Staffetta generazionale nella PA

di Teresa Barone

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Il Ministro Madia rilancia il progetto staffetta generazionale per rinnovare il pubblico impiego e tagliare i costi, ma non mancano le perplessità.

Nonostante le numerose polemiche il Ministro della PA Marianna Madia sembra voler proseguire secondo le linee guida annunciate, proponendo la staffetta generazionale come strategia ideale per riformare il pubblico impiego portando risparmi e rinnovamento.

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Dal punto di vista della riduzione della spesa pubblica, infatti, la staffetta (che prevede un «processo di riduzione non traumatica dei dirigenti e, più in generale, dei dipendenti vicini alla pensione, per favorire l’ingresso di giovani») favorirebbe un notevole risparmio grazie alla differenza tra i compensi versati attualmente e le retribuzioni che spetterebbero ai nuovi assunti, tenendo conto anche dei prepensionamenti.

Il progetto, tuttavia, non è stato accolto positivamente dalla Ragioneria di Stato: numerose le perplessità avanzate da Francesco Massicci, a capo dell’Ispettorato Generale per la Spesa Sociale:

«Se si mandano via persone che non vengono rimpiazzate viene meno lo stipendio e la pensione ed è un costo neutrale. Ma se mando via persone che devo sostituire devo pagare lo stipendio, la pensione e la buonuscita e la legge deve prevedere una copertura. Non conosco le proposte e non sono nelle condizioni di poter valutare.»

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