Decreto PA: novità per il pubblico impiego

di Teresa Barone

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Il CdM dà il via libera per il Ddl per la riforma della PA: mobilità per gli statali, dirigenti licenziabili e taglio dei permessi sindacali.

Via libera al disegno di legge che detta le regole per la riforma della Pubblica Amministrazione: il Consiglio dei Ministri ha approvato il Ddl delega in 44 punti che introduce importanti novità per i lavoratori statali e i dirigenti pubblici.

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È il premier Matteo Renzi ad annunciare l?avvio di misure per favorire il ricambio generazionale e incentivare 15mila nuove assunzioni, facendo lega sulla «modifica dell’istituto del trattenimento in servizio», anticipando anche i prossimi passi del Governo: riforma del Welfare e della Giustizia entro giugno, decreto Sblocca-Italia entro luglio e specifici provvedimenti sulla scuola.

Per quanto riguarda il pubblico impiego, il decreto impone l?abolizione del trattenimento in servizio a partire dalla fine di ottobre, una misura che avvierà il ricambio generazionale creando almeno 15 mila posti di lavoro.

La mobilità per i dipendenti statali sarà obbligatoria fino a 50 chilometri, mentre non esisterà più la suddivisione in fasce per i dirigenti che avranno un ruolo unico: in caso di inattività prolungata scatterà il licenziamento.

I permessi sindacali saranno dimezzati a partire dal 1 agosto e i lavoratori statali con i requisiti per la pensione anticipata potranno essere allontanati dal servizio anche se non avranno ancora maturato l?età per richiedere il trattamento pensionistico (sono inclusi anche i professori universitari, i dirigenti medici responsabili di struttura e il personale attivo nelle Autorità Indipendenti).

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In materia di concorsi pubblici, invece, il decreto stabilisce che non potrà essere indetto alcun concorso fino a quando tutti i vincitori dei bandi precedenti non saranno regolarmente assunti.

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