Utenti GMail a rischio privacy per degli attacchi dalla Cina

di Giuseppe Cutrone

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Un nuovo capitolo della questione privacy che vede implicata in Cina Google e i suoi servizi potrebbe aprirsi nelle prossime settimane. Archiviata infatti con una pace che sa di tregua la diatriba apertasi a cavallo tra la fine dello scorso anno e gli inizi di quello in corso, sembra che il vento della polemica sia tornato a soffiare per presunti attacchi dalla Cina su un servizio di Google: GMail per l’occasione.

Pare infatti che, fin dai mesi scorsi, alcune caselle di posta GMail in uso a diversi utenti dislocati un po’ in tutto il mondo possano aver subito degli attacchi nel tentativo di accedere indebitamente alla posta elettronica e spiare così eventuali comunicazioni dei legittimi titolari dell’account.

La stessa Google si è prodigata di inviare un messaggio a tutti gli utenti coinvolti avvisandoli dei tentativi di accesso non autorizzati alle loro caselle email provenienti, a quanto pare, dalla Cina. Uno degli utenti in questione, il cui account è stato violato per ben tre volte, è stato Alexander Hanff di Privacy International, un avvocato specializzato in diritto della privacy residente in Gran Bretagna.

L’uomo, che ha dichiarato di non utilizzare la sua casella di posta per questioni di lavoro, è solo stato uno dei tanti obiettivi colpiti negli scorsi mesi, dato che giunge notizia di come altri personaggi di spicco in diversi settori e residenti in USA, Europa, Canada e altri paesi hanno subito lo stesso “trattamento”.

Per Hanff non è detto che gli attacchi siano collegati con la sua attività lavorativa, questo nonostante qualcuno cerchi di collegare la presenza dell’avvocato inglese al recente vertice tra Unione Europea e Cina “Human Rights Network”.

Da Google nessuno ha comunque commentato la vicenda, scegliendo la via del silenzio forse per non alimentare ulteriori e poco gradite polemiche. Tuttavia, se le violazioni continueranno o se sarà accertata la presenza di esponenti del governo di Pechino dietro agli attacchi, appare chiaro che si aprirà un nuovo fronte di una questione in grado di richiamare nuovamente l’interesse della politica internazionale.