Assunzioni docenti Scuola, le immissioni in ruolo dal 1° settembre

di Teresa Barone

31 Agosto 2026 11:02

logo PMI+ logo PMI+
Il contingente copre tutti i posti liberi dopo la mobilità, quasi sei cattedre su dieci sono al Nord e la sede va accettata entro cinque giorni

Le assunzioni a tempo indeterminato nella scuola per il 2026/2027 sono autorizzate su tutti i posti rimasti liberi dopo la mobilità, con una distribuzione delle cattedre fortemente concentrata al Nord. Le immissioni in ruolo ordinarie dei docenti si sono chiuse a fine luglio e ad agosto la coda riguarda quasi soltanto il sostegno, con una finestra interprovinciale a metà mese che decide chi ottiene la cattedra stabile e chi rientra nel bacino delle supplenze.

In sintesi:

  • il contingente autorizzato per il personale docente è di 46.642 posti, ripartiti fra le regioni nell’allegato B al DM MIM n. 136 del 10 luglio 2026;
  • il numero corrisponde ai posti vacanti e disponibili al termine della mobilità, calcolati al netto di 473 situazioni di esubero, dopo l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • Lombardia, Veneto, Lazio e Piemonte assorbono da sole 26.074 cattedre, oltre la metà del totale nazionale;
  • gli insegnanti di religione cattolica seguono un provvedimento separato, il DM n. 143 del 22 luglio 2026, che autorizza 2.628 assunzioni;
  • la presa di servizio è fissata al 1° settembre 2026 e la sede va accettata entro cinque giorni dall’assegnazione.

Docenti di ruolo, 46.642 posti autorizzati

Il contingente delle immissioni in ruolo dei docenti per il 2026/2027 è di 46.642 posti, come stabilito dal decreto ministeriale n. 136 del 10 luglio 2026, che riguarda scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. Le assunzioni si effettuano sui posti risultati vacanti e disponibili per l’intero anno scolastico al termine delle operazioni di mobilità, entro il limite autorizzato e secondo le istruzioni operative dell’allegato A al decreto.

Il numero coincide con la totalità dei posti liberi dopo i trasferimenti, al netto di 473 situazioni di esubero da riassorbire. Il paradosso è che la Basilicata ottiene 579 posti contro i 552 dell’Abruzzo, che ha una popolazione quasi tripla; la Sicilia si ferma a 1.979 cattedre, meno della Sardegna in rapporto agli abitanti. Dove i trasferimenti in entrata sono numerosi, i posti si chiudono prima di arrivare al reclutamento.

L’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze è arrivata il 9 luglio, previo parere della Ragioneria generale dello Stato, e ha aperto la strada alla firma del decreto il giorno successivo. Questo significa che, sul versante docenti, il vincolo finanziario quest’anno non ha compresso il numero delle stabilizzazioni. Il vincolo si sposta altrove, cioè sulla capienza effettiva delle graduatorie: dove i candidati si esauriscono prima dei posti, la cattedra autorizzata resta scoperta e finisce comunque a supplenza.

Quasi sei cattedre su dieci nelle regioni del Nord

Le regioni settentrionali assorbono 27.443 dei 46.642 posti autorizzati, pari al 58,8% del totale. Il Centro si ferma a 8.107 cattedre, il 17,4%, mentre Sud e Isole raccolgono 11.092 posti, il 23,8%. La sola Lombardia vale poco più di un quarto del contingente nazionale.

Regione Posti autorizzati
Lombardia 12.129
Veneto 5.094
Lazio 4.454
Piemonte 4.397
Emilia-Romagna 3.357
Campania 2.721
Toscana 2.434
Puglia 2.410
Sicilia 1.979
Sardegna 1.432
Liguria 1.369
Calabria 1.234
Friuli-Venezia Giulia 1.097
Marche 770
Basilicata 579
Abruzzo 552
Umbria 449
Molise 185
Totale 46.642

Nell’elenco non compaiono Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige perché il reclutamento del personale scolastico è di competenza della Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano, che gestiscono le proprie procedure fuori dal contingente statale.

Metà posti alle GaE, metà alle graduatorie

Ricevuto l’allegato B, ogni Ufficio scolastico regionale divide il contingente al 50% fra graduatorie a esaurimento e graduatorie dei concorsi, e all’interno del canale concorsuale dà precedenza ai vincitori rispetto agli idonei. La prima operazione riguarda l’eventuale riassorbimento degli esuberi, compensando fra province della stessa regione.

Il peso di questa metà è destinato a ridursi da solo. Le graduatorie a esaurimento sono liste chiuse, dove rimangono docenti abilitati da anni e nelle quali non è più possibile inserire nuovi nominativi: ogni tornata di assunzioni le assottiglia senza che nessuno le rialimenti. Il meccanismo prevede però una valvola di sfogo. Se una delle due liste si esaurisce e rimangono posti collegati, questi non vanno perduti e confluiscono nell’altra graduatoria ancora capiente, secondo l’art. 17, comma 1, del D.Lgs. n. 59/2017 per la secondaria e l’art. 4, comma 1-ter, del D.L. n. 87/2018 per infanzia e primaria.

Le operazioni si svolgono su Istanze Online in due fasi. Nella prima l’aspirante indica provincia e classe di concorso, nella seconda riceve l’assegnazione della sede. Chi non esprime la preferenza per tutte le province e al proprio turno trova disponibili solo province non indicate risulta rinunciatario, e la rinuncia alla provincia è irrevocabile.

=> Graduatorie d'Istituto: come funzionano e quando si aggiornano

Sotto le graduatorie provinciali resta un terzo livello che entra in gioco quando i canali superiori si svuotano. Dalle graduatorie di circolo e di istituto i dirigenti scolastici assegnano le supplenze brevi e, quando le GPS provinciali risultano esaurite per una classe di concorso, anche gli incarichi al 31 agosto e al 30 giugno sui posti vacanti nelle scuole indicate dall’aspirante. È il motivo per cui una cattedra autorizzata e non assegnata in ruolo non sparisce: scende di livello e viene coperta a tempo determinato.

Cinque giorni per accettare la sede

Assegnata la sede, il docente ha cinque giorni per accettare o rinunciare in modo esplicito. Il silenzio vale come rinuncia d’ufficio e comporta la decadenza dalla nomina, oltre alla cancellazione dalla graduatoria utilizzata per quell’insegnamento. Per le assegnazioni comunicate a partire dal 28 agosto il termine si comprime e l’accettazione deve arrivare comunque entro il 1° settembre 2026.

La scelta ha una conseguenza: accettare la sede preclude qualsiasi incarico di supplenza per lo stesso anno scolastico. Chi riceve una provincia lontana da casa rinuncia quindi anche alla possibilità di ripiegare su una supplenza vicina, e per il docente già di ruolo l’accettazione della nuova sede comporta la perdita del ruolo precedente, salvo i casi particolari dei vincitori di concorso non abilitati nella secondaria previsti dall’allegato A.

Un caso a parte riguarda gli aspiranti privi di abilitazione individuati per l’assunzione: stipulano un contratto a tempo determinato fino al 31 agosto e devono conseguire il titolo entro la fine dell’anno scolastico, pena la decadenza dalla procedura. Per le individuazioni successive al 31 agosto da graduatorie pubblicate entro quella data l’assunzione slitta all’anno scolastico seguente, con assegnazione della sola provincia di titolarità.

Mini call veloce, ultima finestra sul sostegno

Sui posti di sostegno rimasti scoperti dopo le immissioni ordinarie e la fase provinciale da GPS prima fascia si è aperta la mini call veloce, procedura interprovinciale prorogata di un giorno con nota MIM n. 20083 del 31 luglio 2026, che ha spostato la chiusura delle domande dal 18 al 19 agosto 2026 alle ore 12. Gli Uffici scolastici hanno pubblicato le disponibilità residue entro le ore 10 del 14 agosto e gli esiti delle assegnazioni