Lo stato della carta d’identità digitale in Italia

di Redazione PMI.it

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Cos'è e come funziona la carta d'identità elettronica? Un approfondimento degli aspetti tecnici del nuovo documento, la cui fase di sperimentazione finirà nel 2009

Il tempo di emissione di ogni documento è di 20 minuti circa, su di essa sono impresse le seguenti generalità: cognome e nome; luogo e data di nascita; numero dell’atto di nascita; sesso; altezza; codice fiscale; indirizzo; comune di residenza; cittadinanza. Gli stessi dati sono inoltre memorizzati anche nel microchip e nella banda ottica a lettura laser con capacità di memoria di circa 1,8 MByte (la cui gestione è monopolio di una azienda americana, la LaserCard, che è l’unica produttrice mondiale di tale tecnologia) presenti sulla carta. La presenza di questa doppia tecnologia permette di garantire sia la sicurezza, poiché la banda non consente manomissione, che l’accesso ai servizi in rete, poiché il chip può essere letto in maniera semplice ed economica.

Nella carta devono inoltre essere contenute le seguenti informazioni: la dizione della Repubblica Italiana; il comune di rilascio del documento; il numero assegnato al documento; la fotografia del titolare, il cui formato deve essere 23x28mm-200dpi16MI di colori (a 24 bit) e non sarà più necessario fornire le fototessere, in quanto verranno acquisite direttamente in fase di rilascio; data di emissione e scadenza documento; validità per l’espatrio o eventuale annotazione in caso di non validità; firma del titolare.

Il microchip della CIE contiene un’altra importantissima informazione, ovvero l’impronta digitale dell’indice sinistro del titolare della carta, acquisita tramite lettura ottica. La presenza del microchip gioca inoltre un ruolo cruciale nell’assicurare una utilizzazione sicura del documento, poiché in esso sono memorizzati i tre codici personali e segreti forniti al momento del rilascio. Le chiavi crittografiche permetteranno al titolare della carta di identificarsi in maniera univoca presso sistemi automatici. La presenza delle chiavi private dell’utente nel microchip eviterà che queste possano essere estratte dalla carta, rendendo più sicuro il loro utilizzo, garantendo anche una migliore protezione dei dati presenti. In futuro il microprocessore potrà contenere anche dati e servizi aggiuntivi, come ad esempio la firma digitale.

Il nuovo documento d’identità digitale potrà contenere, a richiesta dell’interessato i seguenti dati sensibili: l’indicazione del gruppo sanguigno; le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge; i dati biometrici indicati col DPR che definisce le caratteristiche della Carta, con esclusione, in ogni caso, del DNA; le informazioni e le procedure informatiche necessarie alla Pubblica Amministrazione e da altri soggetti per la firma elettronica; altri dati utili per la semplificare e velocizzare le operazioni amministrative e i servizi resi al cittadino, anche per mezzo della rete, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza.