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Green Pass Covid: guida ai casi particolari

di Barbara Weisz

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Minori, guariti con e senza prima dose, viaggiatori intra ed extra-UE, italiani vaccinati all'estero: le regole sul Green Pass Covid nei casi particolari.

Regole diverse per gli italiani vaccinati all’estero, i bambini che viaggiano con i genitori, le persone guarite dal Coronavirus con e senza prima dose: il Green Pass Covid, da giovedì primo luglio valido per viaggiare in tutta l’Unione Europea, prevede una serie di casi particolari con tempistiche diverse (alcune ancora in via di definizione) rispetto alla regola generale, in base alla quale la Certificazione Verde Covid-19 italiana (analogamente a quella UE) attesta la vaccinazione, l’avvenuta guarigione, oppure un tampone negativo recente; è valido per spostarsi liberamente sul territorio nazionale (se dovessero tornare le zone rosse o arancioni), partecipare ad eventi che lo richiedono (banchetti), far visita ad anziani e malati in case di riposo e lunga degenza; consente di viaggiare nella UE senza tampone o quarantena (la validità dipende dalla tipologia di certificato: nove mesi per chi è vaccinato (ciclo completo), sei mesi per chi è guarito, 48 ore per il tampone).

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Caso 1: guariti senza vaccino

E qui c’è una prima casistica particolare, relativa a coloro che sono guariti dal Covid. Se non hanno fatto alcuna vaccinazione, hanno diritto a un green pass valido per sei mesi dalla negativizzazione del tampone. Il certificato, come quello di avvenuta vaccinazione, viene emesso automaticamente dalla struttura che ha attestato la guarigione (ad esempio l’ospedale), oppure dal medico di famiglia o dal pediatra per chi si è curato a casa. Quindi, anche a queste persone dovrebbe arrivare l’SMS oppure la mail del Ministero della Salute (mittente [email protected] per la email e Min Salute per gli SMS). Dopo aver ricevuto l’avviso, è possibile scaricare il certificato online, via app, oppure richiederlo al medico a in farmacia. In teoria, a tutti coloro che sono guariti dal Covid negli ultimi sei mesi, dovrebbe essere arrivato entro il 28 giugno il messaggio. In caso contrario, è possibile rivolgersi alla struttura che ha attestato la guarigione, per avere informazioni più precise.

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Caso 2: guariti con unica dose

Nelle ultime settimane si è presentato il caso di coloro che, dopo essere guariti, hanno anche ricevuto la prima dose di vaccino, che in questa specifica situazione è anche l’unica. Arrivava un certificato valido solo fino alla somministrazione della seconda dose, come avviene per il green pass vaccinati, generando una certa confusione. C’è stata una correzione di questa procedura, per cui entro il 30 giugno a tutte queste persone dovrebbe essere arrivata una nuova Certificazione valida per nove mesi dalla somministrazione della dose di vaccino, in sostituzione di quella eventualmente già ricevuta con indicazione a completare il ciclo vaccinale con una seconda dose.

Caso 3: vaccinati all’estero

Altro caso: i cittadini italiani vaccinati all’estero. Il Ministero della Salute sta individuando la procedura, anche in accordo con gli Affari Esteri. Il Regolamento Europeo prevede un’introduzione graduale dell’EU Digital Covid Certificate e quindi i certificati COVID-19 rilasciati da uno Stato membro prima del 1° luglio 2021 sono accettati dagli altri Stati UE fino al 12 agosto 2021. Significa che, nel caso in cui il vaccino sia avvenuto in uno Stato comunitario, la certificazione è valida fino al 12 agosto. In ogni caso, è previsto che entro al fine di luglio possa essere operativa una soluzione tecnica e organizzativa definitiva per il rilascio della Certificazione ai cittadini italiani vaccinati all’estero.

Caso 4: minori in viaggio

Le regole per i minorenni. I bambini fino a 6 anni possono viaggiare e spostarsi liberamente senza bisogno di fare il tampone o di ottenere il Certificato. Dopo questa età, invece, ci vuole il tampone. I ragazzi sopra i 12 anni possono anche avere il proprio Green Pass di avvenuta vaccinazione, perché l’EMA (Agenzia europea del farmaco) ha autorizzato la somministrazione del siero (che non è invece prevista sotto i 12 anni).

Caso 5: turisti stranieri

Infine, alcune informazioni utili per chi viaggia in Italia. Dal primo luglio il Certificato UE consente l’ingresso a chi proviene da uno dei 27 Paesi dell’Unione Europea, dai Paesi terzi dell’area Schengen (Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein) oltre ad Andorra e Principato di Monaco. E’ possibile entrare in Italia anche con certificazioni emesse da Israele, Stati Uniti, Giappone e Canada. In tutti gli altri casi, bisogna controllare quali sono le regole specifiche applicate dal Governo Italiano nei confronti di viaggiatori che provengono dal proprio Paese (con eventuale obbligo di tampone e quarantena).

Importante: il green pass deve riferirsi ad uno dei quattro vaccini approvati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA): Comirnaty di Pfizer-BioNtech, Moderna, Vaxzevria (AstraZeneca), Janssen (Johnson & Johnson). Come detto, fino al 12 agosto è possibile viaggiare in Europa anche senza Certificazione verde Covid-19 esibendo le certificazioni di completamento del ciclo vaccinale, di guarigione o di avvenuto test rilasciate dalle strutture sanitarie, dai medici e dalle farmacie autorizzate. Per tali certificazioni valgono gli stessi criteri di validità e durata della Certificazione verde.