Decreto Sanità: ok dal CdM, medici di base h24

di Teresa Barone

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Il CdM approva il decreto Balduzzi dando inizio all?era dei medici di famiglia operativi 7 giorni su 7 e 24 ore su 24: fascicolo elettronico rimandato al dl sull?Agenda Digitale.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulla Sanità: via libera alla riforma voluta dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, contenente numerose novità a partire dalla riorganizzazione del lavoro dei medici di base, che saranno attivi 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

Il decreto legge sulla Sanità prende quindi forma con il si del CdM e il consenso del premier Mario Monti: il testo si basa sul concetto di “assistenza virtuosa? e sulla semplificazione dei rapporti tra medico e paziente, tra amministrazioni sanitarie e cittadini. Fa parte del testo di legge anche la nuova normativa che introduce le cartelle cliniche elettroniche, una risorsa che agevolerebbe l?archiviazione digitale della storia medica di un paziente, in modo tale da metterla a disposizione dei professionisti anche in sedi diverse. Questo provvedimento sarà tuttavia inserito nel decreto legge inerente l?Agenda Digitale attualmente in lavorazione.

Così il Ministro Balduzzi ha commentato l?approvazione del decreto legge:

«Spendere meno per spendere meglio è il filo conduttore del provvedimento che comincia con il riordino dell’assistenza territoriale e del sistema delle cure primarie. Un complemento virtuoso dell’assistenza ospedaliera virtuosa. La strutturazione dei medici di famiglia 24 ore su 24, 7 giorni su 7, esprime il messaggio: una nuova alleanza tra utente e medici di famiglia che richiede un’organizzazione integrata della medicina di famiglia.»

Il decreto contiene anche altre novità che riguardano le regole sulla distanza di sicurezza delle sale giochi da scuole, università, ospedali e luoghi di culto (ridotta da 500 a 200 metri), con l?applicazione solo agli esercizi di nuova creazione. Ferree limitazioni vengono imposte anche alla pubblicità dei giochi con vincite in denaro, non solo come forma di tutela per i minori ma anche per limitare i casi di dipendenza dal gioco.