Più di 1 teenager su 6 ha avuto a che fare con l’hacking

di Matteo Ratini

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Secondo quanto è emerso da recenti ricerche, sono sempre più i giovani hacker che non si rendono conto della gravità dei loro comportamenti al limite con la pirateria informatica

Quello che è emerso da una ricerca effettuata da Tufin Technologies sugli abitanti di New York cambia la concezione comune riguardo alle nuove strategie di hacking portate avanti principalmente, se non unicamente, da organizzazioni criminali di alto livello: il 16% dei giovani intervistati, infatti, ha dichiarato di aver provato almeno una volta qualche operazione di questo tipo, mentre ben il 39% lo ritiene un comportamento di cui andare fieri.

Monique Nelson, Chief Operating Officer dell’organizzazione di sicurezza online WebWiseKids.org, ha fatto sapere che probabilmente i ragazzi non si rendono conto dei rischi cui vanno incontro per colpa degli sviluppi tecnologici, i quali rendono estremamente semplice compiere operazioni criminali online, anche senza avere alcuna preparazione in merito.

Considerando inoltre che il 7% dei teenager ha ammesso di aver compiuto attacchi informatici per soldi, mentre il 6% crede addirittura di poter fare carriera in questo modo, viene da chiedersi se non si stia andando incontro a una desensibilizzazione riguardo questo tema di forte attualità: a far riflettere ulteriormente su questo problema è che la stessa intervista effettuata su studenti inglesi ha riportato valori ancora più inaspettati.

A Londra un ragazzo su quattro ha dichiarato di aver a che fare con i crimini informatici, in particolare riguardanti il social network Facebook e gli account email dei loro amici. Ruvi Kitov, CEO di Tufin Technologies, conclude ponendo l’accento sul fatto che i giovani trovano spesso un motivo valido per le loro azioni, non curandosi delle conseguenze sociali e penali cui vanno incontro:

Nel corso degli anni, l’hacking è passato da “script kiddies” che mostravano le proprie capacità a criminali che fanno hacking per guadagnare. Che il loro target siano le proprietà intellettuali di una società, l’accesso a un conto bancario, una pagine su Facebook, il nostro lavoro di professionisti della sicurezza informatica è fermare gli hacker. Dobbiamo mettere in testa ai nostri figli che non importa quali siano i loro intenti, ottenere un accesso non autorizzato all’account di un’altra persona è sbagliato e illegale.