Prato, due progetti per l’integrazione

di Alessia Valentini

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La formazione di amministratori condominiali e l'integrazione economica dell'imprenditoria cinese. Sono i due progetti del comune di Prato finanziati da ministero dell'Interno e Unione Europea.

La formazione come strumento di contrasto dei conflitti e per favorire l’integrazione fra diverse culture: questo è l’obiettivo del finanziamento di 200mila euro concesso al comune di Prato per la realizzazione di due progetti ministeriali. I fondi arrivano dal Ministero degli Interni e dall’Unione Europea e vengono destinati alla formazione di amministratori condominiali preparati per la mediazione di conflitti culturali, e all’integrazione del distretto tessile.

I finanzimenti sono stati destinati al Comune di Prato in qualità di capofila. Nella cittadina toscana infatti il problema dell’integrazione è particolarmente sentito visto che secondo l’ultimo rapporto sull’imprenditoria straniera realizzato dalla Camera di Commercio locale una impresa su quattro è straniera, e su 7019 imprese straniere che hanno sede nel territorio (dato di fine 2009) circa 4460 sono cinesi.

Il primo passo verso l’integrazione era stata l’attivazione del servizio di mediazione culturale, sia in lingua cinese che araba, e la realizzazione di un depliant in cinese e italiano sul fare impresa inviato a tutte le imprese.

Quanto ai due progetti appena finanziati, il primo è dedicato alla formazione di amministratori condominiali specificamente per la mediazione dei conflitti interculturali. Queste figure saranno presenti presso gli sportelli territoriali per assicurare l’ascolto e gli interventi di mediazione sia a Prato sia nei comuni partner. Secondo l’assessore Giorgio Silli è importante intervenire subito e per risolvere i problemi di ogni giorno, prima che questi piccoli problemi finiscano in tribunale.

L’altro progetto “Immigrazione e Economia Sostenibile” dove il Comune di Prato interviene in qualità di cofinanziatore e alcune associazioni di categoria hanno un ruolo di partnership è dedicato all’integrazione economica del cosiddetto distretto tessile parallelo. Il progetto riguarda percorsi di formazione e di lavoro, corsi di auto imprenditoria, incontri di formazione sui diritti e i doveri dei lavoratori dipendenti, corsi di informatica e di italiano multimediale, formazione di tutor di impresa oltre che stabilire dei check up aziendali costanti. Particolare attenzione sarà rivolta alla formazione nell’ambito delle leggi concernenti il fisco e le imposte. L’assessore Silli crede fermamente nel ruolo formativo dell’educazione alla legalità come prerequisito dell’integrazione fra culture diverse.

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