si sovrappone ad altri due molto simili, come la Carta Nazionale dei Servizi e la tessera Sanitaria (in cui troppo spesso le competenze dei diversi Ministeri sono entrate in conflitto) e la mancanza di servizi. Infatti i Comuni minori riscontrano problemi sia tecnologici che economici nel fornire i servizi avanzati che richiedono l’uso della CIE, poiché rispetto a quelli di maggiori dimensioni non godono di una diffusione del nuovo strumento tale da giustificare un così ingente investimento.

Il costo di emissione della Carta di Identità Elettronica è stato fissato, con il decreto del 16 febbraio 2007 del Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero dell’Interno ed il Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, pubblicato sulla G.U. N.61 del 14.03.07. L’importo da porre a carico dei richiedenti è di Euro 20.00, cui vanno sommati i costi sostenuti dal Comune.

La fine della sperimentazione è prevista per il 2009. Quando tutte le vecchie carte d’identità in forma cartacea saranno sostituite dal nuovo formato, la CIE promette di migliorare i rapporti fra cittadino e le Pubbliche Amministrazioni, incentivando l’utilizzo della rete telematica anche per le operazioni più complesse, che richiedano l’invio di istanze, dichiarazioni, comunicazioni, l’effettuazione di pagamenti e quant’altro.