112, il servizio di emergenza europeo anche in Italia

di Lorenzo Gennari

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Parte da Salerno la sperimentazione del numero unico di emergenza europeo. Il servizio di instradamento delle telefonate sarà garantito da Telecom Italia

Partirà da Salerno a luglio e si tratterà ancora di una fase di test. Il numero unico di emergenza, nel nostro paese, verrà attivato con 2 anni di ritardo rispetto agli altri paesi membri dell’Unione.

Il servizio permetterà una maggiore efficienza negli interventi di emergenza su tutto il territorio europeo poiché eliminerà le attività non specifiche e focalizzerà le strutture sulle loro competenze primarie.

Il funzionamento è estremamente elementare e si basa su un semplice centralino digitale che convoglia al 112 le chiamate dirette ai numeri di emergenza già esistenti (112 – polizia, 113 – carabinieri, 115 – vigili del fuoco, 116 – soccorso stradale, 117 – guardia di finanza, 118 – emergenza sanitaria, 1515 – servizio antincendio boschivo e 1530 – soccorso in mare).

Il sistema automatico di Telecom Italia instraderà poi le chiamate deviandole verso le sale operative della Polizia di Stato e dei Carabinieri che provvederanno ad inviarle al presidio a competenza generale più prossimo (Commissariati di Polizia distaccati, Compagnie o Stazioni dei Carabinieri).

Perché ciò avvenga sarà ovviamente necessario digitalizzare le sale operative e la rete telefonica, mentre gli operatori telefonici saranno soggetti all?obbligo di fornire il servizio di localizzazione del chiamante sia da telefonia fissa (comune e indirizzo) che da telefonia mobile (coordinate geografiche).

L?Italia si allinea quindi alla direttiva europea, dopo che la Commissione aveva avviato una procedura d?infrazione per il mancato adempimento.

In attesa che tale sistema venga adottato su tutto il territorio nazionale, chi si trova in difficoltà e ha bisogno di aiuto potrà continuare a chiamare i numeri di emergenza esistenti, i quali non saranno aboliti e continueranno ad assolvere la loro funzione di pubblico soccorso.

Dopo Salerno, entro 150 giorni, il servizio sarà adottato dalle province di Imperia, Sassari, Perugia, Padova, Como, Torino, Crotone e Matera; entro 180 giorni toccherà a Caltanissetta, Caserta, Nuoro, Reggio Emilia e Varese. Successivamente, il servizio sarà esteso a tutto il territorio nazionale attraverso l’attivazione di otto province al mese.