Spending review: l?Inps taglia gli immobili

di Teresa Barone

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L?Inps partecipa alla spending review ordinando imponenti tagli agli immobili strumentali: meno 229 mila metri quadri entro il 2014, per un risparmio di 32 milioni di euro annui.

La spending review coinvolge anche l?Inps, che prende posizione e propone il suo piano per tagliare la spesa pubblica dando il buon esempio agli altri Enti Nazionali. Entro il 2014, infatti, l?Inps abbandonerà circa il 10% delle strutture immobiliari delle quali usufruisce attualmente con un risparmio di 32 milioni di euro annui (24 milioni destinati alle spese minori di funzionamento e 8 milioni per gestire le nuove locazioni).

Con questi tagli agli immobili previsti dal piano immobiliare della spending review, l?Inps perderà 78 delle 680 strutture usate oggi, in particolare entro il 2014 saranno oltre 229.000 i metri quadrati persi. Gli immobili complessivi sono strutture di proprietà ma anche locali in affitto e immobili iscritti al Fondo immobili pubblici.

Intanto, sembra che presto questa strategia di risparmio coinvolgerà anche Inpdap e Enpals, al fine di accorpare le sedi dei due Enti e ottenere un rientro importante di risorse economiche pubbliche, come ha sottolineato il Presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua.

«Finora siamo intervenuti solo sulle sedi delle direzioni regionali e provinciali. Mancano ancora le agenzie e con l’arrivo di Inpdap e Enpals si dovrà rivedere ulteriormente il piano. L’accorpamento delle sedi tra i due enti principali potrà portare a risparmi enormi. Tutto ciò è stato possibile perché abbiamo deciso di farlo. Si sarebbe potuto e dovuto fare anche prima ma evidentemente non c’era la volontà.»

Fondamentale per mettere in atto il riordino degli immobili strumentali è senza dubbio il controllo e l?eliminazione di delle sedi provinciali superflue, così come la centralizzazione e delocalizzazione degli archivi, concetto ribadito dallo stesso Mastropasqua.

«Gli spazi adibiti al pubblico invece resteranno inalterati. Si ridurranno invece gli spazi desinati alle organizzazioni sindacali e ai circoli ricreativi lasciando solo quelli previsti da leggi e contratti.»

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