Firmata presso l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) l’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024. Si tratta di un passaggio atteso da oltre un milione di lavoratori del comparto, tra docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi e personale delle università e delle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).
Rinnovo limitato alla parte economica
Per garantire tempi rapidi nell’erogazione degli aumenti retributivi, le parti hanno concordato di limitare questa tornata negoziale alle materie economiche e alle relazioni sindacali. La revisione e l’aggiornamento degli istituti normativi verranno affrontati nel prossimo contratto 2025-2027, per il quale l’atto di indirizzo è già stato trasmesso dal Governo all’ARAN. Il prossimo rinnovo del CCNL dovrà dunque affrontare in modo strutturale le riforme legate alla professionalità, alla formazione e alla carriera del personale della scuola e della ricerca, con l’obiettivo di valorizzare le competenze e di allineare il sistema agli standard europei.
Aumenti e arretrati
L’intesa prevede aumenti medi mensili di 144 euro per i docenti e di 105 euro per il personale ATA. È inoltre riconosciuta una una tantum di 1.640 euro per i docenti e di 1.400 euro per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Gli incrementi riguardano anche gli altri comparti dell’istruzione e della ricerca: 141 euro per le università, 211 euro per gli enti di ricerca e 173 euro per l’AFAM.
Conclusi i controlli della Corte dei conti, gli aumenti e gli arretrati saranno erogati in busta paga nei prossimi mesi, con effetto sul triennio 2022-2024.