Rinnovo Contratto Scuola: cambiano reclutamento insegnanti e stipendio docenti

di Redazione PMI.it

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Approvata la riforma del reclutamento dei docenti nella Scuola: nuovo percorso per il reclutamento e scatti stipendiali legati a servizio e formazione.

Approvato il DL di riforma del reclutamento insegnanti, prevista dal Recovery Plan italiano entro metà 2022 e pertanto inserita nel Decreto PNRR approvato in via definitiva nel CdM del 21 aprile, portando una serie di importanti novità sia sulla formazione sia sulla retribuzione dei docenti.

Il decreto legge passa adesso al vaglio del Parlamento, dove potrà subire eventuali correttivi. Vediamo intanto cosa prevede il testo della riforma così come approvata al momento.

Riforma reclutamento insegnanti: cosa prevede

Il testo della riforma del reclutamento docenti prevede in particolare:

  • nuove regole per la formazione iniziale e continua;
  • nuove regole per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria;
  • percorsi formativi che portano all’abilitazione all’isnsegnamento;
  • aggiornamento dei docenti per tutta la carriera lavorativa;
  • concorsi annuali per reclutare con costanza il personale.

Formazione con scatti stipendiali

Stando al decreto PNRR, basato sullo schema MIUR presentato nei giorni scorsi dal Ministro Patrizio Bianchi ai Sindacati, saranno introdotti scatti stipendiali legati non solo all’anzianità ma anche alla formazione. La progressione stipendiale sarà accelerata per i docenti che svolgeranno con profitto i corsi selezionati e certificati dalla Scuola di alta formazione del Ministero dell’Istruzione, ottenendo una busta paga più cospicua.

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Un sistema di aggiornamento su base triennale, svolta in orario extra-lavorativo (la formazione sulle competenze digitali sarà invece parte della formazione già obbligatoria e si svolgerà in orario lavorativo), potrà essere retribuita dalle scuole se comporterà un ampliamento dell’offerta formativa. Alla fine di questi percorsi è prevista una valutazione finale, con la possibilità di accedere a un incentivo salariale.

Sono previsti cinque scatti di progressione, dei quali il primo dopo quattro anni mentre i successivi ogni cinque anni. Al termine di ogni livello è prevista la verifica finale, collegata anche a una valutazione del miglioramento del profitto scolastico degli alunni degli insegnanti che hanno completato il percorso di aggiornamento. La progressione salariale sarà quella stabilita dalla contrattazione nazionale (CCNL Scuola) che, attualmente, è legata in modo esclusivo all’anzianità di servizio.

Assunzioni Scuola: fase transitoria

  • La riforma del reclutamento insegnanti prevede una fase transitoria fino al 2024, durante la quale si mira ad assumere tramite concorso pubblico 70mila precari con tre anni di servizio, che potranno dunque accedere al concorso annuale; i vincitori avranno un contratto (anche part-time) durante il quale svolgono il periodo di formazione iniziale per acquisire ulteriori 30 CFU e alla fine del quale devono sostenere un esame di abilitazione.
  • Durante la fase transitoria, i laureati senza i tre anni di servizio potranno conseguire i primi 30 CFU (di cui una parte conseguita tramite tirocinio) e poi accedere al concorso pubblico annuale; i vincitori acquisiranno successivamente gli altri 30 crediti e sosterranno la prova finale di abilitazione per passare di ruolo.

Reclutamento docenti: le nuove regole

Una volta entrata a regime la riforma del reclutamento degli insegnanti nella Scuola, per diventare docenti serviranno laurea e 60 CFU da acquisire tramite formazione universitaria, con prova finale e accesso al concorso a cattedra, che diventerà annuale.

Reclutamento scuola: i nuovi step

La riforma Bianchi per il reclutamento scolastico prevede un modello integrato di formazione, abilitazione e accesso in ruolo dei docenti.

  • Formazione iniziale e accesso all’insegnamento a tempo indeterminato tramite: percorso abilitante a cui si può accedere durante la laurea magistrale o negli ultimi due anni della laurea magistrale a ciclo unico, con un periodo di tirocinio diretto presso le scuole ed uno indiretto e prova finale corrispondente a 60 crediti universitari (CFU) o accademici (CFA) che comporta l’abilitazione all’insegnamento; concorso pubblico annuale, su base regionale o interregionale; anno di prova in servizio.
  • Abilitazione per le scuole secondarie di primo e secondo grado dopo un percorso di formazione iniziale di almeno 60 CFU o CFA, con superamento di una prova finale.
  • Vincitori del concorso su posto di sostegno svolgono un periodo di prova in servizio almeno per 180 giorni (dei quali almeno 120 per le attività didattiche) e alla fine scatta l’immissione in ruolo.

La Scuola di Alta Formazione del sistema nazionale pubblico di istruzione si occuperà di coordinare la formazione in servizio dei docenti di ruolo; le attività formative dei dirigenti scolastici, dei DSGA e del personale ATA; gestire il sistema di incentivo alla formazione continua degli insegnanti.