Verso la costituzione dell’IGF Italia

di Giulia Gatti

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Il neoministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha aperto l'assise pubblica per la costituzione dell'Internet Governance Forum italiano

L’iniziativa, caldamente sostenuta e approvata anche da altri Stati, è stata appoggiata con entusiasmo da molti partecipanti del Forum. «Durante lo scorso IGF di Rio – afferma il Professore Stefano Rodotà ? questa proposta italiana ha ricevuto adesioni da vari Paesi, ma soprattutto una importante legittimazione dalle Nazioni Unite, che la hanno indicata come un percorso valido per giungere ad una regolamentazione della Rete condivisa da tutti i soggetti, pubblici e privati, che partecipano alla Rete. Anche alla luce di questi consensi internazionali, ritengo che il nostro Paese debba continuare ad impegnarsi fortemente in questa direzione».

Sulla base di queste iniziative mirate, che danno nuova luce all’innovazione tecnologica nell’ambito della Pubblica Amministrazione, ma non solo, l’assise romana organizzata dall’Isoc riveste una notevole importanza, come ha sottolineato lo stesso Ministro Renato Brunetta: «Gestire i profondi cambiamenti indotti da Internet è essenziale per lo sviluppo della società della conoscenza, in termini economici e di democrazia: la costruzione della nuova cittadinanza digitale e il rilancio della competitività del Paese passano dunque anche dalla capacità di assicurare un’efficace governance di Internet che sappia accrescere la fruibilità e le potenzialità di questo bene pubblico».

In occasione del convegno è stato presentato inoltre il nuovo Quaderno edito da ISOC Italia, curato da Laura Abba, Dirigente CNR, dal titolo “Verso la costituzione del IGF Italia: pensa globalmente, agisci localmente”. Il Quaderno si può consultare online, sul sito ufficiale dell’Isoc, all’indirizzo www.isoc.it. In particolare, nel Quaderno si approfondisce il discorso sulla Carta dei Diritti della Rete, The Internet Bill of Rights, pensata nella prospettiva e nella consapevolezza della necessità di dotarsi, nell’universo Web, di strumenti nuovi. Strumenti che, soprattutto, per dirla con le parole di Stefano Rodotà «consentano di salvaguardare e arricchire la libertà di chi opera su Internet, di far sì che le promesse e le opportunità offerte dal Web possano essere ulteriormente sviluppate».

Questo sostanzialmente perché si tratta del desiderio di trovare una base comune al lavoro svolto negli anni da profili diversi di addetti ai lavori: un lavoro che è, per sua stessa natura, conforme alla “fisicità” della Rete, nato da una mobilitazione diffusa. Trattandosi quindi di un processo diffuso e condiviso da una pluralità di attori, ai livelli più diversi, c’è sempre più necessità di un dialogo continuo allo scopo di mettere a punto regole comuni, secondo un modello definito e multi-level. È a questo scopo, che c’è bisogno di un confronto puntuale, che avverrà all’interno dell’IGF, come si è visto già in questa assise appena svoltasi.

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