Tasi in ritardo: come correre ai ripari

di Teresa Barone

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Ultimo giorno per versare la prima rata della Tasi, anche se non in tutti i Comuni: ecco cosa possono fare i contribuenti ritardatari.

Ci siamo. Il 16 ottobre scade il termine per versare l?acconto sulla Tasi nei Comuni che hanno reso note le aliquote entro il 10 settembre 2014. Sono 5279 località, tra le quali figurano anche Roma, Milano e Firenze, mentre in altri 2181 Comuni i cittadini hanno già pagato la prima tranche dell?imposta a giungo.

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Nei Comuni che non hanno ancora deliberato le aliquote, invece, la Tasi si dovrà versare in un?unica soluzione entro il 16 dicembre, quando scadrà anche la seconda rata.

E se il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato online tutte le tariffe stabilite dai Comuni, c?è già chi si informa per verificare come correre ai ripari in caso di mancato versamento dell?imposta entro i termini stabiliti dal Governo, tassa obbligatoria per tutti i proprietari di prime case e, ove stabilito, anche dagli inquilini in affitto.

Chi non verserà la prima rata della Tasi entro il 16 ottobre non potrà appellarsi all’articolo 10 dello Statuto dei contribuenti per evitare sanzioni, ma dovrà fare riferimento al ravvedimento operoso: la sanzione ordinaria del 30% è limitata allo 0,2% per ciascun giorno di ritardo (più gli interessi legali) fino ai primi 14 giorni successivi alla scadenza, mentre sale al 3% a partire dal quindicesimo giorno di ritardo fino al trentesimo, arrivando fino al 3,75% dal trentunesimo in poi.

In ogni caso, è sempre preferibile accertarsi che l?amministrazione comunale non abbia già disposto l?avvio di istruttorie per il recupero dei crediti.

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I contribuenti che, invece, avranno versato più del dovuto calcolando erroneamente la prima rata, potranno “far quadrare i conti? durante il calcolo del saldo di dicembre.