Trasformazione digitale: strategie per le PA

di Redazione PMI.it

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Come i governi possono favorire la trasformazione digitale rispettando i parametri del budget? La parola a Filippo Ligresti di Dell EMC Italia.

Per incrementare la collaborazione tra i dipartimenti, quest’anno, i governi europei si stanno focalizzando sulla riorganizzazione delle proprie strategie digitali interne e degli ambienti informatici. Un obiettivo che stanno cercando di raggiungere attraverso una migliore gestione dei dati, utilizzando al meglio la miriade di dispositivi connessi.  

L’adattamento ai diversi bisogni della forza lavoro sta diventando sempre più importante – per esempio, il Government Digital Service (GDS) di UK ha annunciato la propria Trasformation Strategy 2017, che punta sul miglioramento della collaborazione tra i dipendenti e sottolinea come le tecnologie impatteranno ogni aspetto del servizio pubblico.

Questa richiesta di innovazione arriva in un momento storico di relativa austerità e di costrizioni di budget, che si riducono in tutta Europa. Le Pubbliche Amministrazioni devono affrontare una sfida cruciale: trasformare i propri processi facilitando la collaborazione, facendo leva sulla tecnologia e contemporaneamente tenere al sicuro l’enorme mole di dati dei propri cittadini. Il tutto utilizzando un budget minore. In questo contesto, per esempio, l’implementazione di tecnologie di virtualizzazione del personal computer – ovvero la possibilità di ospitare un PC e il suo contenuto all’interno di una macchina virtuale che gira su un server centralizzato – può essere una chiave di volta. Questo approccio è in grado di agevolare una maggior sicurezza durante il lavoro da dispositivi mobili o dislocati (PC, smartphone, tablet, etc…), una superiore collaborazione e produttività (i tempi di risoluzione in caso di problemi sono molto più rapidi), e mantenere i dati al sicuro con una significativa riduzione dei costi di gestione.

In settori pubblici come il governativo, l’educazione e la sanità, uno degli sforzi primari di tutte le strategie di trasformazione digitale è quello di ridurre la frammentazione tecnologica e incrementare la comunicazione e la collaborazione tra i diversi dipartimenti, consolidando le infrastrutture tecnologiche all’interno di “sistemi” molto più flessibili. Soluzioni IT che ospitino i dati e le applicazioni in un unico “sistema”, permettono ai dipendenti di accedere in modo più semplice ed efficiente agli strumenti e alle risorse di cui necessitano, in qualsiasi luogo si trovino ed in modo sicuro. Si tratta di un elemento estremamente importante per le migliaia di impiegati che lavorano da remoto sul territorio, erogando diversi servizi ai cittadini.

Nel momento in cui i dipendenti dei settori pubblici sono in grado di accedere alle applicazioni e ai dati in mobilità, si possono realizzare significative efficienze nella pianificazione e gestione degli uffici, riducendo il peso dei costi relativi agli immobili (e alla loro gestione) e liberando risorse che possono essere impiegate in innovazione. I governi e le strutture del settore pubblico in generale, sono depositari della più ampia collezione di dati personali dei cittadini, dagli archivi sanitari ai registri elettorali. Con il crescente pericolo di minacce alla sicurezza, tutti questi soggetti hanno bisogno di avere chiara visibilità e controllo sulle informazioni critiche conservate e di rispettare la normativa che sta impattando il settore – inclusa la prossima EU General Data Protection Regulation (GDPR).

Il modello di virtualizzazione del desktop, permette di centralizzare tutti i dati all’interno di server, anziché averli sparsi in modo spesso incontrollato su innumerevoli dispositivi. Le organizzazioni potranno avere una migliore visione sulle tipologie di dati personali di cui sono in possesso e su dove questi dati sono immagazzinati. Con questo tipo di struttura, il processo di auditing – per essere in linea con la normativa – risulta semplificato. Inoltre, immagazzinare i dati direttamente sui dispositivi è molto rischioso: circa il 70% dei furti di dati si originano proprio da lì, secondo IDC. I dipendenti che usano il desktop virtuale, invece, possono interagire e utilizzare dati critici senza esporsi a rischi di nessun genere.  

Infine, c’è il discorso sul budget. I team IT che lavorano all’interno delle pubbliche amministrazioni sono pressati da richieste di riduzione del budget, ma allo stesso tempo, da una necessità di incrementare il livello di innovazione per fornire ulteriori e più utili servizi. Con un sistema regolatorio in materia di sicurezza sempre più stringente e tecniche di attacco informatico sempre più evolute e sofisticate, è più importante che i governi inizino a usare la tecnologia in modo efficiente: mettere al sicuro i propri device e assicurarsi di avere sufficiente capacità di storage e di reporting delle informazioni.

L’approccio del desktop virtuale non è una rivoluzione per il settore pubblico, bensì una soluzione chiara e stabile che permette di avere una piattaforma iniziale su cui costruire le proprie strategie di trasformazione digitale. Riduce i costi di sviluppo, di manutenzione e di gestione.    

Di Filippo Ligresti, VP & General Manager, Commercial Sales, Dell EMC Italia.      

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